Continua a far discutere quanto emerso dalla riunione del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, convocata lunedì in prefettura per analizzare gli episodi avvenuti durante la sfida tra Squinzano e Leverano, disputata domenica allo stadio “De Ventura” e terminata con la netta vittoria dei padroni di casa per 5-0. Dopo quanto accaduto, sono stati emessi 15 Daspo nei confronti di tifosi appartenenti a entrambe le fazioni. Nel corso della riunione in prefettura è stata inoltre valutata la possibilità di vietare le trasferte ai sostenitori delle due squadre e di disputare le gare casalinghe a porte chiuse.
Una prospettiva che ha spinto la società dello Squinzano a intervenire pubblicamente, prendendo le distanze dagli episodi di violenza e ribadendo di aver adottato tutte le misure di sicurezza previste. La società ha inoltre sottolineato il lavoro svolto negli ultimi anni per riportare famiglie e giovani allo stadio, esprimendo amarezza per le possibili conseguenze sul progetto sportivo e gestionale del club. Di seguito il comunicato ufficiale del club:

𝐂𝐎𝐌𝐔𝐍𝐈𝐂𝐀𝐓𝐎 𝐔𝐅𝐅𝐈𝐂𝐈𝐀𝐋𝐄 𝐂𝐎𝐍 𝐈𝐍𝐓𝐄𝐑𝐕𝐄𝐍𝐓𝐎 𝐃𝐄𝐋 𝐏𝐑𝐄𝐒𝐈𝐃𝐄𝐍𝐓𝐄 𝐆𝐈𝐍𝐎 𝐂𝐎𝐂𝐂𝐈𝐎𝐋𝐎

La Società Squinzano Calcio 1913, ritiene doveroso intervenire in merito agli episodi verificatisi in occasione della gara contro il Leverano Football, evidenziando di aver applicato tutte le misure preventive e organizzative in materia di sicurezza, nel rispetto della normativa vigente. Come da ultimo comunicato ufficiale FIGC-LND Puglia, la società non risulta destinataria di provvedimenti disciplinari diretti.

Prendiamo atto, con rammarico, delle misure ristrettive adottate dalla Prefettura, 𝐫𝐢𝐬𝐞𝐫𝐯𝐚𝐧𝐝𝐨𝐬𝐢 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐚𝐯𝐢𝐚 𝐩𝐮𝐫 𝐧𝐞𝐥 𝐦𝐚𝐬𝐬𝐢𝐦𝐨 𝐫𝐢𝐬𝐩𝐞𝐭𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐝𝐞𝐜𝐢𝐬𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐝𝐢 𝐒.𝐄. 𝐏𝐫𝐞𝐟𝐞𝐭𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐞𝐬𝐩𝐫𝐢𝐦𝐞𝐫𝐞 𝐥𝐞 𝐩𝐫𝐨𝐩𝐫𝐢𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐢𝐝𝐞𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐬𝐞𝐝𝐢 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐞𝐭𝐞𝐧𝐭𝐢.

“Parlo non solo da Presidente, ma da uomo che, insieme ad altre persone perbene e profondamente legate a questa realtà, ha scelto tre anni fa di riportare il calcio a Squinzano. Un progetto nato con passione, responsabilità e spirito di servizio, che ci ha portati a crescere stagione dopo stagione, con l’ambizione di conquistare la terza promozione consecutiva, 𝐨𝐛𝐢𝐞𝐭𝐭𝐢𝐯𝐨 𝐬𝐮𝐥 𝐪𝐮𝐚𝐥𝐞 𝐫𝐞𝐬𝐭𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐩𝐢𝐞𝐧𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐜𝐞𝐧𝐭𝐫𝐚𝐭𝐢.

In questo percorso si aggiunge un risultato che sentiamo profondamente nostro: aver riportato le famiglie allo stadio. La domenica il “Santo De Ventura” è diventato un luogo vivo, un punto di incontro dove bambini, genitori e appassionati possono condividere qualche ora di serenità, lontano dalla quotidianità. Vedere lo stadio riempirsi di volti, di sorrisi e di persone che tornano a vivere il calcio insieme è forse la soddisfazione più grande di questi anni, perché va oltre il risultato sportivo e racconta davvero il senso del nostro lavoro. Ed è proprio da questo entusiasmo ritrovato che è cresciuto in maniera naturale anche il nostro settore giovanile, oggi tornato a essere un punto di riferimento, con oltre 300 iscritti: bambini e ragazzi che ogni giorno scelgono di far parte di questo percorso, contribuendo a dare continuità e futuro a tutto il movimento.

Per questo motivo, quanto accaduto genera profonda amarezza. È difficile accettare che il nome dello Squinzano Calcio venga associato a situazioni che non rappresentano il lavoro svolto e i principi che guidano quotidianamente la società.

Abbiamo sempre promosso rispetto e senso di responsabilità e continueremo a farlo con coerenza e fermezza.

𝐀𝐥𝐥𝐨 𝐬𝐭𝐞𝐬𝐬𝐨 𝐭𝐞𝐦𝐩𝐨, 𝐧𝐨𝐧 𝐩𝐨𝐬𝐬𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐧𝐚𝐬𝐜𝐨𝐧𝐝𝐞𝐫𝐞 𝐥𝐚 𝐩𝐫𝐞𝐨𝐜𝐜𝐮𝐩𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐥𝐞 𝐩𝐨𝐬𝐬𝐢𝐛𝐢𝐥𝐢 𝐫𝐢𝐜𝐚𝐝𝐮𝐭𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐚 𝐯𝐢𝐜𝐞𝐧𝐝𝐚 𝐩𝐨𝐭𝐫𝐞𝐛𝐛𝐞 𝐚𝐯𝐞𝐫𝐞 𝐬𝐮𝐥 𝐩𝐞𝐫𝐜𝐨𝐫𝐬𝐨 𝐬𝐩𝐨𝐫𝐭𝐢𝐯𝐨 𝐞 𝐠𝐞𝐬𝐭𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞. 𝐀𝐥 𝐭𝐞𝐫𝐦𝐢𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐬𝐭𝐚𝐠𝐢𝐨𝐧𝐞, 𝐢𝐧𝐬𝐢𝐞𝐦𝐞 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐝𝐢𝐫𝐢𝐠𝐞𝐧𝐳𝐚, 𝐯𝐞𝐫𝐫𝐚𝐧𝐧𝐨 𝐟𝐚𝐭𝐭𝐞 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐞 𝐥𝐞 𝐯𝐚𝐥𝐮𝐭𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐝𝐞𝐥 𝐜𝐚𝐬𝐨 𝐬𝐮𝐥 𝐩𝐫𝐨𝐬𝐢𝐞𝐠𝐮𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐩𝐫𝐨𝐠𝐞𝐭𝐭𝐨 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐩𝐫𝐨𝐬𝐬𝐢𝐦𝐚 𝐬𝐭𝐚𝐠𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐬𝐩𝐨𝐫𝐭𝐢𝐯𝐚, 𝐫𝐢𝐜𝐨𝐫𝐝𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐝𝐢 𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞 𝐩𝐞𝐫𝐬𝐨𝐧𝐞 “𝐩𝐫𝐞𝐬𝐭𝐚𝐭𝐞” 𝐚𝐥 𝐜𝐚𝐥𝐜𝐢𝐨, 𝐬𝐚𝐜𝐫𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐚𝐥𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐥𝐞 𝐩𝐫𝐨𝐩𝐫𝐢𝐞 𝐩𝐫𝐢𝐨𝐫𝐢𝐭à 𝐩𝐞𝐫 𝐝𝐚𝐫𝐞 𝐥𝐮𝐬𝐭𝐫𝐨 𝐚𝐥 𝐦𝐨𝐯𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐜𝐚𝐥𝐜𝐢𝐬𝐭𝐢𝐜𝐨 𝐒𝐪𝐮𝐢𝐧𝐳𝐚𝐧𝐞𝐬𝐞.

𝐍𝐎𝐍 𝐕𝐈𝐕𝐈𝐀𝐌𝐎 𝐃𝐈 𝐂𝐀𝐋𝐂𝐈𝐎, 𝐌𝐀 𝐕𝐈𝐕𝐀𝐌𝐎 𝐈𝐋 𝐂𝐀𝐋𝐂𝐈𝐎 𝐂𝐎𝐍 𝐋𝐀 𝐒𝐓𝐄𝐒𝐒𝐀 𝐏𝐀𝐒𝐒𝐈𝐎𝐍𝐄 𝐂𝐇𝐄 𝐀𝐏𝐏𝐋𝐈𝐂𝐇𝐈𝐀𝐌𝐎 𝐎𝐆𝐍𝐈 𝐆𝐈𝐎𝐑𝐍𝐎 𝐍𝐄𝐋𝐋𝐄 𝐍𝐎𝐒𝐓𝐑𝐄 𝐏𝐑𝐎𝐅𝐄𝐒𝐒𝐈𝐎𝐍𝐈.”

Il Presidente 𝓖𝓲𝓷𝓸 𝓒𝓸𝓬𝓬𝓲𝓸𝓵𝓸

Sezione: Promozione / Data: Gio 07 maggio 2026 alle 21:50
Autore: Nicolò Turco
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