Sarà l’Ostuni il primo avversario del Taranto in Coppa Italia Eccellenza. Pochi giorni dopo aver ritrovato il sorriso con il successo ai danni del Racale, gli ionici tornano in campo per il primo match della competizione. Una sfida presentata così dal tecnico degli ionici Luca Tiozzo alla vigilia: “Si ricomincia con un sorriso. Così è più bello lavorare ma una vittoria non può cancellare ciò che è successo. Lavorare con uno stato d’animo diverso rispetto a quello con cui ho trovato la squadra è più agevole”.

Turnover?: “Il Taranto ha una rosa competitiva, pertanto giocherà chi sta meglio. Cambieremo qualcosa ma la rosa ci permette di fare scelte diverse in base allo stato di forma fisico e psicologico”.

L’importanza di una struttura nelle rotazioni: “Non posso sapere ciò che è successo prima del mio arrivo, essendo ancora calcio di agosto/settembre bisogna stare molto attenti perché a oggi nessuno è in condizioni ottimali. È mia premura evitare infortuni ma a me non piace stravolgere. Domani affronteremo una squadra veloce e scaltra, dunque servirà il miglior Taranto. Domenica giocheremo nuovamente a Maglie, quindi ci sarà un po’ di turnover ma il Taranto ha a disposizione tutti titolari”.

La difesa a 3: “Volevamo dare solidità difensiva con i tre centrali over. Ho giocato spesso con il 4-3-3 e il 4-2-3-1 ma ho usato il 3-4-3 nelle precedenti annate perché mi piace molto. Il Racale aveva un’identità ben precisa e mi sembrava giusto non dare ai nostri ragazzi l’inferiorità numerica. I ragazzi hanno interpretato bene il primo tempo e nella ripresa ci siamo abbassati lasciando poche occasioni agli avversari”.

Il carattere: “Io non starò mai fermo perché la domenica voglio vincere. Per me, il miglior complimento è il carattere. Ora tutti parlano del Como, una squadra che mette il cuore e l’anima in campo, oltre a tutto il resto. Noi dobbiamo metterci prima il carattere, poi tutte le capacità che abbiamo. Credo nel creare una mentalità condivisa nello spogliatoio, domenica i ragazzi hanno dato una risposta straordinaria. Ai miei giocatori ho detto che questo non dovrà mai mancare”.

Il calo nel secondo tempo: “Nei primi 35 minuti siamo stati devastanti sulle pressioni. Il calo è anche fisiologico, il Racale poi giocava meno dietro e più in avanti, non dandoci più la possibilità di alzare molto le linee di pressione. Siamo stati corti, giocando un po’ più bassi. Mi piacerebbe stare sempre nella metà campo avversaria ma bisogna sempre rispettare l’altra squadra. Potevamo tenere meglio il pallone, vogliamo affrettare questo modello per avvicinarci a uno stile di gioco che ci porti a sprecare meno energie senza palla”.

Ostuni: “L’Ostuni sta bene, è frizzante. In tanti erano con il mister ad Acquaviva e hanno entusiasmo. Non sarà una passeggiata. Con il Canosa hanno giocato meglio in 11 contro 11, disputando una grandissima partita”.

Taurino: “Sta bene ma domani non sarà della partita. Si deve ancora allenare perché vogliamo evitare che si infortuni”.

Gli under: “I 2008 hanno meno esperienza rispetto agli altri. Devono trovare uno standard in questo campionato, ci sono valori tecnici elevati, oltre a quelli ambientali. Lenti può aver commesso qualche imprecisione dal punto di vista tecnico ma ha fatto due diagonali negative dettate dalla grande attenzione. Ho altri 2008 come Infantino che piano piano devono crescere”.

Sta lavorando più sull’aspetto mentale o tattico?: “L’aspetto mentale per me è al primo posto, voglio essere un animale per il Taranto. Romperò le scatole fino all’ultimo giorno. Ho detto poche cose alla squadra, ciò che mi ha soddisfatto domenica è che avevo chiesto due cose in fase di possesso e di non possesso e la squadra le ha eseguite. Mi sembra un gruppo pulito perché la squadra ha messo in pratica quanto richieste”.

Ha in mente una formazione tipo?: “Perretta e Potenza scenderanno in campo. Per un allenatore è più facile scegliere i titolari, le persone a cui sono moralmente più vicino sono quelle che vanno in tribuna. Non lo meritano, domenica è successo a Perretta e Potenza ma sono giocatori forti e avranno il loro spazio. Un undici ben preciso in testa? Nì, in alcuni reparti sono tranquillo ma in mezzo c’è una settimana di lavoro, gli avversari e una strategia di gara. Losavio domenica era fuori perché nella mia strategia lui e Oltremarini potevano consentirci di passare al 4-2-4”.

Sezione: Primo piano / Data: Mer 16 settembre 2026 alle 15:24
Autore: Giacomo Rimo
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