Il nuovo tecnico rossoblù si presenta tra emozione, ambizione e idee chiare: “Meritocrazia, si riparte tutti da zero. Questa squadra è forte, anche se l’ho trovata un po’ avvilita”

Per Luca Tiozzo il primo impatto con il Taranto è stato immediato, quasi travolgente. Una telefonata, poche ore per chiudere l’accordo e poi l’ingresso in un ambiente che il nuovo allenatore rossoblù considera fuori scala rispetto alla categoria.

“Quando ho ricevuto quella telefonata dal direttore per me si è aperto un mondo nuovo, fatto di blu e di rosso. Taranto non si può rifiutare. Taranto non ha categorie, è tra le migliori piazze d’Italia”.

Tiozzo non nasconde l’emozione, ma chiarisce subito quale sarà il suo terreno preferito: il campo. “Io credo di poter dare il meglio di me stesso lì dentro. Ho un obiettivo troppo grande e troppo importante per disperdere energie. Voglio parlare quando c’è da parlare della squadra, degli avversari, dei moduli e di come provare a vincere la domenica”.

“Voglio restituire la fiducia che mi è stata data”

Il tecnico lega il proprio entusiasmo anche alla scelta fatta dalla famiglia La Disa e dal direttore sportivo Francesco Montervino. “Credo che nella vita bisogna ridare quello che ti danno. Se la famiglia Ladisa e il direttore mi hanno scelto, devo restituire. E si restituisce soltanto attraverso la dedizione al lavoro e la voglia di andare oltre gli ostacoli”.

Il suo modo di vivere il calcio emerge senza filtri. “Mi arrabbio perché ci tengo. Vorrei vincere tutte le partite, anche contro Barcellona e Real Madrid, contro chiunque. Vorrei trattare questa società come fosse mia. Non è mia, però voglio dare, dare e dare”.

“Ho trovato una squadra avvilita, ma disponibile”

L’avvicendamento tecnico e dirigenziale ha inevitabilmente lasciato il segno nello spogliatoio. “Ho trovato una squadra avvilita. Quando viene a mancare un allenatore, uno staff intero e un direttore, è normale. I ragazzi pagano le conseguenze di tutto e non potevano essere contenti”.

La risposta del gruppo, però, ha convinto Tiozzo. “Mi hanno dato una disponibilità totale. Ho trovato qualcosa di sano. Mi sento in linea con il gruppo e tutto ciò che ho proposto è stato fatto senza problemi. È un gruppo esperto che, in questi pochi giorni, ha fatto tutto quello che ho chiesto”.

“Contro il Taranto tutti giocheranno la partita della vita”

Per Tiozzo, il valore della rosa non basta. La vera difficoltà sarà affrontare avversari che moltiplicheranno energie e motivazioni quando incontreranno il Taranto. “Il Taranto è diverso dagli altri. Gli altri contro di noi faranno tutti la partita della vita e noi dobbiamo essere pronti”.

La richiesta alla squadra è quindi chiara. “Non possiamo fare le cose bene o molto bene. Dobbiamo farle tanto, tanto meglio degli altri. Ho la fortuna di avere una squadra forte, ma dobbiamo andare più forte degli altri anche sotto l’aspetto del dinamismo. Dobbiamo trasmettere la palla più velocemente, fare le cose diversamente”.

Studio degli avversari e cura dei dettagli

L’attenzione maniacale alla preparazione delle partite sarà uno dei punti centrali del lavoro del nuovo allenatore. “Guarderemo tutti gli avversari. Sono maniacale su questa cosa, sono malato. Ma voglio guardare bene anche i miei giocatori”.

Tiozzo pretende precisione anche nelle esercitazioni apparentemente più semplici. “Mi piacerebbe che sbagliassero meno passaggi possibili, anche nel banale riscaldamento durante la settimana. Se ci avviciniamo alla domenica così e studiamo bene l’avversario, possiamo avere le soddisfazioni che tutti ci aspettiamo”.

“Adesso studiamo Racale”

Il poco tempo a disposizione impone gradualità nell’introduzione delle nuove idee. “È difficile la conoscenza. L’energia che hanno sprecato i ragazzi per ascoltare due voci nuove è devastante, così come quella per salutare tutte le persone che sono andate via. Devo essere sottile nell’inserimento di alcune cose”.

Tiozzo scherza anche sul possibile passaggio al 4-3-3: “Non possiamo cominciare subito con i numeri e diventare matti. Mia figlia fa già fatica con le tabelline”.

Poi torna serio sull’avversario: “Adesso studiamo Racale. Cercheremo di metterlo in difficoltà, perché è una squadra che gioca a calcio”.

“Fisicamente stiamo bene”

Il tecnico non sembra preoccupato dalla carta d’identità di alcuni elementi della rosa. “Oggi il calcio è cambiato. A 35 anni un giocatore può andare a cento all’ora. Alimentazione, integrazione e recupero sono diversi rispetto al passato”.

Le prime risposte ricevute sono state positive. “Quello che mi hanno dimostrato è che stanno bene. Perciò si può andare. Non è un problema fisico, ma mentale: bisogna capire quando pressare, quando accelerare, quando gestire”.

“Meritocrazia: gioca chi merita”

Il principio che guiderà le scelte è già stato comunicato allo spogliatoio. “La prima parola è meritocrazia. Gioca chi merita”. Per Tiozzo non esistono gerarchie ereditate. “Ho detto subito al direttore e ai ragazzi che si riparte tutti da zero. Per me ci sono 30-32 giocatori da valutare. Domenica giocheranno gli undici che riterrò migliori”.

La regola degli under non cambia il concetto. “Abbiamo anche giovani molto interessanti che, attraverso il lavoro, possono dimostrare di meritare questo Taranto”.

E sull’obiettivo finale il tecnico non si nasconde: “Abbiamo tutti lo stesso denominatore comune. Vogliamo arrivare lì. Non ci sono né se né ma”.

Sezione: Eccellenza / Data: Ven 11 settembre 2026 alle 22:10
Autore: Cosimo Fretta
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