Non ci resta che piangere. Ed essere preoccupati, tanto, per questo malandato Bari. Perché se c’era una gara da non fallire questa era proprio quella contro la Carrarese: un pareggio sarebbe stato inutile, figurarsi una cocente sconfitta. Lo 0-3 finale del San Nicola indica ancora una volta i soliti limiti: squadra poco produttiva, che una volta incassato lo svantaggio si scioglie come neve al sole. Senza personalità ma ovviamente con scarsa cifra tecnica. Insomma: un segno di scarsa affidabilità. Dai disastri difensivi di Dorval, alla scarsa incisività di Maggiore e fino ai gol mancati da Cuni ce n’è davvero per tutti i gusti. 

Un Bari che ancora una volta offre la sensazione di essere una squadra spenta: non per la matematica - quella non condanna assolutamente, anche se il calendario è ora inquietante tra scontri diretti e non - ma per la mancanza d’animo e di spirito battagliero. Coraggio, personalità. Laddove non c’è la tecnica non può mancare questo aspetto, ma nonostante Longo questa squadra continua a vivere ed ha vissuto di simili blackout anche con altri allenatori. Ha davvero la squadra raccolto più punti di quanto ci si aspettasse? Davvero fare di più non è possibile? I dubbi sono costanti, l’allenatore è fin troppo schietto nelle sue analisi. E di certo a lui si possono addossare colpe magari importanti da un lato, ma relative e che lasciano il tempo che trovano dall’altro. Per una mera questione di onestà intellettuale. Come può una squadra a corto di condizione fisica adeguata reggere tre impegni nell’arco di una settimana mantenendo più o meno gli stessi titolari? Ma soprattutto: come può una squadra ingranare (anzi costruita male e pensata peggio) se le riserve non sono all’altezza dei titolari? Insomma, una difficoltà tira l’altra malgrado qualche leggera individualità. 

Esattamente come è successo a Pescara. O magari Empoli, o ancora la sfida interna col Sudtirol. Prestazioni vergognose accompagnate anche dai numeri: -34 punti dalla promozione diretta, -12 dai playoff, -4 dalla salvezza in zona playout, +1 sulla retrocessione diretta. Dato che fa il paio con quello del peggior attacco e soprattutto la peggior differenza reti con uno spaventoso -20. Ad oggi, giornata numero 32 del campionato di Serie B, una retrocessione per il Bari sarebbe meritata e sacrosanta. Ma qualcuno, a furia di fare esultanze polemiche verso presunti detrattori, dovrebbe farsi un bagno di umiltà. Perchè  la retrocessione sarebbe una macchia per tutti. E le scuse a mezzo stampa ogni tanto invocate, anzi troppo ultimamente, non fanno più intenerire nessuno. 

Infine una curiosità su Hasa: devastante con la Carrarese, di proprietà del Napoli. Ma a Bari certi giocatori un po’ più talentuosi non arrivano mai. Neppure per sbaglio…

Sezione: Primo piano / Data: Lun 23 marzo 2026 alle 08:26
Autore: Domenico Brandonisio
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