All’indomani dell’ultima partita stagionale della Virtus Francavilla, ai microfoni di Antenna Sud e TuttoVirtusFrancavilla.it, il presidente dei biancazzurri Antonio Magrì ha tracciato un bilancio dell’annata, proiettando lo sguardo al futuro.

Presidente, dal sogno di competere per i piani altissimi al nono posto finale: si è chiusa una stagione nera per la Virtus Francavilla. Che bilancio si fa di questa annata?
“È stato un anno complicato, non siamo partiti benissimo e purtroppo siamo stati costretti a fare il cambio di guida tecnica e di direzione sportiva per rilanciare il nostro progetto. Anche quest’anno sono stati fatti investimenti importanti ma c’è da considerare anche che il girone H di serie è un vero e proprio inferno dove squadre che partono per vincere rischiano di retrocedere come è successo quest’anno a Sarnese, Nola ed Heraclea e come è successo due anni fa al Barletta”.

Una stagione ricca di insidie, con un cambio in panchina, l’arrivo di un diesse esperto, una strategia variata in corso d’opera. Si doveva creare una base per la prossima stagione e invece il rischio è di ricominciare da zero?​​​
“Non so quello che succederà, è presto per dirlo e fare valutazioni a caldo non è mai opportuno nel calcio. Ora è giusto prendersi qualche settimana di pausa e di riflessione”.

Ma quali erano gli obiettivi di questa stagione?
“L’obiettivo di questa stagione era quello di fare un campionato importante, abbiamo allestito una rosa con un budget che sicuramente non era quello del Barletta o del Fasano, ma comunque superiore a quello di altre squadre che hanno chiuso il campionato sopra di noi. L’arrivo di Taurino e Fernandez conferma questa ambizione. Non credo che venivano a Francavilla per raggiungere la salvezza, entrambi così come molti componenti della squadra avevano un premio definito contrattualmente al raggiungimento e alla vittoria dei playoff“.

Ieri nel post-gara c’è stato anche uno sfogo di Taurino, in cui si è assunto le responsabilità degli ultimi sei mesi di lavoro ma aprendo una riflessione sugli ultimi quattro anni della Virtus.
“Ho ascoltato con stupore le dichiarazioni del nostro tecnico Roberto Taurino all’emittente televisiva Antenna Sud. Mi sembra francamente irrispettoso che un allenatore faccia considerazioni che vanno oltre le valutazioni di una singola partita appena terminata o comunque oltre il periodo che lo ha visto protagonista sulla panchina della squadra di cui ha la responsabilità tecnica. Devo dire che sono abituato ad alcuni suoi eccessi in termini di comunicazione e diciamo che lo “giustifico” perché lo conosco da tanti anni e conosco la sua foga dettata anche dal forte attaccamento al progetto e alla piazza. Così come ho “giustificato” pubblicamente, proponendo anche ricorso, il famoso gesto che ha dato origine alle 12 giornate di squalifica. E non so quanti altri Presidenti lo avrebbero fatto. Nella conferenza stampa post Francavilla in Sinni, il sottoscritto è stato il primo a mettersi in discussione parlando in generale e aprendo a un momento di riflessione sul futuro. Nessuno gli ha mai addebitato responsabilità specifiche e se ha accettato l’incarico sicuramente era ben consapevole delle difficoltà che avrebbe incontrato nel raggiungere l’obiettivo stagionale, i playoff. Ripeto, condiviso e contrattualizzato. Credo che un presidente abbia il diritto oltre che il dovere di esprimere insoddisfazione dopo che nelle ultime quattro partite, di cui 3 in casa fondamentali per raggiungere l’obiettivo stagionale, la squadra abbia totalizzato solo un punto subendo ben 11 reti e realizzandone solo 3. Mi sembra altresì assolutamente fuori luogo da parte di un tesserato regolarmente retribuito dalla società per la quale lavora, allargare le valutazioni agli ultimi 4 anni parlando addirittura di fallimenti. Spiace dover commentare e rispondere, francamente ne avrei fatto volentieri a meno in questo momento, ma lo faccio solo per ristabilire pubblicamente verità e rispetto dei ruoli e delle competenze di ognuno”.

Cosa è successo negli ultimi anni?
“È ingiusto e ingeneroso parlare di fallimenti. Negli ultimi quattro anni l’unica vera stagione negativa è stata quella della retrocessione, tra l’altro maturata negli ultimi 10 minuti di una sfortunata partita di playout. Negli altri tre anni non abbiamo raggiunto i playoff ma neanche fatto i playout, non credo che questo possa essere considerato un fallimento ma semplicemente un mancato raggiungimento degli obiettivi e quindi un rendimento al di sotto delle aspettative… I fallimenti nel calcio sono ben altri!”.

Tecnico e direttore sportivo hanno un altro anno di contratto: si riparte da loro o a questo punto la rivoluzione sarà totale?
“Se sarò ancora io il presidente di questa società, la mia intenzione è quella di rispettare i contratti in essere. Sia Fernandez che Taurino sono persone valide di cui conosco bene la professionalità, l’abnegazione e l’attaccamento alla piazza, non ci sarebbe motivo per cambiare ma naturalmente al di là dei contratti andrebbe capita anche la loro volontà di continuare a seconda degli obiettivi che si andrebbero a definire”.

C’è un messaggio che si sente di lanciare ai tifosi dopo la cocente delusione di quest’anno?
“Vorrei  fosse chiaro che, al di là di quello che deciderò per il futuro, le mie scelte hanno esclusivamente natura personale e non sono legate ai tifosi o alla piazza. Anzi devo dire che ringrazio i tifosi che quest’anno sono stati davvero encomiabili e percepisco ogni giorno tutto l’affetto e la gratitudine verso la mia persona”.

Sezione: Primo piano / Data: Lun 04 maggio 2026 alle 16:26 / Fonte: Dennis Magrì
Autore: Lorenzo Ruggieri
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