Mutuando una famosa opera letteraria, non si può che parlare della cronaca di una morte annunciata. Perché Palermo-Bari altro non è stato che questo. Non stupisce la sconfitta così roboante: per la qualità dell'avversario, per gli stati d'animo ed i rendimenti agli antipodi, per l'aria che soprattutto tirava negli ultimi giorni. E poi per i conclamati limiti tecnici (dei giocatori), tattici (dell'allenatore) e caratteriali (di tutti). Senza dimenticare una campagna acquisti invernale tutto tranne che esaltante: tanti slogan, nessuna reale aggressione. Un inizio di 2024 peggiore di così non poteva esserci, ma è la stagione in sé ad essere nata su cattivi presupposti e proseguire peggio. 

Un Bari che si è privato nella sfida del Barbera di Ricci e soprattutto Sibilli, uno dei pochissimi capaci di incidere. La notte di Palermo è quella delle riflessioni. Ma il problema è che il buio pesto a Bari è tale dall'11 giugno scorso. E anziché rendere la squadra ancor più competitiva essa è stata stravolta sino a renderla l'encefalogramma piatto che adesso è visibile a tutti. E che preoccupa: con questa strada il rischio di guardarsi le spalle e temere seriamente per la permanenza in B è concreto. Perché questa squadra ad oggi non ha neppure carattere. 

Questa situazione è il fallimento della società, ma soprattutto quello di Polito (Aramu, prima punta di diamante e poi fuori lista è un vero paradosso) e con esso di Marino: doveva cambiare la rotta perché Mignani era troppo timoroso e difensivista. Invece la realtà ci riconsegna la verità perché il tempo è galantuomo: il tecnico genovese nel suo piccolo stava cercando di dare un ordine e trarre il massimo da una squadra con grossi limiti e di lavorare sul suo carattere. Carattere e solidità che col tecnico di Marsala sono progressivamente diminuite e tali da diventare inesistenti. Senza dimenticare la differenza nella lettura delle partite ed anche il calibro degli avversari affrontati. E allora prendiamo il modo con cui sono stati affrontati i rosanero: remi tirati in barca dopo i due gol ieri, stoia resistenza in 9 col rischio persino di vincere all'andata al San Nicola pur tra mille difficoltà. Era la prima giornata, si potrebbe obiettare. Vero, ma il buongiorno si vede dal mattino. Ed il Palermo - per quanto superiore e corazzata - non viveva di recente i suoi giorni migliori. Ma di esempi se ne potrebbero fare diversi altri. La media punti ad ogni modo non è migliorata, anzi: si vince di più e si perde di più, si segna poco e si subisce tanto. 

È auspicabile vengano presi provvedimenti in panchina ma anche in scrivania: la misura è colma e soprattutto serve una scossa decisa. Non c'è più tempo da perdere, si faccia presto e bene. 

Sezione: Primo piano / Data: Sab 03 febbraio 2024 alle 10:00
Autore: Domenico Brandonisio
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