Dal 1989 ad oggi di acqua sotto i ponti ne è passata davvero tanta. E adesso, quasi improvvisamente, questa sfida ritorna: una sfida fatta di due piazze che sono passione, calore, blasone. Perduto in un caso (o meglio: svilito), ritrovato nell’altro. L’entusiasmo da una parte, lo sconforto dall’altra, sia pure con la voglia di risalire la china. Quella tra Barletta e Bari è una sfida che rappresenta tutto questo: contenuti e contenuto. Per la squadra di Rastelli sarà il primo vero banco di prova sul piano ambientale dopo i deserti contro Casarano e Cavese, per i barlettani il primo abbraccio della stagione in gare ufficiali davanti al pubblico del Puttilli. Scontato il tutto esaurito. E quanta differenza con quella triste primavera del 2015, quando ci si congedò dal professionismo nel derby contro il Foggia. Due percorsi differenti quelli dei biancorossi, vissuti letteralmente sulle montagne russe. Ed ora inaspettatamente si intrecciano. 

INFERNO E PARADISO. La storia dopo il 2015 è nota: i disastri di Perpignano, i 7 anni di fila in Eccellenza col rischio di finire in un’annata addirittura in Promozione, poi l’illusione della D, per finire il doppio salto. Ma a partire dal 1989, anno dell’ultimo incrocio in B, era già successo qualcosa di simile. La salvezza in C1 nel 1995 ma anche la mancata iscrizione al torneo successivo, la discesa negli inferi e la mancata risalita in B, la trasferta di Piacenza e la speranza. Barletta però in tutto questo non si è mai persa d’animo ed è per questo che il ritorno nel professionismo è una medaglia da appuntarsi sul petto con orgoglio. Meglio tardi che mai, per una piazza che meriterebbe ben altro. 

PARADISO (QUASI) E INFERNO. Dal 1989 ad oggi il Bari ha visto di tutto: diversa Serie A, l’Europa sfiorata, ma anche i tempi più recenti. Fatti di 15 anni senza massima serie, due fallimenti societari, una retrocessione sul campo in C che mancava addirittura dal 1983. Storia anche questa travagliata, ma stavolta c’è anche da combattere la guerra aperta tra società e tifoseria. In trasferta, perlomeno, il supporto non mancherà. Soltanto 365 giorni fa una sfida del genere sarebbe stato assurdo ipotizzarla. Ma il calcio è anche questo. 

SFIDA TRA BOMBER. Ferrante è Da Silva da una parte, Butic e Gomez dall’altra. Gli attaccanti che possono accendere questa sfida non mancano. Una sfida che, per la qualità che le due piazze possono offrire, meriterebbe almeno la Serie B. Il calcio però non va sempre di pari passo con la passione ed il bacino d’utenza e bisogna prenderne atto. Ma almeno per una seria la Serie C potrà mettersi comoda e ammirare uno spettacolo di alto livello. Sul campo poi si vedrà.

Sezione: Primo piano / Data: Mar 25 agosto 2026 alle 09:00
Autore: Domenico Brandonisio
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