Il ds rossoblù racconta il ritorno nella sua città, detta le regole sul mercato e sullo spogliatoio e apre alla permanenza di Loiodice: “È un giocatore forte, se resta non mi dispiace”
Per Francesco Montervino il ritorno al Taranto non è soltanto un nuovo incarico professionale. È una questione di appartenenza, di responsabilità e anche di riscatto. Tarantino del quartiere Salinella, alla quarta esperienza da direttore sportivo rossoblù, si presenta con un obiettivo che non lascia spazio a interpretazioni: uscire dall’Eccellenza.
“È la prima volta che faccio l’Eccellenza e deve essere l’ultima. Non la voglio più fare. Non l’ho fatta mai da calciatore e oggi la faccio da direttore: vuol dire che qualcosa di sbagliato nel mio percorso c’è. Ho il dovere di pensarla in questa maniera”.
“Ho trovato una città meravigliosa”
Montervino ammette di essere rimasto colpito dall’accoglienza ricevuta. “Ho trovato una città meravigliosa. Non mi aspettavo che la città cogliesse così bene tutto quello che è accaduto. Mi auguro che dopo questi giorni ci sia una crescita importante. Io ne voglio far parte e ne voglio far parte da vincente”.
La risposta dei tifosi lo ha sorpreso anche sul piano personale. “Non mi aspettavo così tanti messaggi belli. Pensavo ci fosse un 50 e 50, invece è stata una vittoria clamorosa, almeno 80-20. Ora questa percentuale la voglio far crescere ancora di più”.
Il riferimento va anche a uno dei ricordi più forti della sua precedente esperienza. “Vorrei piangere come il 13 giugno 2022. Quel giorno ho pianto tanto, è stata una gioia enorme. Vorrei rivivere quei momenti e festeggiare con la mia gente”.
Uno spogliatoio da ricostruire mentalmente
Il primo lavoro del nuovo direttore è stato soprattutto psicologico. “Abbiamo trovato uno spogliatoio avvilito, perché l’esonero di direttore e staff tecnico non è mai una cosa positiva. È figlio di risultati non buoni. Il mio primo obiettivo è stato stemperare e far stare tranquilli i ragazzi”.
Diversi calciatori hanno già lavorato con Montervino in passato e conoscono bene il suo metodo. “Sette-otto giocatori li ho già avuti. Sanno quanto sono rigido sulle regole e quanto credo negli atteggiamenti all’interno dello spogliatoio”.
In questa fase, però, il ds non vuole caricare ulteriormente il gruppo. “Questo non è il momento di fare esercizi di calcio. È il momento di capire dove sono realmente le difficoltà e di farlo con felicità. Poi, avvicinandoci alla partita, saliranno adrenalina e tensione”.
“La squadra è forte, non cambio dieci giocatori”
Montervino ribadisce la fiducia nell’organico costruito dal predecessore Danilo Pagni. “Ho ereditato una squadra forte. Probabilmente non l’avrei costruita nella stessa maniera, ma è una squadra forte”.
Nessuna rivoluzione, dunque. “Non sono arrivato per cambiare dieci giocatori e non lo farò. Faremo qualche accorgimento in base alle nostre idee, ma con equilibrio”.
La rosa attualmente conta circa 32 tesserati, ma per Montervino il numero va letto considerando anche infortuni e giovani. “Una buona rosa deve avere 24-25 giocatori, massimo 26, ben distribuiti tra elementi importanti e giovani di proprietà. Qualcosina in più c’è e cercheremo eventualmente di accontentare chi vuole andare a giocare o di mandare qualche giovane a fare esperienza”. La valorizzazione dei calciatori di proprietà sarà uno dei criteri guida.
Loiodice, porta ancora aperta
Uno dei temi più delicati riguarda Nicola Loiodice, al centro delle voci di mercato delle ultime ore. “È un tesserato del Taranto, molto semplice. Da quando siamo arrivati noi si è messo a disposizione, si è allenato e quando ha avuto bisogno di un permesso gli è stato concesso. Siamo tranquilli e sereni”.
Montervino non esclude nessuno scenario. “Va via? Vediamo. Rimane? Vediamo. Siamo aperti a qualsiasi situazione. È un giocatore forte, uno che tutti vorrebbero, ma oggi è un giocatore del Taranto”.
Poi l’apertura più significativa: “Se ci sono le condizioni per un’operazione in uscita si farà, altrimenti resta. E vi dico che non mi dispiacerebbe se restasse”.
“Dal Taranto non devono più uscire notizie”
Il direttore torna poi su uno dei temi già affrontati nella prima parte della presentazione: la dispersione di informazioni dall’interno del club. “La mia prima regola è che da dentro non escano più notizie”.
Montervino chiede che il mercato venga gestito attraverso un unico canale. “Se avete bisogno chiamate me. Del mercato parlo io. Non chiamate calciatori, magazzinieri, massaggiatori, segretari o dirigenti per avere informazioni, perché in questo momento rischiate di creare problemi a chi sta lavorando”. Non è una critica al diritto di cronaca, precisa, ma al rischio che voci premature possano compromettere operazioni ancora in corso.
Tiozzo e una divisione netta dei compiti
La scelta di Luca Tiozzo nasce anche dalla convinzione che il Taranto avesse bisogno soprattutto di lavoro sul terreno di gioco. “Questa squadra ha bisogno di lavorare sul campo. Per carattere, atteggiamenti e gestione fuori dal terreno posso pensarci io. Dentro il campo è tutta roba sua”.
Montervino chiede ai calciatori soprattutto rendimento. “A me serve gente che tecnicamente, fisicamente e come sacrificio dia il massimo. Se fanno quello che sanno fare, a me basta”. La scelta di Tiozzo, ha ribadito, è stata tecnica e personale, pur condivisa con la proprietà.
L’appartenenza come valore
Montervino vuole inoltre recuperare un’identità fortemente legata al territorio. “Credo che lo spirito di appartenenza vada alimentato sempre”. La presenza di calciatori tarantini può rappresentare un valore, ma soltanto se accompagnata dai requisiti necessari. “Ci vogliono tarantini che siano capaci di soffrire in certe situazioni e che abbiano qualità tecniche, fisiche ed età giusta per poter dare qualcosa in più alla squadra”.
Sui numerosi nomi accostati al Taranto nelle ultime settimane, però, il ds frena. “Leggo giocatori sui giornali da settimane. Sono calciatori forti, alcuni li conosco e con qualcuno ho un rapporto particolare, ma non è vero tutto quello che è stato scritto”.
“Il 27 vi voglio tutti allo Iacovone”
Resta fortissimo il richiamo al nuovo Erasmo Iacovone, dove Montervino aveva espresso il desiderio di essere il primo direttore del Taranto a disputare una gara ufficiale.
L’appuntamento indicato resta quello del 27 settembre. “Vi aspetto fisicamente il 27. Ma già domenica vi voglio moralmente con noi. Non in 15mila o 12mila: siamo circa 185mila a Taranto. Vi aspetto così tanti”.
Per Montervino il punto di partenza resta sempre lo stesso: “Io sono un tifoso del Taranto. Quando non si vince, il mio umore è quello dei tifosi. La gente è stanca di questa categoria, è esasperata. Questa esasperazione, però, non deve trasformarsi in negatività”.
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