Segui con noi la conferenza stampa live del nuovo tecnico del Foggia Gaetano Auteri:

17:15: mancano quindici minuti all'inizio della conferenza stampa del nuovo tecnico dei rossoneri Gaetano Auteri, arrivato dopo l'esperienza sulla panchina del Benevento

Cosa significa allenare il Foggia per Auteri?

"Il Foggia è una piazza con una storia importante. A mio avviso è tra le prime venti realtà calcistiche italiane per tradizione e prestigio, e per me è motivo di grande orgoglio poter allenare qui. Il mio nome non deve essere uno specchietto per le allodole: il mio compito è lavorare, valorizzare anche i gruppi più giovani e cercare di ottenere sempre il massimo. Quando è arrivata la chiamata del Foggia non ho avuto dubbi e mi sono precipitato ad accettare. Nel corso della carriera tutti possono cadere, ma l'importante è rialzarsi dopo le cadute. Sicuro siamo nell'anno zero: è una delle prime volte nella mia carriera in cui ho chiesto un biennale perchè ho intenzione di iniziare un percorso. C'è una foggianità che nel recente passato mancava e tutti insieme possiamo fare tanto per ripartire e arrivare il più in alto possibile"

E' una responsabilità in più lavorare con così tanta passione?

Senza dubbio, ma era un aspetto che conoscevo già. Al di là degli obiettivi, so bene quanto sia forte il calore della piazza e la fiducia che i tifosi ripongono nella squadra, e questo non può che farci piacere. Le responsabilità non ci spaventano, perché il nostro modo di rispondere è lavorare ogni giorno sul campo. L'obiettivo è costruire, con il contributo di tutti, un'identità calcistica forte e una mentalità vincente, indipendentemente dai risultati immediati. Sono venuto a Foggia per dare il mio contributo alla rinascita di una piazza che ha una storia importante nel calcio italiano. Mi piace immergermi nell'ambiente in cui lavoro e credo che le responsabilità vadano affrontate, mai temute.

C'è stato sempre un punto di contatto tra Foggia e Auteri?

"Secondo me ha toccato un tasto importante, quello del destino. Ho già detto che speravo di arrivare a Foggia, perché è una realtà particolare, una piazza dove si vive di pane e pallone. Per quanto riguarda eventuali screzi, con i tifosi non ne ho mai avuti. Anzi, ho sempre guardato con un pizzico di invidia i colleghi che hanno avuto la possibilità di allenare qui, perché conosco il valore e il calore di questa piazza.Tatticamente dobbiamo vedere che rosa riusciremo a comporre, ma abbiamo le conoscenze e la competenza di essere competitivi anche se partiamo un po' in ritardo. Tatticamente la squadra deve essere brava ed equilibrata in fase offensiva, e feroce in fase difensiva: ma dipenderà tutto dalla rosa che allestiremo"

Quanto è vantaggioso dover partire da zero?

Il foglio bianco dobbiamo riempirlo nel modo giusto, con contenuti e argomenti importanti. L'unico piccolo svantaggio è che il ripescaggio arriverà in una data lontana, altrimenti avremmo già iniziato questo percorso. Per quanto riguarda la tifoseria, li ringrazio per il modo in cui mi hanno accolto: sono molto stimolato e sento grande entusiasmo. Quello che posso garantire non sono i risultati, perché nel calcio nessuno può prometterli, ma sicuramente un percorso serio, con crescita costante e tanto lavoro. L'obiettivo è costruire un progetto biennale che possa riportare questa piazza a essere protagonista nel calcio che conta."

Si pente che non ha allenato squadre del nord?

"Professionalmente il ruolo dell'allenatore, in questo mondo, è molto settoriale. C'è stato soltanto un anno in cui avrei potuto andare al Padova, ma la mia società non mi liberò. A volte sono stato descritto come una persona scontrosa, un'immagine che non mi è mai piaciuta perché non mi rappresenta. Sicuramente alcune situazioni avrei potuto gestirle diversamente, ma sono una persona perbene e, quando lavoro per una società, do tutto me stesso. Sono un dipendente del club e lavoro fino alla fine per raggiungere gli obiettivi della squadra."

Quali saranno le linee guida del suo calcio?

"Dobbiamo seminare meriti, perché il calcio è strano, ma alla lunga restituisce quello che si costruisce. È difficile vincere tante partite affidandosi solo a episodi o a situazioni fortunate. Il calcio, però, non è soltanto questo: dobbiamo essere una squadra coesa e compatta, capace di lavorare bene sia nella fase offensiva che in quella difensiva. Una cosa è certa: non sceglieremo mai la strada di una squadra che resta chiusa dietro ad oltranza, perché vogliamo proporre il nostro modo di giocare e costruire i risultati attraverso il lavoro."

Il Foggia arriva da un periodo difficile, la piazza chiede di cancellare le brutte figure vissute

"Metteremo entusiasmo, conoscenza, competenza, passione e senso di appartenenza. Tutto quello che sarà possibile. I calciatori hanno bisogno di linee guida, se mancano queste diventa più difficile. Non mi esprimo sul passato, ma spero di essere stato chiaro su ciò che andremo a fare in futuro". "Dobbiamo essere proiettati sul nostro percorso che dovrebbe essere continuo. Ci saranno momenti in cui si perderà qualche partita, ma bisognerà lavorare tutti insieme. 

Ha allenato tante squadre del sud, perché spesso i progetti durano poco?

"Sono tutte realtà diverse, perché se non hai un progetto con grandi investimenti, bisogna orientarsi ad un calcio sostenibile. Questo non vuol dire che giocheremo per non vincere le partite, ma credo che in tutte le categorie in cui ci sono poche squadre che punta alla vittoria del campionato, in queste categorie non è così scontato. Sarà il campo a decidere". Come giocherà il Foggia di Auteri? Vedremo più avanti, il calcio è fatto di movimenti".

Fra tutte le esperienze che ha vissute c'è una squadra che è somigliata di più al suo sistema di gioco? A quale esperienza del passato vorrebbe che il suo Foggia somigliasse?

"Ce ne sono tante, poi in tante situazioni possono ribaltarsi le cose, come quando ero a Matera eravamo primi e tutti pensavano che avessimo vinto il campionato, ma non è successo".

Che impressioni ha avuto in questi primi giorni a Foggia?

"È una piazza che vive di calcio, mi capiterà di incontrare i tifosi, soprattutto nei momenti difficile, perché in quelli belli mi piace mettermi da parte".

Ha proposto qualche giocatore di suo gradimento? Qualcuno ha già detto si?

"C'è molta disponibilità, perché non sono l'unico a sapere che Foggia è una realtà appetibile. Alcuni giocatori hanno espresso il piacere di giocare qui, perché c'è una società serie e una piazza forte. Speriamo che tutto si realizzi". 

Che campionato sarà con tante squadre di vertice? Il Salary Cap può cambiare qualcosa?

"Il Girone C si differenzia rispetto agli altri, perché ci sono tante realtà calcistiche piccole che hanno ottime società e comunità calcistiche che permettono di realizzare squadre toste. Mi aspetto un campionato difficile, dove ci saranno partite equilibrate e nessuno vincerà in partenza".

Che Foggia vorrebbe e come nasce la collaborazione con Simone Calori

"Con Simone ci siamo scelti a vicenda, ci conosciamo da un po' di tempo e nel percorso di noi allenatori a volte possono esserci situazione che variano. Abbiamo esperienza e conoscenza per lavorare in sintonia e poi c'è anche Giacomo Cofano che è di Foggia. Il Direttore ha detto che verranno anche altre figure a parte Botticella che si occuperà di una parte dedicata ai portieri. In merito alla squadra che vorrei, potrei dire tante cose: fase offensiva e difensiva, quindi fare gol e non subirli, poi  dominante quando proponi in zona d'attacco e feroce per difendere la propria parte. Infine, riguardo alle mie motivazioni personali, come ho già detto, quando ho ricevuto la chiamata mi sono precipitato. Le due gare a porte chiuse? "Non possiamo cambiarlo, tuttavia, si giocherà comunque sul rettangolo di gioco. Senza dubbio avremmo preferito evitarlo, ma può succedere". 

Sezione: Primo piano / Data: Mar 21 luglio 2026 alle 17:18
Autore: Nicolò Turco
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