La Salernitana ha perso le ultime due partite, ma sarebbe un errore preparare la gara dello Zaccheria pensando di affrontare una squadra semplicemente in difficoltà. I risultati raccontano due sconfitte per 2-1, i numeri descrivono invece una formazione capace di produrre quasi quattro gol attesi, trenta conclusioni e un volume offensivo superiore a quello del Foggia. Il problema dei granata, almeno in questo primo piccolo campione, non è stato arrivare nell'ultimo terzo: è stato farlo senza concedere abbastanza perché l'avversario potesse restare dentro la partita.

È proprio qui che nasce la chiave tattica di Foggia-Salernitana. La zona dalla quale la squadra di Cosmi costruisce una parte importante della propria pericolosità è anche quella che il Foggia dovrebbe provare ad attaccare con maggiore decisione: il lato sinistro granata, quindi la corsia destra rossonera. Un paradosso soltanto apparente, perché da quella parte convivono la qualità di Achik, le avanzate dell'esterno e lo spazio che inevitabilmente può aprirsi alle loro spalle.

La tendenza è abbastanza chiara. Contro il Sorrento il 48% degli sviluppi offensivi della Salernitana è passato dalla sinistra; contro la Scafatese la quota è rimasta molto alta, al 41%. Non si tratta quindi soltanto di un episodio legato a una singola partita. Achik tende a partire o a ricevere da quel settore, ma non rimane incollato alla fascia: entra nel mezzo spazio, si orienta verso la porta e da lì può creare la giocata decisiva. In 180 minuti ha prodotto nove tiri, un gol e quasi 0,8 xA, ma soprattutto ha mostrato una capacità di conduzione che può mettere in crisi una difesa costretta a scivolare in ritardo.

Per il Foggia la prima necessità sarà allora evitare che quel corridoio diventi un uno contro uno permanente. Lasciare Todisco isolato contro Achik significherebbe accettare il duello più favorevole alla Salernitana. Servirà invece una protezione interna puntuale, con Gallo chiamato a schermare il mezzo spazio e Seck a non rompere inutilmente la linea. Il principio dovrebbe essere semplice: Achik può anche ricevere largo, ma non deve poter controllare fronte alla porta dentro il campo.

Il punto interessante è che la stessa zona può diventare il principale bersaglio offensivo dei rossoneri. Se il quinto sinistro della Salernitana accompagna l'azione e Achik viene dentro, alle loro spalle si crea lo spazio che un giocatore come Touré può attaccare meglio di altri. Contro l'Altamura il francese ha chiuso con due dribbling riusciti su due, tre passaggi chiave e 0,33 xA: numeri piccoli per campione, ma coerenti con il tipo di partita che il Foggia dovrebbe cercare. Non un possesso lento contro il blocco schierato, bensì recupero, prima uscita pulita e attacco rapido del lato lasciato scoperto.

È per questo che una soluzione con Touré alto a destra appare tatticamente più interessante rispetto a una formazione costruita soltanto sulle gerarchie recenti. Petito ha segnato a Crotone e conserva argomenti forti per partire titolare, ma potrebbe diventare anche una carta preziosa a gara aperta, quando gli spazi alle spalle dei quinti aumentano. La scelta non riguarda chi sia “più forte” in assoluto: riguarda quale giocatore sia più adatto al problema specifico che propone la Salernitana.

Anche il centrocampo richiederà attenzione. Gyabuaa garantisce continuità nel palleggio, Tascone può aumentare ulteriormente il volume e la qualità della circolazione, mentre il Foggia non può permettersi di trasformare la gara in una rincorsa individuale. Il blocco medio sembra la soluzione più razionale: compatto, stretto dentro, pronto a indirizzare la Salernitana verso il lato meno produttivo. Pressare alto per novanta minuti contro una squadra che ha completato oltre il 60% dei lanci lunghi nelle prime due uscite significherebbe correre il rischio di essere saltati e poi dover difendere campo aperto.

Il riferimento offensivo resta Lescano. Il dato più significativo non sono tanto i quattro tiri complessivi, quanto gli 1,65 xG prodotti: oltre 0,4 xG per conclusione. Significa che, quando riesce ad arrivare al tiro, lo fa mediamente da posizioni molto pericolose. Non serve inseguirlo ovunque. Serve impedirgli di ricevere pulito dentro l'area, proteggendo il corridoio centrale e i palloni bassi provenienti dalle catene laterali.

Il Foggia, del resto, arriva a questa partita dopo due prestazioni profondamente diverse. A Crotone ha vinto soffrendo: 40% di possesso, dodici tiri contro ventisei e 0,81 xG contro 2,06. Contro l'Altamura ha prodotto molto di più, chiudendo con quindici conclusioni e 1,63 xG, ma ha perso. La lezione sta proprio nel mezzo. Difendere come a Crotone per lunghi tratti contro una Salernitana capace di produrre volume e qualità rischierebbe di trasformare la gara in un assedio. Attaccare senza equilibrio, invece, offrirebbe ad Achik e Lescano gli spazi migliori.

La partita ideale per i rossoneri deve stare tra questi due estremi: più coraggio territoriale rispetto a Crotone, ma con preventive molto più solide rispetto alle fasi peggiori viste contro l'Altamura. Quando il recupero è pulito, il primo sguardo dovrebbe andare a destra, alle spalle del quinto granata. Quando la transizione non esiste, invece, il Foggia dovrà avere la maturità di consolidare il possesso senza riconsegnare immediatamente il pallone.

È qui che può decidersi Foggia-Salernitana: nello stesso corridoio in cui i granata hanno il loro giocatore più destabilizzante e nel quale, contemporaneamente, rischiano di concedere il proprio spazio più invitante. Il Foggia dovrà riuscire a fare due cose apparentemente opposte nello stesso settore del campo: proteggersi da Achik e costringere la Salernitana a correre verso la propria porta. Se riuscirà a trasformare quella fascia da problema difensivo in territorio di attacco, avrà probabilmente trovato la chiave della partita.

Sezione: Primo piano / Data: Ven 28 agosto 2026 alle 12:32
Autore: Francesco Ippolito / Twitter: @fraccio
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