Giornata di presentazioni in casa Lecce. Il responsabile dell’area tecnica Stefano Trinchera presenta alla stampa Marco Bleve e Fatah.

Le dichiarazioni di Trinchera

«Presentiamo Bleve e Fatah. Marco è figlio del nostro territorio. Ha tanta esperienza e oggi sono contento di annunciarlo. È un ragazzo che è cresciuto nel nostro settore giovanile e conosce tutte le dinamiche del nostro contesto. Ci darà una mano sotto ogni punto di vista, anche nelle dinamiche di spogliatoio. Marco ha le capacità tecniche per sostituire Falcone qualora ce ne fosse bisogno.

Fatah è arrivato per coprire il ruolo sugli esterni. È un ragazzo talentuoso, molto abile nell’uno contro uno e nel saltare l’uomo. Per caratteristiche può darci una mano nel nostro modello di gioco. Ha disputato una stagione importante in Scozia. Ha firmato un contratto triennale con opzione per altri due anni. Non appena avrà recuperato la condizione e messo minuti nelle gambe, potrà dimostrare tutto il suo potenziale».

Le domande a Bleve

Quali sono state le tue sensazioni appena sei entrato al Via del Mare e hai ritrovato i compagni?

«È stata un’emozione, come se fosse il primo giorno. Dentro di me sapevo che c’era ancora qualcosa. Anche quando non giocavo, ero sempre legato al Lecce con la testa e con il cuore. La passione e il calore dei tifosi sono qualcosa di eccezionale».

Che gruppo hai trovato?

«Ho trovato uno spogliatoio composto da bravi ragazzi e bravi calciatori. Alcune dinamiche sono cambiate rispetto agli anni precedenti. Credo che, piano piano e grazie al supporto di tutti, dobbiamo far capire cosa rappresenta il Lecce e quanto conta questa maglia. Ci vorrà un po’ di tempo, ma siamo sulla strada giusta».

Torni a casa dopo aver dimostrato tanto alla Carrarese.

«Non avrei mai detto che sarebbe finita così. Sono andato lì con un grosso punto interrogativo. Poi abbiamo vinto il campionato e conquistato due salvezze, esperienze che mi hanno dato entusiasmo e maggiore esperienza. In questi tre anni ho collezionato più di 100 presenze e ho dovuto fare i conti anche con un infortunio. Torno a Lecce con un grande bagaglio. Se il mister me lo chiederà, io sono pronto. Non voglio restare con l’etichetta del ragazzo non pronto».

Ci vuole più responsabilità nel fare il primo portiere in Serie B o il secondo di Falcone in Serie A?

«In questi anni il livello della categoria si è alzato ed è diventato sempre più difficile. Porto con me un grande bagaglio di esperienza. Questa piazza vive di calcio: contro la Roma c’era il tutto esaurito alle 18:30. Non ho un rivale, ma un amico al mio fianco. Falcone è un amico».

Come hai vissuto la trattativa?

«Sono state settimane difficili, anche perché avevo la macchina carica da una settimana. Ho sentito mister Calabro, che mi ha augurato il meglio, così come ho fatto io con lui».

Su Lupo:

«Non l’ho ancora conosciuto perché è impegnato con i Giochi del Mediterraneo. Non dimentichiamo Penev, che è un buon profilo e un ragazzo di talento. Il settore giovanile è in buone mani».

Le domande a Fatah

È stato meglio avere un impatto così duro?

«È un piacere giocare con il Lecce. Vengo da una squadra diversa e da un campionato differente. Per me è un onore. Questo è uno step fondamentale per la mia carriera. Giocare contro la Roma è stato importante. Competere in Serie A è significativo per la mia crescita. Spero di trovare presto il feeling con i miei compagni».

Quanto possono incidere le tue caratteristiche nel Lecce?

«Sono un esterno offensivo. Cerco di creare qualcosa per la squadra e mi piace molto l’uno contro uno. Ascolto i consigli dei miei compagni. Mi piace andare fino in fondo, rientrare sul sinistro e tirare. Mi piace segnare, ma anche servire assist ai compagni».

Quali sono stati i primi consigli di Di Francesco?

«Contro la Roma è stata una partita importante. Per me è un piacere lavorare con il mister, perché mi permette di esaltare le mie qualità. Mi consiglia di prendere spunto dagli aspetti positivi dei miei compagni. Spero di poter dimostrare sempre di più nelle prossime gare».

C’è un calciatore al quale ti ispiri?

«Mi sono trovato in uno stadio bellissimo. Mi piace molto la conformazione del campo. I tifosi sono fantastici e tutto il popolo leccese mi ha accolto molto bene. Mi ispiro a Neymar e Ronaldinho: mi piaceva molto vederli giocare. Prendo spunto dalla loro abilità nel riuscire a entrare subito in partita».

Sulla sua esperienza con il Manchester City:

«Sono stato lì più volte. Ho fatto il precampionato estivo con uno degli allenatori più forti. Guardiola mi ha dato il consiglio di sentirmi libero e di esaltare il mio modo di giocare. Mi ha aiutato a curare tanti dettagli e per me è stato un piacere lavorare con questo staff».

Sezione: Primo piano / Data: Gio 03 settembre 2026 alle 11:00
Autore: Stefano Sozzo / Twitter: @stesozzo
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