L’investimento da quasi 82 milioni di euro si farà, ma non a Taranto. È la decisione annunciata da Sebastiano Ladisa, presidente della SS. Taranto, dopo la bocciatura, da parte del Comune, del progetto “L’Edicola Village”, il distretto dello sport, della cultura e dell’intrattenimento che il gruppo imprenditoriale aveva proposto di realizzare attraverso un partenariato pubblico-privato. Una risposta che chiude, almeno nelle intenzioni, la prospettiva di realizzare a Taranto un intervento destinato a coinvolgere lo stadio Erasmo Iacovone e altri impianti sportivi cittadini, con spazi commerciali, servizi, strutture ricettive e nuove opportunità occupazionali.

“Rispettiamo il Comune, ma vogliamo conoscere le ragioni del no”

Il primo elemento ancora da chiarire riguarda le motivazioni che hanno portato al rigetto della proposta. Il gruppo Ladisa dichiara di non conoscere ancora le ragioni della decisione e attende di acquisire i chiarimenti dell’Amministrazione. “Accettiamo senza polemiche la scelta del Comune di non approvare L’Edicola Village, ma vorremmo comprendere le valutazioni che hanno determinato questa decisione e attendiamo ci vengano comunicate ufficialmente. Sia chiaro che non intendiamo trasformare la vicenda in uno scontro con l’Amministrazione”.

Un progetto da 82 milioni e 450 posti di lavoro stimati

L’Edicola Village era stato concepito come un polo multifunzionale da realizzare attraverso un partenariato pubblico-privato con concessione trentennale. Il progetto avrebbe coinvolto stadio Erasmo Iacovone, Parco Salinella, PalaRicciardi e stadio Valente, affiancando agli impianti sportivi strutture commerciali, servizi, spazi culturali e un campus universitario. Tra le opere ipotizzate figuravano parcheggi, aree per l’intrattenimento, strutture dedicate agli studenti e interventi di riqualificazione urbana. Secondo le stime presentate dal gruppo, la realizzazione del distretto avrebbe potuto generare circa 450 nuovi posti di lavoro, una previsione progettuale che sarebbe stata subordinata all’effettivo avvio delle attività.

Ladisa sottolinea soprattutto il possibile impatto economico dell’operazione: “Il dispiacere maggiore è per Taranto e i suoi cittadini. Avevamo messo a punto un piano da quasi 82 milioni di euro, coinvolgendo anche due importanti realtà bancarie, per realizzare un intervento capace di riqualificare la città e creare centinaia di opportunità occupazionali. Pensavamo di offrire un contributo concreto alla crescita di un territorio che da troppo tempo attende nuove prospettive”.

Il riferimento alla crisi dell’ex Ilva. E non solo…

La bocciatura del progetto arriva in una fase particolarmente complessa per l’economia tarantina, segnata dall’incertezza sul futuro dello stabilimento siderurgico e dalle preoccupazioni dei lavoratori diretti e dell’indotto. Un contesto che Ladisa richiama per evidenziare quanto, nella visione del gruppo, sarebbe stato importante favorire la nascita di nuove attività economiche. “Le difficoltà che Taranto sta vivendo, soprattutto per quanto riguarda l’ex Ilva, rendono ancora più urgente individuare alternative produttive e nuove occasioni di lavoro. Migliaia di famiglie guardano al futuro con preoccupazione e proprio per questo ritenevamo che un investimento di queste dimensioni potesse rappresentare un’opportunità significativa per il territorio”. Il gruppo considera quindi il mancato accoglimento della proposta un’occasione perduta per la diversificazione economica cittadina, pur senza attribuire pubblicamente specifiche responsabilità alla scelta amministrativa.

“Non rinunciamo al progetto, cambieremo soltanto destinazione”

Sebastiano Ladisa chiarisce che la bocciatura da parte del Comune di Taranto non determinerà l’abbandono dell’iniziativa. “La decisione del Comune non cambia i nostri programmi imprenditoriali. Continuiamo a essere convinti della validità dell’Edicola Village e del ruolo che gli investimenti privati possono avere nella creazione di occupazione e sviluppo. Abbiamo le risorse, il progetto e la volontà di realizzarlo. A questo punto cercheremo un’altra città in cui concretizzare l’iniziativa”.

L’ultimo messaggio alla città

Il gruppo Ladisa lascia dunque aperta soltanto la questione delle motivazioni ufficiali della bocciatura, mentre sul futuro imprenditoriale dell’iniziativa annuncia una scelta diversa da Taranto. L’imprenditore conclude con un messaggio di rammarico e un augurio rivolto alla comunità ionica: “Ci auguriamo che Taranto riesca presto a individuare le opportunità di crescita di cui ha bisogno. È una città che merita prospettive concrete e risposte rapide. Noi continueremo a lavorare al nostro investimento, perché lo sviluppo richiede decisioni e non può essere rimandato all’infinito”.

Sezione: Primo piano / Data: Mar 13 ottobre 2026 alle 16:10
Autore: Leonardo Custodero
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