Il Bisceglie festeggia uno dei momenti più importanti della propria storia recente. La vittoria della Coppa Italia nazionale ha riportato entusiasmo, orgoglio e prestigio in una piazza che da sempre vive il calcio con passione autentica.
A raccontare emozioni, sacrifici e retroscena di questa cavalcata è stato il direttore sportivo nerazzurro Danilo Dammacco, intervenuto durante la trasmissione Lunedì Puglia. Le sue parole restituiscono il senso profondo di una stagione costruita con programmazione, spirito di gruppo e forte identità umana prima ancora che tecnica.
“I ragazzi hanno dato il 150%”
Dammacco ha sottolineato il valore emotivo della vittoria, maturata al termine di una gara intensa e vissuta con il cuore oltre ogni limite:
“Ci tenevamo tantissimo a vincere. I ragazzi hanno dato il 150% in campo, siamo andati oltre perché il cuore ci portava a non mollare mai”.
Un successo che il direttore sportivo ha voluto dedicare al presidente Racanati, alle prese con un momento delicato dal punto di vista della salute:
“Abbiamo dedicato questa vittoria a lui. È il primo tifoso, il primo ultras del Bisceglie. È stata una scelta condivisa da tutta la società, dalla squadra e dai tifosi”.
Per Dammacco, il trionfo del Bisceglie rappresenta anche un riconoscimento per l’intero movimento calcistico pugliese:
“Non è soltanto il Bisceglie sul tetto d’Italia, ma anche la Puglia che dimostra ancora una volta il valore del suo calcio”.
La programmazione alla base del successo
Nel corso dell’intervista, Dammacco ha ripercorso il lavoro svolto negli ultimi anni, rivendicando la forza della programmazione:
“Quando mi hanno affidato il mercato dissi chiaramente: datemi fiducia e vi porterò in Serie D”.
Il dirigente ha spiegato come la costruzione della squadra sia partita soprattutto dalla scelta degli uomini:
“Prima ancora dei calciatori, ho scelto le persone. Questo gruppo ha vinto perché c’era coesione tra squadra, staff e società”.
Un concetto ribadito più volte durante la stagione e sintetizzato nel motto interno del gruppo:
“Rispetto per tutti, paura di nessuno”.
“La Coppa era la strada più percorribile”
Con il campionato ormai concluso, Dammacco ha ammesso che il percorso in Coppa Italia, col passare dei turni, sembrava offrire possibilità concrete di arrivare fino in fondo:
“Andando avanti ci rendevamo conto che alcune squadre erano alla nostra portata. Contro certe avversarie si vedeva il valore del calcio pugliese”.
Pur riconoscendo la difficoltà di sfide importanti, come quella contro il Montecchio, il direttore sportivo ha evidenziato ancora una volta il carattere del gruppo:
“Nei momenti decisivi è venuto fuori il nostro cuore. Avevamo una motivazione in più”.
L’elogio a Lopez: “Può giocare in Serie C”
Tra i protagonisti della stagione c’è senza dubbio Peppe Lopez, attaccante che Dammacco conosce molto bene e che seguì personalmente anni fa agli inizi della sua crescita calcistica.
Il ds ha ricordato il trasferimento al Città di Mola e poi l’esperienza decisiva a Brindisi:
“Lopez è un attaccante che in questa categoria c’entra poco. A Brindisi fu determinante per la salvezza”.
Secondo Dammacco, l’attaccante nerazzurro ha qualità per categorie superiori:
“Per me può tranquillamente giocare anche in Serie C. Ma prima ancora che un grande calciatore, è una grande persona”.
Futuro ancora nerazzurro?
Sul proprio futuro, Dammacco ha mantenuto toni prudenti, sottolineando il forte legame con il club:
“La mia priorità resta il Bisceglie ma non è sicuro che io resti. Ne parleremo a fine mese”.
Il dirigente ha confermato di aver ricevuto diverse richieste anche da società importanti, ma senza nascondere il desiderio di proseguire il percorso in nerazzurro:
“Mi fa piacere ricevere attestati di stima. Significa che probabilmente ho raggiunto una maturità calcistica importante”.
Poi Dammacco ha commentato anche il campionato del Barletta, squadra vincitrice del Girone H di Serie D.
"Fare calcio a Barletta è bello per tutti. Se sei difficoltà in una piazza così ti aiuta il pubblico. Ha fatto un percorso pazzesco e sono molto orgoglioso per Barletta e per tutti i pugliesi. Ancora oggi la Puglia dimostra di essere favorita nel calcio che conta".
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