Siamo a luglio e il calcio, sotto questo sole, lascia il tempo che trova. La sconfitta del Lecce nella seconda amichevole stagionale contro il Politehnica Timișoara, formazione della Serie B rumena, non deve destare particolare clamore. Eppure, al di là del risultato, l’analisi della prestazione offre qualche spunto di riflessione, e anche una lieve preoccupazione.

La pochezza offensiva non è una novità. Lo scorso anno il Lecce ha faticato a trovare continuità e soluzioni negli ultimi metri, anche se nel finale di stagione si era intravisto qualche segnale incoraggiante. Certo, siamo in piena preparazione: i carichi di lavoro sono pesanti, le doppie sedute incidono e le gambe non possono ancora essere brillanti. Ma, almeno sul piano delle idee, il reparto offensivo continua a evidenziare le stesse lacune già emerse in passato.

Al di là del lavoro che mister Di Francesco potrà svolgere sul campo, l’attacco ha bisogno di rinforzi immediati. È il reparto che più di tutti necessita di nuovi stimoli, caratteristiche diverse e maggiore qualità. A partire dagli esterni offensivi, soprattutto se Pierotti dovesse essere impiegato con continuità in una posizione più “centrale”. Anche dal punto di vista numerico mancano gli uomini necessari per costruire e sviluppare un’identità offensiva credibile.

I giallorossi hanno bisogno di un innesto anche nel ruolo di centravanti. Stulic merita tempo per crescere e adattarsi, ma nel frattempo avrebbe bisogno della concorrenza e del supporto di un compagno di reparto capace di completarne le caratteristiche e colmarne le lacune.

È ancora calcio di luglio, e le sentenze sarebbero fuori luogo. Ma anche la preparazione estiva, per essere davvero efficace, ha bisogno di interpreti in grado di concretizzare il lavoro quotidiano della squadra. E oggi, proprio lì davanti, il Lecce continua a dare la sensazione di essere incompleto.

Sezione: Primo piano / Data: Gio 23 luglio 2026 alle 08:30
Autore: Stefano Sozzo / Twitter: @stesozzo
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