PROMOZIONE, GIRONE A, 29^ GIORNATA

VIRTUS BISCEGLIE - NOICATTARO 4-3

VIRTUS - Di Candia; La Notte (29’ st Di Pierro), A.Monopoli, Basile; Di Franco, Porcelli (38’ st Losapio), De Marco, Muciaccia; Di Molfetta (34’ st Ferrucci); Dell’Olio, Amorese (41’ st Tsypinskyi). A disp. Regina, De Cillis, Di Leo, T. Monopoli, Garofoli. All. Capriati.

NOICATTARO - Colagrande; Tersini, Difino (11’ st Zingrillo), Forgione; Tedone, Cannone (1’st Tre rotoli), Dentico, Tinaglia (1’ st Latrofa); Lena (6’ st Paltera); Fieroni, Daddabbo. A disp. Sanrocco, Riscosso, Satalino. All. Sisto (squalificato, in panchina Lamorgese). 

ARBITRO - Gadaleta di Molfetta.

RETI - 28’ La Notte, 39’ Dell’Olio; st 6’ Fieroni, 17’ De Marco, 23’ Dell’Olio, 38’ Daddabbo, 48’ Fieroni.

BISCEGLIE - La Virtus Bisceglie fa un passo importante pur non decisivo per la salvezza diretta; il Noicattaro abbandona definitivamente il sogno di un miracolo chiamato playoff del girone A di Promozione. Il 4-3 con cui si chiude il match giocato al Di Liddo di Bisceglie ha un andamento strano, con i virtussini  che dominano il primo tempo, i baresi che sembrano in grado di rimontare nella ripresa, i biancazzurri che pare la chiudano definitivamente e i rossoneri che, pur destandosi troppo tardi, mettono i brividi all’avversario.

Si fa male Natuzzi pochi minuti prima del match: avrebbe dovuto giocare nella linea di difesa con Difino e Forgione. Dentro Tersini che fa il difensore a destra. Non c’è Tuttisanti e, al di là dello stato di forma non ottimale del trequartista, l’assenza pesa. Angelo Sisto (ancora in tribuna per la squalifica rimediata a San Marco in Lamis) schiera Colagrande tra i pali, Cannone in cabina di regia, Dentico è il mediano, Lena il trequartista; sulle corsie esterne Tedone a destra, Tinaglia a sinistra. In corso d’opera guaio muscolare anche per capitan Difino, costretto a lasciare il campo, sostituito da Zingrillo, anch’egli partito dalla panchina.

Problemi con l’organico anche per Fedele Capriati, dal 22 febbraio sulla panchina virtussina dopo aver sostituito Nicola Bovino che, insieme a Savino Lionetti, aveva sostituito Ettore Strippoli, separatosi dai biancazzurri a settembre, dopo tre gare. Squalificato Giuseppe Di Pierro, mancano anche Patierno, Caputo e Trawalyi. L’ex allenatore di Rutigliano e Locorotondo di manda in campo Di Candia, che torna tra i pali dopo una lunghissima assenza, convinto dalla dirigenza virtussina per il divorzio da Musacco e l’infortunio di Quagliarella, difesa a tre con La Notte e Basile ai fianchi di Antonio Monopoli, Porcelli metronomo, Di Franco e Muciaccia a correre sulla fasce, De Marco è l’interno, Di Molfetta la sottopunta, Amorese e soprattutto Dell’Olio le punte.

La Virtus è più propensa al dinamismo. La classifica è deficitaria, il tentativo è di scappare dalla zona calda per scansare i playout. Giacomo Porcelli, 36 anni, orchestra la giovane band molto disposta a metterla sulla corsa.  

Colagrande inaugura la sua giornata particolare con un bell’intervento su Dell’Olio (12’). 5’ dopo è Amorese a calciare a giro: la palla esce di poco.

Gli ospiti si intravedono al 23’ con una conclusione di Fieroni che finisce distante dai pali di Di Candia. Il vantaggio interno è preceduto di pochi secondi dal tiro di Amorese. È il 26’. Sul successivo cross da destra forte e teso di Porcelli, il più lesto è La Notte, tra i migliori, che anticipa lo stesso Amorese con la palla che sbatte sotto la traversa ed entra in rete. Anche il raddoppio biscegliese ha una premessa: è il 37’ quando Colagrande fa gli straordinari su Di Molfetta. Sul corner Dell’Olio stacca senza avversari e fa 2-0. Bella l’esecuzione. Ma troppo facile.

Sisto inserisce Latrofa e Tre rotoli, spostando Tersini in regia. L’estremo difensore tiene a galla la Noja: al 4’ interviene ancora su Di Molfetta. Due giri di lancette e Fieroni con questo splendido destro dichiara riaperti i giochi. Ma è fuoco fatuo: al 17’ la prodezza è di De Marco: distanze ristabilite. Non basta: passano 6’ e Bisceglie sorprende ancora Noicattaro: da destra Porcelli, il tocco decisivo è condiviso fra Zingrillo e Dell’Olio.

Moto d’orgoglio rossonero sul passivo di 1-4. La riscossa, che alla fine sarà parziale comincia al 25’ con il colpo di testa di Fieroni. Daddabbo realizza il 12° gol personale: al 37’ il diagonale radente beffa Di Candia, con la palla che passa sotto il corpo del portiere classe 1987. Al 40’ a rendersi pericoloso è Latrofa. Infine, è il 47’, la magistrale interpretazione del calcio di punizione di Fieroni che fa 24 in campionato. In 28 partite giocate.

Dopo la sconfitta per 4-3, il mancato aggancio al Don Uva e il sorpasso subito da San Severo, Molfetta e Mola, nessuno del Noicattaro ha voluto rilasciare dichiarazioni.

Sezione: Promozione / Data: Dom 22 marzo 2026 alle 19:56
Autore: Vito Prigigallo
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