Lo avevamo detto mercoledì e lo ripetiamo adesso: il successo eventuale col Sorrento avrebbe dato valore al pareggio col Potenza. Che era una rimandatura, non una bocciatura. Ed è arrivato, al termine di una gara combattuta, a tratti sofferta, ma dove i biancorossi sono riusciti ad imporre la propria superiorità, fermando i campani che tra campionato e coppa erano reduci da sette successi consecutivi. Magari per la legge dei grandi numeri prima o poi sarebbe finita, ma intanto a farlo sono stati gli uomini di Rastelli e non era scontato. 

Ribadiamolo ancora una volta: il Bari non era una squadra di brocchi mercoledì scorso, non lo è di fenomeni adesso. È una squadra di Serie C che tra alti e bassi barcolla ma non molla. Se può, rilancia. Non una corazzata, ma una squadra di alto livello in C che sta lentamente imparando a crescere e soffrire, anche con un pizzico di fortuna e audacia. Un mix insomma. Contava vincere a Picerno…e l’ha fatto. Il Sorrento che è una squadra che dirà la sua, ma non è neppure il Dream Team insuperabile. In questa categoria al momento non se ne vedono, anche perché le annunciate Catania e Salernitana continuano a balbettate o comunque a non inanellare filotti di vittorie. E chiunque può vincere o perdere contro chiunque. 

Vittoria che fa morale ma che naturalmente non cancella assolutamente problemi, limiti ed ostacoli di altra natura. Va presa per quello che è, con grande serenità. La vetta è a -2. Grazie ad un lucido Darboe, a Butic e Mantovani, malgrado gli infortuni costanti (cominciano a essere troppi: Mantovani, Gomez, Celli, Burgio, Grgic e senza dimenticare l’assenza di Vicari). Grazie anche alle super parate di Cerofolini che ha portato in dote la metà dei più che la squadra ha ora in classifica, quasi sempre il migliore in campo. Malgrado anche un Mané che ha dimostrato ancora una volta di non essere all’altezza. Col Cosenza non resta che proseguire questo trend e sperare anche nei passi falsi delle dirette concorrenti. Il Bari, insomma, c’è ed è vivo. Barcolla ma non molla.

Sezione: Primo piano / Data: Dom 20 settembre 2026 alle 10:54
Autore: Domenico Brandonisio
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