Conferenza stampa di fine calcio mercato invernale. Sono presenti il responsabile dell’area tecnica Pantaleo Corvino, il direttore sportivo Stefano Trinchera e il presidente Saverio Sticchi Damiani.
Prende la parola il Presidente: “Facciamo il punto della situazione. Volevo raccontarvi lo stato di salute del club. C’è un gran parlare sui numeri, sui debiti e tanto altro. La modalità di gestione ci permette di essere trasparenti. È qui presente il dottor Tamborrino in qualità di presidente del collegio sindacale. Parto dall’ultima sessione di calciomercato che ci ha visti protagonisti di una operazione straordinaria ovvero la cessione di Dorgu condita da operazioni in entrata da Lecce. La cessione di Dorgu è la cessione più importante della storia del Lecce. Arriva nel momento in cui il bilancio del club è sano. Ci sono state criticità pregresse ma questo non c’entra nulla con l’operazione Dorgu. È un operazione non prevista che interviene quando il club è in salute. Porta nelle casse ricchezza sotto tutti i punti di vista. Ci permette consolidamento complessivo. Avevamo pubblicamente detto che non eravamo disponibili a questa operazione nel mercato di gennaio. Siamo sempre stati coerenti. Questa volta, è successa una cosa differente rispetto a quanto annunciato. Quando è iniziato l’interesse del Manchester, con noi e con i procuratori del ragazzo, ha avuto da parte nostra la risposta negativa. Il 17 gennaio noi scriviamo al Manchester che l’operazione a gennaio non era di nostro interesse. Forse proprio questa risposta ha fatto intendere al Manchester quanto valesse Dorgu. Gli inglesi hanno rilanciato dapprima col giocatore e poi con noi. Nei suoi rilanci, per non scontentare il ragazzo, abbiamo detto che questa operazione, comunque utile per il club, abbiamo chiesto di ritardare questa operazione a giugno. Non volevamo comunque far perdere questa occasione al ragazzo e poi anche al club. Dopo il primo no, c’è stato un ritorno del Manchester che ci ha comunicato la volontà di prendere il ragazzo. Abbiamo chiesto di posticipare l’operazione a giugno. Loro ci hanno comunicato o adesso o mai più. Tutto questo ha fatto saltare gli equilibri e il ragazzo avrebbe rischiato di non iniziare questa avventura. Non voglio giudicare il ragazzo perché a 20 anni è giusto che sia così. A questo punto, impuntarci non aveva senso. Abbiamo lasciato da parte la coerenza e abbiamo voluto fare il bene del ragazzo e del club.
Il percorso di risanamento triennale è derivato dalla situazione di 27 milioni di euro, accumulati dagli anni di serie B e a causa di ingaggi da Serie A, per di più nel Covid. La nostra precisazione serviva per dire quanto avessimo messo in cantiere per ripianare quella perdita. Il più 11 mancante che ci auspichiamo di raggiungere quest’anno è già in maturazione senza l’operazione Dorgu. Il bilancio meno 27 comprendono una parte di debiti e una parte è passività di costi. Quando un ragazzo si svaluta, la svalutazione va in bilancio. Una parte delle passività non sono debiti. Quando ho detto che il Lecce non aveva debiti, ve lo confermo. Il Lecce non ha debiti con fornitori, banche, etc. La perdita di 27 milioni riguarda la svalutazione dei giocatori. L’operazione di Dorgu non c’entra nulla, anzi. L’operazione permette a questo Club di essere ancora più strutturato. Certo è che l’area tecnica non può andare sul mercato nell’immediato per buttare 30 milioni. Noi prendiamo giocatori a 1 o 2,5 che domani valgono una plusvalenza. Noi continueremo a prendere a 2 e operare da Lecce. Con le banche abbiamo solo poste attive. I soci non hanno mai preso un euro dalla società. I 26 milioni messi negli anni della C e della B non sono mai stati rimborsati. Se il club cresce, aumentano le risorse. Con quei 26 milioni abbiamo fatto la scalata dalla C alla A. Il Napoli si è strutturato così tanto che è autosufficiente. Si sostenta da solo. Questo è fare calcio. Noi abbiamo avviato questo progetto, ora stiamo provando a renderlo autosufficiente. Il tessuto industriale leccese, purtroppo, non ha risorse per permettersi neanche uno skybox. Il primo anno della Serie A non siamo stati bravi. Quando sono arrivati Corvino e Trinchera ho chiesto di risanare i conti perché eravamo in periodo Covid. Arrivati in serie A, stiamo provando a raggiungere la sostenibilità. Questo significa un club che genera risorse e ricavi e poi gli reinveste. Quando noi cediamo i Gendrey e i Pongracic, gli vendiamo a 15 milioni. Cosa resta alla società? Quelle somme devono essere epurate dalla mediazione degli ingaggi, percentuali e bonus.
Da Pongracic sono entrati 10 milioni e da Gendrey poco più di 6 milioni. Escluso Dorgu, il Lecce in questi anni ha incassato effettivi 40 milioni, sapete quanti ne abbiamo spesi? 42 milioni. Spero che questi 42 spesi diventino 200 milioni. Il tifoso sbaglia perché ha numeri sbagliati. Su questo tema si ruppe tutto ai tempi dei Semeraro. Questo è un tema sul quale a Lecce si crea un equivoco. Vogliamo in clima giusto. Prima che venissero Pantaleo e Stefano, non avevamo il problema delle plusvalenze. Dorgu ci verrà pagato in cinque anni.
Dove andiamo andiamo, tutti ci vedono come modello. Dobbiamo goderci questa stagione perché è memorabile. Vorrei che centrassimo questo risultato storico e dobbiamo andarcelo a prendere tutti insieme. Il pubblico ha inciso alla grande a Parma. Questa è una bella stagione. In questo periodo sono molto carico perché vedo cose entusiasmanti. Vedo un processo straordinario”
Spazio alle domande:
Sui mancati acquisti: “Le abbiamo provate tutte sul mercato. Noi abbiamo pagato 2 giocatori che in altre piazze potrebbero valere 8. Quando prendemmo Pierotti, ci dissero che non avevamo fatto troppo. Ora se mi offrissero 8 milioni per Pierotti, non lo darei”
Sui debiti tributari: “Il fisco è tutto quanto pagato. Nel periodo Covid, così come a tutti i club, abbiamo rateizzato nel minor tempo possibile. Rateizzammo la cifra più bassa”
Quali sono le percentuali che vengono destinate ai vari protagonisti di una operazione? “Nel caso di Gendrey, per esempio, le percentuali della trattativa sono più alte perché Gendrey fu preso a zero. In quel caso la percentuale arrivò sia al club originario che al mediatore. Dorgu che è stato pagato così tanto non prevede il riconoscimento di una percentuale in caso di futura rivendita”
Sull’operazione Dorgu: “L’operazione verrà iscritta al bilancio di quest’anno, la rateizzazione inciderà nei flussi economici dei prossimi 5 anni”
Sul FairPlay finanziario: “A Como vendono a 5, spendono 10 e le proprietà a fine anno ripianano. Poi ci sono quelli che non ripianano mai. Ne abbiamo parlato in assemblea. Quella di inserire un tetto. Noi ce lo siamo imposti, andrebbe fissato un tetto nazionale”
C’è una differenza rispetto alla gestione precedente? “È cambiata la managerialità. Bisogna avere una visione futurista delle cose. Siamo stati criticati perché mentre perdevamo, noi parlavamo del centro sportivo. Forse se avessimo avuto il centro sportivo già quest’anno avremmo avuto qualche infortunio in meno e qualche punto in più. Dobbiamo programmare e costruire”
Autore: Stefano Sozzo / Twitter: @stesozzo
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