Nel corso della trasmissione LuNeDì Puglia, in onda su Antenna Sud, è intervenuto l'onorevole Mauro D'Attis, deputato della Repubblica Italiana e storico tifoso del Brindisi

"Il merito di questa promozione è specialmente della società. Tutti i soci hanno dimostrato grande carattere; a loro faccio grandi complimenti per non aver mollato, soprattutto in virtù della retrocessione dell'anno scorso. Nonostante i 14 punti di penalizzazione, avevamo concluso il campionato al terzultimo posto. La retrocessione è stata quasi umiliante, pur non avendola meritata. Oggi il Brindisi ha uno staff straordinario, a partire dal direttore Righi fino all'allenatore Ciullo, a cui riconosco una grande umiltà nel non aver mai mollato nei momenti più difficili e di forte critica.

Mancano ancora due giornate ma il Brindisi è una delle squadre meno battute di Italia. Devo dire che mi è piaciuto tanto come ha reagito Andrea Saraniti, uno dei volti simbolo di questa promozione, che nel momento di difficoltà si è comportato da leader, tenendo unito lo spogliatoio"

Su quando ha iniziato a credere nella promozione:

"Lo scontro diretto contro il Bisceglie è stato decisivo. Il campionato è stato straordinario con delle società incredibili: Taranto, Bisceglie, Canosa... da tifoso mi sono reso conto solo oggi che eravamo arrivati davvero in Serie D. Adesso c'è da realizzare quello che è il futuro"

Sul nuovo stadio:

"Il Governo nazionale ha stanziato un finanziamento da 37 milioni di euro. Il sindaco di Brindisi procederà alla firma della convenzione con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI) e Sport e Salute. Ci vorranno circa 3 anni di tempo tra progettazione, espropri e realizzazione. Sappiamo che i tempi sono stretti, ma speriamo di vederlo nel 2029.

Stiamo procedendo anche alla riqualificazione del campo di Tuturano. Sappiamo che le strutture sono importanti e stiamo lavorando in tal senso. So per certo che anche la società sta guardando allo sviluppo dei giovani. Vorrei tanto che questa città reagisse in maniera più presente e positiva di fronte all'operato sportivo. Più che gli aspetti negativi, cerchiamo di esaltare le tante cose positive. Mi auguro che anche il basket e gli altri sport possano seguire la stessa strada. Dobbiamo essere fieri di noi. Se nel Brindisi ci ha creduto l'azionista Marco Dova che non è di Brindisi, figuriamoci quanto sia importante crederci per noi brindisini"

Sezione: Primo piano / Data: Lun 13 aprile 2026 alle 16:49
Autore: Giacomo Rimo
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