Il rapporto tra l’amministrazione comunale di Bari e la SSC Bari si accende dopo lo scambio di lettere tra il sindaco Vito Leccese e il presidente del club Luigi De Laurentiis. Un confronto dai toni duri, incentrato sul futuro sportivo della società, sulla gestione dello stadio San Nicola e sulle prospettive del club dopo la recente retrocessione.

La posizione di De Laurentiis: “Società privata e gestione responsabile”

Nel rispondere al sindaco, il presidente della SSC Bari ha rivendicato con forza la natura privata del club e il lavoro svolto negli ultimi anni:
“Non si deve dimenticare mai che SSC Bari è una società privata per azioni, che opera e ha sempre operato nel massimo rispetto delle norme statuali e dell’ordinamento sportivo, costituendo, francamente, una circostanza davvero inusuale che un’Amministrazione Comunale richieda chiarezza circa il progetto sportivo a seguito di una retrocessione sul campo.”

De Laurentiis ha poi difeso il percorso gestionale della società dal 2018 a oggi, sottolineando la complessità del contesto economico e sportivo:
“In questi otto anni, la società è stata gestita con la massima responsabilità: è stata ricostruita un’azienda partendo da zero, superando un periodo straordinariamente difficile come quello della pandemia, senza mettere a repentaglio la continuità aziendale né il posto di lavoro dei numerosi dipendenti in organico.”

Non è mancato un passaggio tecnico-legale legato alla partecipazione ai campionati e alla disponibilità dello stadio San Nicola, che secondo il presidente rappresenta un elemento cruciale per la continuità sportiva: “Corre l’obbligo di informare che l’eventuale omesso o tardivo deposito della documentazione relativa a un impianto sportivo presso cui disputare le gare casalinghe causerebbe l’esclusione della società dalla competizione e la perdita del titolo sportivo.”

Leccese: “Indisponibilità al confronto e responsabilità verso la città”

Di segno opposto la posizione del sindaco Vito Leccese, che nella sua lettera ha espresso forte preoccupazione per l’atteggiamento della proprietà e per la mancanza di un confronto strutturato sul futuro del club. “Mi spiace molto trovare, nei toni e nei modi della Sua risposta, conferma di ciò che molti sospettavano, ossia la Sua totale estraneità rispetto alla città e la Sua completa indisponibilità a un confronto con la stessa amministrazione comunale.”

Il primo cittadino ha poi posto l’accento sul nodo centrale della programmazione futura, chiedendo chiarezza sugli obiettivi del club oltre l’attuale concessione: “Quelle parole non le ho dimenticate. E non le hanno dimenticate i baresi. Le chiedo dunque un piano industriale serio, che guardi almeno all’orizzonte quinquennale della concessione e che risponda a una domanda precisa: cosa intende fare della SSC Bari dopo il 30 giugno 2028?”

Infine, Leccese ha richiamato il valore identitario della squadra per la città, sottolineando il legame con i tifosi e la responsabilità sociale del progetto sportivo: “Quello che mi appartiene è la responsabilità verso questa città. Verso le migliaia di tifosi che per otto anni hanno creduto in un progetto. Verso le famiglie che devono spiegare ai propri figli perché la squadra della loro vita, dopo otto anni, sia ancora in Serie C. Il Bari non è un asset. È Bari. È la nostra città.”

Il botta e risposta evidenzia una frattura istituzionale e comunicativa tra proprietà del club e amministrazione cittadina, proprio in una fase delicata per la SSC Bari, alle prese con la riorganizzazione sportiva e con le scadenze burocratiche legate all’iscrizione ai campionati. Da una parte la difesa della gestione societaria e dei vincoli normativi; dall’altra la richiesta di programmazione, trasparenza e visione a lungo termine per una squadra considerata patrimonio identitario della città.

Sezione: Serie B / Data: Mer 27 maggio 2026 alle 17:20
Autore: Giovanni Scialpi
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