Viene lanciato dall'Associazione Per Brindisi il grido d'allarme in riferimento alla situazione finanziaria della società adriatica. Tramite una nota stampa, l'associazione ha voluto diffondere le proprie preoccupazioni sullo stato economico del club:
"Ci spiace dover fare questo comunicato, proprio quando abbiamo vissuto una bella giornata di sport, dopo una sofferta ma bella vittoria, di una squadra che dopo 5 giornate ha vinto 4 volte, posizionata ai primi posti in classifica, che lascia intravedere delle importanti potenzialità, ben guidata dal tecnico Claudio De Luca, e che con un paio di inserimenti potrebbe puntare al primato. E’ giusto però fare sapere ai fiduciosi tifosi che non è tutto oro ciò che brilla. Così com’è composta l’attuale società non può andare più avanti. In verità, come ogni anno, è partita pieni di buoni propositi e sicura di poter coprire il budget preventivato, ma molto presto non è stato così. Indubbiamente il Covid – 19 ha contribuito in modo importante a indebolire ulteriormente la forza economica della stessa, considerando che da ben otto mesi, escludendo gli ultimi introiti degli 80 abbonamenti, non ha fatto altro che uscire soldi. Però, mentre gli imprevisti problemi esterni danneggiano allo stesso modo tutte le società, quelli interni sono dovuti a continue diversità di vedute, comportamentali e diatribe tra soci. A nostra veduta il problema principale, già evidenziato in precedenti comunicati, è sempre il 25%. Si, siamo assolutamente convinti che i problemi societari del Brindisi girino tutti intorno al 25%, non coperto economicamente. Ci sono diversi imprenditori pronti a voler rilevare quel 25%, pronti a voler aiutare, anche con sponsorizzazioni, e fare crescere le potenzialità di una società che in queste condizioni non può più andare avanti. E’ una società che non trova l’accordo, da oramai due anni, su come gestire e a chi girare il 25% messo a disposizione agli altri soci (così afferma il proprietario delle quote) dal socio tutt’ora ancora possessore. Per questo motivo gradualmente si sta andando verso una pericolosa sofferenza economica. Si continua a parlare di quote campane e quote brindisine, il problema invece sta proprio in quello che sembra un scoglio insormontabile. Visto le differenti percentuali in possesso dei soci, e visto che una quota è monca, si è giunti ad una parola d’ordine : “se versi tu, verso anch’io, se non versi tu, non verso neanche io”. Per risolvere questa pericolosa situazione di stallo, più volte abbiamo proposto delle soluzioni, anche accettate da tutti i soci, ma che poi al momento di concretizzarle si sono arenate. Siamo convinti che agli sportivi poco importa se la maggioranza ce l’abbiano i campani o i brindisini, ma che ci sia una società solida, disposta ad accollarsi tutte le spese che necessitano per affrontare un campionato importante, in grado di accollarsi con continuità i costi di gestione che riguardano tutto ciò che gira nel mondo del calcio. Quando si parla di costi non intendiamo esclusivamente quelli che riguardano la punta dell’iceberg, e cioè gli indispensabili calciatori della prima squadra, ma tutto ciò che serve affinché la macchina sia ben oliata: dall’intero staff tecnico e medico, al settore giovanile, dagli affitti ai ristoranti, dal pullman agli alberghi, dalla lavanderia alla cartuccia per la stampante, dagli steward all’autoambulanza, dai tickets da versare al comune alle divise, dai dirigenti ai collaboratori etc, etc, etc… Una società di calcio è una vera e propria azienda, che funziona solo se tutto è perfettamente organizzato ed economicamente coperto. Se non si risolverà al più presto questa situazione, siamo convinti che a giorni, se non a ore, si andrà al collasso, e anche se ai giocatori sono stati anticipati alcuni stipendi, probabilmente, prima che finisca ottobre, qualcuno di loro preferirà andare via. Questa è una società formata da tante brave persone, che amano il calcio e specificatamente il Brindisi, ma alla fine non basta. E’ una società che rappresenta una città, è una società che per fare il meglio possibile, negli anni, ha speso oltre un milione di euro e che in breve tempo ha vinto alcuni campionati, dimostrando di essere in grado di allestire una squadra di calcio vincente, ma che ha un grave problema: l’incompatibilità di vedute sulla gestione. Noi che abbiamo vissuto in questi anni con tutti loro, gomito a gomito, contribuendo ed esultando insieme ai successi raggiunti, abbiamo difficoltà a parlare male di qualcuno di loro, in quanto ognuno di loro ha dato l’anima per raggiungere un buon risultato, ma adesso questo non deve essere più un alibi. Siamo consapevoli che questo comunicato ai più sorprenderà, giunto come un fulmine a ciel sereno, ma vi assicuriamo che di sereno c’è ben poco. Visto che la stagione sportiva è all’inizio, ci auguriamo che quanto esternato possa servire a svegliare le coscienze di chi, suo malgrado, impedisce l’ulteriore crescita societaria".
Autore: Christian Cesario / Twitter: @otherside1993
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