La fine di un incubo, perché 11 anni in cui è successo di tutto tra salite, discese, fallimenti, imprese ed umiliazioni, possono più che bastare. Il Barletta così ritorna finalmente nel professionismo, in Serie C, quella stessa categoria che nel 2015 abbandonò. Lì da dove non sarebbe dovuto andar via sul campo, perché il ritorno nei dilettanti fu dovuto ad altre cause. Come nel 1995, quando c’era la vecchia C1. Meglio tardi che mai. È stata una cavalcata trionfale quella dei biancorossi, che non nasce dal caso ma dall’orgoglio della sua gente prima e di chi ha allestito la squadra: dal presidente Romano, che ritrova la C dopo il passato con la Viterbese, al direttore De Santis passando da mister Paci, capace di raccogliere l’eredità di Pizzulli e di riuscire a trasformare una squadra già forte in una corazzata. Con certezze, costanze, riscoperte. L’1-3 di Foggia contro l’Heraclea è la ciliegina sulla torta di tutto. Perché tutti ricorderanno la rinascita di Da Silva diventato idolo della folla, l’esperienza di Lattanzio, le certezze di Bizzotto, le giocate di Laringe. Tutti ricorderanno dov’erano e cosa facevano il 19 aprile 2026, perché alle ore 16.59 qualcosa è cambiato. Ed una maledizione è stata spezzata.
Buiatti, Zammuto, Qaqui, Guarco, Sokoli, Legras, Giannarelli, Palazzolo, Fall, Rizzitelli ed Ingretolli: questi gli undici che scesero in campo il 9 maggio 2015, ad oggi data dell’ultima partita in C del Barletta. In panchina? Ninni Corda, subentrato in passato a Sesia. Nessuno avrebbe potuto immaginare potesse essere l’ultima cosi a lungo. Nessuno avrebbe potuto immaginare i campi di periferia, il Manzi Chiapulin, le attese lunghe per il nuovo Puttilli, ma nessuno - allo stesso tempo - avrebbe immaginato la rimonta sul Fasano a fine novembre o alla fine del girone d’andata. Nessuno aveva fatto realmente i conti con Paci e la voglia di riscatto di tutti. Ma il calcio è questo: toglie, e poi restituisce con gli interessi. E adesso la ruota è tornata a girare anche per il Barletta. Primo per distacco e per merito: 19 vittorie, 10 pareggi, 3 sconfitte, 51 gol fatti, 19 subiti con 67 punti. Migliore attacco e migliore difesa del girone H. Un successo stra meritato. Un successo da professionismo.
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