Dopo la sconfitta per due reti a zero in casa contro il Renate il cammino del Casarano nei playoff sembra essere in salita, con la sfida di ritorno che potrebbe essere l'ultima in questa stagione che rimane comunque importantissima. Sui social anche il presidente Filograna ha commentato la sconfitta di domenica e il percorso in stagione dei suoi calciatori. Queste le sue parole:

Ieri sera alla fine della partita ho visto i nostri ragazzi piangere per la sconfitta.
Non so quanto avrebbero dato  pur di regalare  una gioia a se  stessi e ai nostri encomiabili tifosi, ancora una volta  semplicemente meravigliosi.

Purtroppo il risultato non è stato a noi favorevole ma questo non scalfisce minimante tutto ciò che di buono questi ragazzi hanno realizzato in questo primo anno di Lega Pro.
Usciamo sconfitti certo ma era solo la gara di andata.
Mercoledi ci aspetta la gara di ritorno in quel di Meda e non potrà mai essere la stessa partita di ieri.

Ci vorranno fame e agonismo, furore e concentrazione, tanta tecnica ma soprattutto consapevolezza e convinzione nei propri mezzi per riuscire a ribaltare il risultato.
Saremo chiamati ancora una volta a fare l’impresa della vita, ma questo non ci spaventa perché ogni impresa per noi ha un valore “triplo”.

Il Renate è un’ottima squadra forte fisicamente e con una buona organizzazione di gioco ma non è sicuramente imbattibile.
Ci vorranno  gli occhi e la rabbia della tigre, per superare le pantere lombarde, soprattutto per poter riscrivere ancora una nuova possibile storia.

E allora cosa aspettiamo? 
Prepariamoci adeguatamente,  pronti  a scendere  nell’arena ….perché i giorni di vera  gloria nella vita non sono tanti. Questo potrebbe essere uno di quei giorni, il nostro giorno.
Siamo feriti, ma ancora vivi  e fino a quando potremo lottare,  lotteremo con tutte le nostre forze.
Ora è il momento di dimostrare ancora una volta  chi siamo, che ci siamo, e che ci vogliamo ancora essere.

Forza rossoazzurri …..scateniamo l’inferno !!!
❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️

Sezione: Serie C / Data: Lun 11 maggio 2026 alle 18:39
Autore: Nicolò Turco
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