(Di Anthony Carrano) Il presente da costruire, le difficoltà di un anno vissuto lontano da Taranto, i playoff, il rapporto con la tifoseria e il desiderio di riportare il club dove merita. Il presidente della SS Taranto, Sebastiano Ladisa, è intervenuto nel corso della trasmissione GOL – Speciale Eccellenza Pugliese, in onda ogni lunedì alle ore 17:30 sui canali Facebook e YouTube di Blunote, affrontando senza filtri tutti i temi dell’attualità rossoblù.

La gara di Apice e la convinzione del gruppo: «Il gol era nell’aria»

Ladisa ha raccontato le emozioni vissute dopo l’ultima gara, spiegando come il gruppo non abbia mai perso fiducia.

«E’ stata una bellissima sensazione. Il gol era nell’aria: ci erano stati annullati due gol regolari ed ero certo che, prima o poi, sarebbe arrivato. È arrivato nel momento giusto e credo anche in maniera meritata».

Il presidente ha poi evidenziato le difficoltà vissute in campo, sottolineando lo sforzo fisico affrontato dalle squadre:

«Con quella temperatura lo sforzo è stato enorme, sia per i giocatori del Taranto sia per quelli dell’Apice. È stata una giornata molto calda e particolarmente impegnativa».

La polemica arbitrale: «Segnaleremo tutto alla Procura Federale»

Spazio anche alle proteste per quanto accaduto nell’ultima sfida.

«Per quanto riguarda l’arbitraggio di Apice, che riteniamo vergognoso, faremo quanto già scritto nel post pubblicato sui social, segnalando l’accaduto alla Procura Federale».

Il momento della svolta: «I ragazzi hanno capito le loro possibilità»

Nel corso dell’intervista Ladisa ha indicato anche il momento che, a suo dire, ha cambiato mentalmente la stagione del Taranto.

«Ci sono state una serie di partite in cui i ragazzi hanno acquisito quel qualcosa in più e si sono convinti delle loro possibilità. Da lì si è consolidato un gruppo che ha trovato forza nei risultati».

Da quel momento, secondo il presidente, si è aperta una nuova fase della stagione:

«L’ambiente ci è stato sempre vicino, i tifosi non hanno mai fatto mancare il proprio supporto e tutti insieme si è concretizzato un nuovo capitolo che ci ha portato ad avere venti risultati utili consecutivi».

E sul presente resta fiducioso:

«Da parte della società si è sempre creduto e si continua a credere che nelle ultime partite si possa fare uno sforzo utile e determinato per raggiungere l’obiettivo».

Doppia finale playoff : «Serve almeno il posticipo alle 17:30»

Tra gli argomenti affrontati anche la gestione organizzativa delle gare playoff, tema molto sentito dalla società.

«Dobbiamo condividere sempre tutto con la Lega, perché i playoff nazionali vengono gestiti dalla Lega Serie D. Serve intesa sia con chi organizza sia con le società coinvolte».

Da qui la richiesta che verrà inoltrata dal club:

«La nostra premura è ottenere almeno il posticipo alle 17:30. Vedremo come risponderà la Lega, ma servirà anche un accordo con l’altra società».

Il nodo Massafra per la finale e la possibilità di ampliare lo stadio

Ladisa ha affrontato anche il tema della capienza dello stadio di Massafra e di una eventuale installazione di strutture temporanee per permettere a più tifosi di seguire il Taranto.

«Una richiesta per una tribuna aggiuntiva si potrebbe anche fare, ma poi ci sono gli organi competenti e il Sindaco che devono pronunciarsi sull’agibilità di una struttura temporanea».

Pur ribadendo che la questione è burocraticamente complessa, il presidente ha spiegato che l’obiettivo è uno:

«Potrebbe essere una soluzione utile per offrire un’ulteriore possibilità ai tarantini di assistere direttamente alla partita dallo stadio».

L’appello alle istituzioni per Aversa: «Dateci una mano»

Uno dei passaggi più forti dell’intervento è stato l’appello alle istituzioni affinché venga consentita la presenza dei tifosi rossoblù nella gara d’andata.

«Cercheremo in tutti i modi di far venire i tifosi ad Aversa. Ci assumeremo responsabilità economiche e organizzative pur di permetterlo».

Poi il messaggio diretto:

«Chiedo alle istituzioni di fare tutto il possibile, insieme a noi, per ottenere una deroga con la Prefettura di Caserta e rendere accessibile ai tifosi del Taranto la partita d’andata. Sarebbe un regalo importante».

L’appello ai tifosi: «Comportamento esemplare»

Contestualmente, il presidente ha chiesto grande responsabilità ai sostenitori rossoblù.

«Se verranno ad Aversa, dovranno dimostrare quello che sono certo siano: brave persone che credono nella squadra, nella città e nella società».

E ancora:

«Il loro comportamento deve essere esemplare, così da cambiare quella volontà delle prefetture che per un anno intero ha privato il Taranto e la città della possibilità di seguire la propria squadra».

Possibili dilazioni sui prossimi abbonamenti

«Per noi la situazione economica viene veramente in secondo piano. Tutto ciò che si può fare per aiutare il tifoso, nei pagamenti, nelle dilazioni o in qualsiasi forma, noi lo faremo».

Un anno difficile: «Quando siamo arrivati abbiamo trovato solo cenere»

Ladisa ha poi ripercorso i mesi vissuti alla guida del club, parlando apertamente delle difficoltà incontrate.

«Abbiamo affrontato un anno molto faticoso. Quando siamo arrivati a Taranto abbiamo trovato solo cenere: non abbiamo trovato nulla e ancora oggi non abbiamo nulla».

Nonostante tutto, il presidente rivendica il lavoro svolto:

«Abbiamo organizzato e costruito tutto da soli, con il grande aiuto della comunità di Massafra, che ci ha fatto sentire a casa».

Un ringraziamento anche ai territori vicini:

«San Giorgio Ionico e Massafra ci sono stati vicini in modo davvero encomiabile. A Taranto non ci hanno neanche invitati per farci vedere il nuovo Iacovone che sta nascendo».

Taranto – Bari e il campanilismo: «Chiediamo rispetto»

Uno dei passaggi più sentiti ha riguardato il rapporto tra le origini baresi della famiglia Ladisa e la città di Taranto.

«Noi siamo baresi, siamo nati a Bari e siamo orgogliosi della nostra città. Allo stesso tempo abbiamo scelto Taranto: non ce l’ha imposto nessuno».

E ancora:

«Ci sentiamo vicini a questa città splendida, però vogliamo mantenere salde le nostre origini e chiediamo rispetto reciproco».

Sul tema delle rivalità calcistiche la posizione è chiara:

«Le rivalità tra tifoserie ci sono sempre state e devono restare. I tarantini da una parte e i baresi dall’altra: quello non ci riguarda».

Ma precisa:

«Le rivalità possono restare sacre, però il rispetto per i luoghi di origine non deve mai mancare».

Il sogno Iacovone: «Il Taranto deve tornare a casa»

Tra i temi caldi anche il ritorno allo stadio Iacovone.

«Il Taranto deve tornare a giocare nella sua casa».

Ladisa non nasconde il peso di una stagione vissuta lontano dal proprio impianto:

«Ci è andato stretto aver giocato un anno fuori. Se avessimo giocato allo Iacovone sarebbe stata tutta un’altra stagione».

Poi la speranza:

«Quando torneremo allo Iacovone vivremo emozioni indimenticabili. Scriveremo una pagina nuova, con forza e determinazione».

Il futuro: «Taranto merita il professionismo»

Il presidente ha ribadito la volontà di costruire qualcosa di importante nel lungo periodo.

«Il nostro programma è di otto anni. Se ci saranno le condizioni per affrontarlo a Taranto, noi siamo fiduciosi».

L’obiettivo è chiaro:

«Taranto è una città che deve vivere il professionismo alla grande e noi vogliamo viverlo insieme ai tifosi, segnando una storia nuova, senza sofferenze economiche ma con forza e determinazione».

La promessa finale: «La nostra esperienza inizia e finirà a Taranto»

In chiusura, Ladisa ha lasciato un messaggio destinato a far discutere ma anche a rassicurare l’ambiente.

«In futuro la nostra esperienza calcistica terminerà a Taranto. Non vogliamo fare altre esperienze».

Sezione: Primo piano / Data: Mar 02 giugno 2026 alle 09:45
Autore: Anthony Carrano
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