Questa volta la trasferta non è indigesta, anzi. Il Bari riesce ad avere la meglio sull’Altamura che rispetto alla gara contro il Savoia non ha mostrato troppi progressi: fatale il blackout dal 13’ al 15’, il resto ce lo ha messo nel finale Perrucchini con un rinvio venuto male ma che è costato un gol. Brava la squadra di Rastelli ad approfittarne: la superiorità tecnica, già di suo evidente, è stata però sublimata da quella sana dose di concretezza che in Serie C non guasta mai. 

Sugli spalti? Una festa: 2900 spettatori per la città murgiana rappresentano un record ma anche una pagina di storia: impensabile fino a qualche anno fa una sfida in competizioni ufficiali, al massimo era capitato soltanto in amichevole tempo addietro. Rumorosi e con qualche petardo di troppo i sostenitori baresi (si prevede una multa salata per la società, con tanto di un minuto di interruzione intorno al 10’), calorosi quelli di casa. Che se da un lato hanno appoggiato la causa contro la multiproprietà a suon di striscioni, dall’altra hanno esposto uno striscione eloquente e che invita alla costruzione di una curva allo stadio D’Angelo: un tema sempre attuale e che sollecita il comune ad adoperarsi presto. Pare vi sia una accelerata, con la stessa che sorgerà difronte alla tribuna centrale. Sui tempi di consegna però non è ancora dato sapere come andrà. 

Passando al campo: ancora una volta un super Cerofolini (nel finale si supera evitando la rete altamurana almeno due volte, rinnovo fino al 2030 meritatissimo), gol a parte è piaciuto il dinamismo di Maggiore e soprattutto Darboe. Due grandi attesi in B, ma che in Serie C hanno tutta la voglia di farsi perdonare: per palleggio e qualità degli inserimenti in questa categoria riescono a mostrare numeri all’altezza. Fu vera gloria? Al Potenza - uscito sconfitto a testa alta contro la Salernitana - una ardua e più credibile sentenza poiché ha dimostrato di avere certi valori. Quanto all’Altamura da salvare soltanto la voglia di correre di Grande, Dipinto e Rosafio, in avanti gli attaccanti (Malcore e Simone) non sono stati all’altezza della situazione. Memushaj avrà da riflettere in vista della sfida esterna contro la Casertana: servono più concentrazione e cattiveria. Occhio anche alla difesa: 5 reti subite nelle ultime due, che diventano 7 sommando la Sambenedettese in Coppa Italia. Anche qui tanto da migliorare. 

Una nota a margine, infine, per i tesserati del Bari. Riportare la squadra dove merita è senza dubbio un nobile obiettivo ed è molto apprezzabile la voglia di adoperarsi in questo senso. Ma quella categoria non potrà mai essere la Serie B. Sicuramente una promozione sarebbe un passo in avanti (o meglio, un risarcimento danni) ma non sufficiente a cambiare il reale stato delle cose. La vera partita si combatte sempre e comunque fuori dal campo.

Sezione: Primo piano / Data: Sab 12 settembre 2026 alle 09:50
Autore: Domenico Brandonisio
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