La SSC Bari, la SSC Napoli e Aurelio e Luigi De Laurentiis respingono con decisione le contestazioni formulate dalla Procura di Bari nell’ambito dell’inchiesta che ha portato alle perquisizioni eseguite nella giornata di oggi, martedì 7 luglio, ribadendo la piena correttezza del proprio operato e la fiducia nel lavoro della magistratura.

In una nota ufficiale, le società e i due dirigenti si dicono "esterrefatti" per le accuse contenute nel decreto di perquisizione e sequestro. Al centro delle contestazioni vi è il trasferimento del portiere Elia Caprile tra società riconducibili allo stesso gruppo. Secondo quanto evidenziato nel comunicato, il valore del calciatore sarebbe stato determinato, prima della conclusione dell’operazione, attraverso una perizia giurata redatta da un professionista indipendente, estraneo agli indagati e già consulente dell’Autorità giudiziaria.

Particolarmente netta anche la posizione sulla richiesta di apertura della procedura di liquidazione giudiziale della SSC Bari avanzata dalla Procura. Il club sottolinea di essere “assolutamente rispettoso dei propri impegni economici”, precisando che le perdite di esercizio, definite fisiologiche nel settore calcistico, sarebbero state sempre ripianate dalla proprietà attraverso risorse proprie.

Nel comunicato, la SSC Bari, la SSC Napoli e Aurelio e Luigi De Laurentiis esprimono la convinzione che la vicenda possa essere chiarita in tempi brevi davanti all’Autorità giudiziaria. Le società ribadiscono di aver sempre operato «nel pieno e scrupoloso rispetto della legge, dei principi contabili e delle norme federali» e auspicano che, alla luce degli elementi a disposizione, il procedimento possa concludersi con una richiesta di archiviazione.

Sezione: Primo piano / Data: Mar 07 luglio 2026 alle 19:38 / Fonte: Antenna Sud
Autore: Gianmarco Inguscio
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