È tempo di ricorrenze in casa Lecce. In questi giorni sono in corso eventi e manifestazioni per ricordare e festeggiare il compleanno dell’U.S. Lecce. Centodiciotto anni di storia che il presidente Sticchi Damiani ha voluto ricordare e commentare in una conferenza stampa.
Ecco le sue dichiarazioni:
“Siamo qui per festeggiare il compleanno dell’U.S. Lecce. Centodiciotto anni di storia, di cui negli ultimi 107 siamo stati presenti anche noi. Abbiamo una storia ultracentenaria e deve essere motivo di orgoglio per tutti. Il club non è mai fallito. Salutiamo i presidenti e le proprietà che si sono succedute nel tempo. Negli anni della Serie C Tesoro ha mantenuto in vita il club. Ci sono stati gli anni del Lecce in Serie A con i Semeraro e quelli storici con Iurlano. Tutti, e dico tutti, sono protagonisti della storia del Lecce.
Non mi avventuro a citare i simboli e i giocatori bandiera. Ci sono anche persone che hanno perso la vita per supportare questo Lecce: Lorusso e Pezzella. Abbiamo citato poco Antonio De Giorgi, magazziniere del Lecce colpito da un fulmine. Camastra ha perso la vita nel 2024 ed era allenatore delle giovanili. Da ultimo Graziano Fiorita, venuto a mancare nel 2025 a soli 47 anni. Graziano lo portiamo con noi in tutte le partite e gli abbiamo dedicato anche il campo di Martignano.
In questi 118 anni voglio parlare dei tifosi. Quello che stanno facendo in questi anni è qualcosa di unico: un seguito importante. È successo qualcosa che ha determinato un attaccamento totale. Oltre agli abbonati, c’è la presenza dei tifosi in trasferta. Ci sono decisioni spesso incomprensibili che ci stanno togliendo i tifosi dalle trasferte. La trasferta di Napoli aperta solo ai tesserati fa venir meno l’essenza del calcio. Siamo tornati in Serie A per immaginare partite con i tifosi al seguito.
Le istituzioni ci interpellano, sì, ma poche volte. Abbiamo mostrato la nostra apertura mettendo a disposizione anche gli steward a nostro carico. Il Lecce è la settima tifoseria in Italia e questo ci rende credibili ai tavoli istituzionali.
È stato bello il lavoro fatto dal club sulle nuove generazioni. Abbiamo avviato attività nelle scuole con quasi cento incontri. Oggi, insieme a Danilo Veiga, sono stato a Casarano: una giornata bellissima all’insegna di valori comuni. Tutto questo si associa all’attività sociale che il club porta avanti quotidianamente per dare una mano al territorio.
Il club ha una reputazione altissima e una grande credibilità. Tutto questo è associato anche al rispetto del Fair Play finanziario. Chi non lo rispetta crea partite impari. Ne abbiamo perse tante in questo modo. Finalmente siamo arrivati al rispetto di queste regole. Oggi il dottor Mencucci ha incontrato un’istituzione indipendente, un organo terzo che irrigidisce i criteri di controllo. È una nuova metodologia che non ci trova impreparati, anzi ci rende contenti: giocheremo contro squadre che dovranno rispettare le regole e giocare alla pari.
La storia del Lecce non può non toccare il tema dello stadio. Il primo lotto dei lavori strutturali è al 65%. I tempi sono corretti e si lavora giorno e notte. Per quanto riguarda la copertura si procede un po’ più lentamente, ma nel mese di marzo ci saranno interventi molto importanti: la rimozione della copertura della tribuna centrale e l’installazione delle strutture fisse per la nuova copertura.
Tutte le partite da qui alla fine del campionato si giocheranno al Via del Mare. I lavori del secondo lotto vanno a rilento anche a causa dello svolgimento del campionato. Il lavoro sarà completato al massimo entro ottobre: parliamo comunque di tempi record.
Per smontare la vecchia pensilina sono state rimosse tutte le tecnologie al servizio della gara e dovranno essere reinstallate per la prossima partita contro l’Atalanta. Si giocherà di pomeriggio anche per andare incontro alle esigenze di illuminazione. Il conflitto internazionale in corso non dovrebbe interrompere i lavori, al massimo potrebbe causare uno slittamento dei Giochi, ora previsti per la fine di agosto.
Quando mancano nove partite alla fine del campionato, sarebbe davvero bello avere questo nuovo impianto in Serie A. È un campionato difficile. Siamo a 27 punti con nove giornate a disposizione: l’occasione è gigantesca. Finora abbiamo due punti in più rispetto allo scorso anno, in un campionato ancora più difficile.
Dobbiamo provare a scrivere tutti insieme un’altra pagina di storia. Il nuovo impianto potrebbe cambiare anche la dinamica del club e forse anche le ambizioni. Lavoreremo per avere una casa da vivere tutto l’anno. In estate potrebbe diventare un polo per eventi e concerti. Vorrei che le cento scuole che ci hanno invitato potessero venire da noi.
Vorrei uno stadio che lavori più ore nel giorno della partita: siamo indietro su questo punto. Questo passo potrebbe alzare di un livello le ambizioni del club. Certo, la base deve restare la Serie A.
Nelle ultime partite mi vedete forse ancora più coinvolto. Questa stagione potrebbe cambiare il corso della nostra storia. Dobbiamo essere tutti uniti, anche la stampa, per raggiungere l’obiettivo. Contro la Cremonese abbiamo vinto tutti insieme: ultras durante la settimana, tifoseria durante la partita e una narrazione post gara equilibrata.
Sono contento di come sta andando la squadra dal punto di vista tecnico. Sono soddisfatto dei calciatori arrivati e del lavoro dello staff. Abbiamo perso giocatori importanti in passato ma abbiamo inserito profili interessanti. Anche nel mercato di gennaio sono arrivati giocatori che stanno già dando il loro contributo: vedete i gol di Gandelman e le prestazioni del giovane Ngom.
Cheddira sta osservando il Ramadan e le sue prestazioni ne hanno risentito. È una scelta personale e noi non entriamo nel merito. Vorrei salvare la categoria anche per dare continuità al progetto tecnico. In passato abbiamo spesso cambiato ripartendo da zero, ma ora vorrei ripartire da una base solida.
Sono molto contento anche delle prestazioni della Primavera. La squadra è a un passo dalla salvezza. Come ho detto ai ragazzi prima di Lazio-Lecce, il nostro obiettivo resta la salvezza. Poi vedremo cosa accadrà nelle partite rimanenti.
Mi fa piacere fare gli auguri a Banda per essere diventato papà. Siamo passati dalla preoccupazione alla gioia dopo i controlli effettuati al Cardarelli e qui a Lecce, tutti con esito negativo. Voglio fare i complimenti anche a Serena D’Amico per i 300 gol segnati”.
Spazio poi alle domande dei giornalisti.
Sull’ingresso di nuovi soci:
“Questo tema ogni tanto ritorna. Spesso ho interlocuzioni anche di alto livello. Alcuni chiedono dello stadio o di partecipazioni minori. Ma servono concretezza e solidità economica e morale. Se arrivasse qualcuno per rilevare tutto il club non farei mai un torto alla piazza, ma ad oggi non è arrivato nessuno né per comprare né per affiancarci”.
Su Corvino e Trinchera:
“La vera grande amarezza dello scorso anno è stata la morte di Graziano. Pantaleo era molto dispiaciuto. In quel momento ho deciso di rinnovare i contratti di Corvino e Trinchera per altri tre anni”.
Sulla crescita dell’appeal del Lecce:
“Oggi molti giocatori verrebbero a Lecce senza pensarci: per la piazza, il centro sportivo e la solidità economica. Paghiamo gli stipendi ogni mese, non alle scadenze federali”.
Sul momento più bello e quello più difficile:
“Gli anni della Serie C sono stati i più difficili. Le cose belle sono tante: le salvezze all’Olimpico e quella di Monza. Il momento più duro è stato la perdita di Graziano”.
Sul centro sportivo:
“Il ritardo riguarda solo il secondo campo. Entro aprile sarà pronto. L’alternanza con Acaya non è ideale”.
Sul Fair Play finanziario:
“Il presidente del Como ha parlato di autofinanziamento. Mi ha sorpreso. Perché qualcuno dovrebbe mettere 160 milioni in un club a perdere? Se arrivasse qualcuno disposto a farlo, lo accoglieremmo con la banda”.
Sul budget:
“Il primo anno spendemmo 6 milioni, quest’anno 22-23. Abbiamo venduto per 25 milioni e speso 25. Probabilmente chiuderemo con un segno meno perché i costi strutturali sono alti”.
Sui diritti TV:
“Quest’anno il Lecce ha ricevuto 8 milioni in meno. La distribuzione è regolata dalla legge Melandri. C’è anche una quota del 10% destinata ai club che utilizzano giovani italiani. Con l’impiego di Gallo avremmo dovuto ricevere 600 mila euro, ma il meccanismo non è stato applicato correttamente”.
Autore: Stefano Sozzo / Twitter: @stesozzo
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