Il Gup di Bari, Giuseppe Battista, ha emesso tre condanne nel processo relativo alle presunte intimidazioni mafiose ai danni di dirigenti, calciatori e membri dello staff del Foggia. La pena più severa, sette anni e due mesi di reclusione, è stata inflitta a Marco Lombardi, ritenuto vicino alla batteria Sinesi-Francavilla e indicato dalla Direzione distrettuale antimafia come il mandante delle azioni intimidatorie. Per lui anche l’interdizione perpetua dai pubblici uffici.

Condannati anche Fabio Delli Carri (cinque anni e dieci mesi) e Massimiliano Russo (cinque anni e sei mesi), entrambi interdetti per cinque anni. Gli imputati erano accusati, a vario titolo, di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso e di diversi episodi di danneggiamento. Disposto anche il risarcimento delle parti civili, tra cui l’ex presidente Nicola Canonico e l’ex vicepresidente Emanuele Canonico.

Tra gli episodi contestati figurano l’ordigno piazzato sotto l’auto di Emanuele Canonico a Modugno, i colpi di fucile contro la vettura dell’ex capitano Davide Di Pasquale, l’incendio dell’auto di un capo ultras e altri tentativi di danneggiamento ai danni di dirigenti. Secondo l’accusa, l’obiettivo era quello di esercitare pressioni sulla proprietà per ottenere la cessione del club e influenzarne la futura gestione. Una vicenda che ha portato il Foggia all’amministrazione giudiziaria dallo scorso maggio.

Nel frattempo, il Tribunale di Bari ha autorizzato il preliminare di vendita della società a un gruppo imprenditoriale guidato da Antonio De Vitto, Giuseppe De Vitto e Gennaro Casillo. Sul campo, però, la situazione resta critica, con i rossoneri ultimi nel girone C di Serie C.

Sezione: Serie C / Data: Mar 17 marzo 2026 alle 18:17
Autore: Giovanni Scialpi
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