A breve la consegna dei dossier, tra le 13 città candidate ci sono anche Bari e Lecce. Riusciranno ad ospitare Euro 2032? Ecco a nostro avviso i pro ed i contro delle rispettive candidature. Precisiamo che i nodi saranno sciolti nelle prossime settimane e fondamentali saranno le raccomandazioni della UEFA alla Figc.

BARI - STADIO SAN NICOLA

I PRO

- La capienza: gli attuali 58.270 posti consentono di poter ospitare non solo fare del primo turno, ma anche incontri successivi. La possibilità di arrivare fino a 64mila unità potrebbe dare ulteriore slancio e prestigio.

- ⁠Viabilità, bacino d’utenza e collegamenti: Bari può essere raggiunta praticamente da quasi tutta Europa, le vie di accessibilità allo stadio sono tante e comode. Andranno però potenziati i mezzi pubblici (bus, senza dimenticare la fermata metro prevista sulla linea Bari-Bitritto).

- ⁠Esperienza internazionale: fin dalla sua nascita c’è l’abitudine a ospitare grandi eventi: i mondiali del 1990, la finale di Champions del 1991, i Giochi del Mediterraneo del 1997, in tempi più recenti varie esibizioni della Nazionale, più le partite di Serie A ed altre importanti affluenze in B.

- ⁠Progetto di riqualificazione: arrivato negli ultimi giorni, sembra di ampio respiro e con referenti pronti ad investire sulla struttura. Dossier in fase di valutazione.

CONTRO

- Profondo restyling: il San Nicola così come è può ospitare gare di Serie A e anche gare di coppe europee, ma non fasi finali di competizioni internazionali di questo calibro dove si necessitano criteri più strutturati. Servirebbe togliere la pista di atletica, rifare bagni ed alcuni spazi interni. E comporterebbe un parziale cambio di fisionomia.

- I costi: le stime sono di 250 milioni di euro, servono adeguate garanzie e coperture. Le garantirà il dossier? E in che modo?

- Capienza: 64mila posti saranno utili anche dopo il torneo o saranno troppi per le esigenze del Bari? Fermo restando l’uso della struttura anche per altri eventi.

LECCE - STADIO VIA DEL MARE

PRO

- Uno stadio già “pronto” o quasi: un aspetto molto sottovalutato, ma che per l’Uefa potrebbe contare. Anzi, è un requisito fondamentale. Tolto l’Allianz Stadium di Torino già pronto e strutturato, tra gli stadi candidati quello di Lecce al momento è il migliore in questo senso. I Giochi del Mediterraneo 2026 hanno permesso alla struttura di adeguarsi ai requisiti UEFA e il completamento della copertura (che ora attraversa una fase di impasse) ultimerà il tutto. Forse non potrebbe ospitare incontri che vadano oltre i primi turni a causa dei soli 31mila posti a sedere (capienza rientrante nel minimo dei 30mila), ma può dire la sua.

- ⁠Impatto sul territorio: la candidatura di Lecce se approvata può rivoluzionare l’aerea intorno allo stadio e dare impulso all’economia della zona, abbastanza periferica. Un’occasione anche per migliorare i collegamenti cittadini. Per il resto l’aeroporto più vicino è quello di Brindisi (34 km), dal quale non mancano linee internazionali anche se in minor quantità rispetto a Bari.

- ⁠Candidatura già formalmente accettata e lavori con largo anticipo. Società Lecce e Comune si sono mossi con tempestività già da questa estate.

- ⁠Costi: si inseriscono già nell’ambito di altri lavori.

CONTRO

- Folta concorrenza e capienza limitata: potrebbe essere lo stadio più piccolo - se non di gran lunga, rispetto anche agli impianti turchi - della competizione. Inoltre ci sono diverse città italiane che per tradizione e storia potrebbero pesare di più.

- Rete infrastrutturale: dovrebbe essere notevolmente migliorata, aspetto segnalato anche nel dossier. Ma che parte da una base da rivoluzionare.

- ⁠Esperienza internazionale più limitata: meno eventi rispetto a Bari, ma riparte dalla base dei Giochi del Mediterraneo.

Sezione: Primo piano / Data: Mer 30 settembre 2026 alle 12:04
Autore: Domenico Brandonisio
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