La ricostruzione, la vittoria del campionato, fino a un futuro ancora da scrivere. In mezzo, un percorso netto, costruito giorno dopo giorno. Di tutto questo ha parlato il tecnico del Brindisi, Salvatore Ciullo, in esclusiva ai microfoni di Tuttocalciopuglia.com, in un’intervista che va oltre la semplice promozione.
Mister, dopo due retrocessioni la piazza aveva perso entusiasmo e fiducia: quanto è stato importante per lei, fin da subito, riportare credibilità attraverso le prestazioni della squadra?
"Avevamo un solo obiettivo: vincere e tornare in Serie D. Quello che mi preoccupava molto era fare delle prestazioni importanti. Io conosco molto bene la piazza e so che dopo due delusioni forti, tornare in Eccellenza per loro è stata una mazzata. È stato quello il mio primo pensiero: riavere la fiducia dei tifosi e ricreare entusiasmo, lo stesso che si è visto fino alla fine. Non è stato facile, ma era fondamentale per proseguire il campionato".
Ha lavorato con una rosa completamente nuova: quanto è stato complicato creare subito un’identità?
"Quando inizi un campionato con un gruppo tutto nuovo ci vuole tempo per trasmettere le proprie idee, ma sempre con l’obiettivo principale che era vincere. Sin dai primi giorni si è instaurato un buon rapporto, con giocatori importanti che per la prima volta disputavano l’Eccellenza. Hanno capito l’importanza della stagione: all’inizio qualche difficoltà c’è stata, poi è andato tutto bene. La squadra è diventata consapevole della propria forza e da lì è stato tutto più facile."
Ha detto che l’idea di vincere c’era, ma non in queste proporzioni: cosa vi ha permesso di andare oltre le aspettative?
"Il nostro unico obiettivo era quello, ma sapevamo di avere rivali attrezzate quanto noi. Bisceglie, Taranto e Canosa erano organici importantissimi, di prima scelta. Combattere contro di loro è stato molto bello. Vincere con tanti punti di distacco, da imbattuti, con la miglior difesa d’Italia e il secondo miglior attacco del nostro campionato ci fa molto piacere. Sono numeri che i ragazzi hanno meritato per quello che hanno fatto in campo. Mi inorgogliscono tantissimo, perché abbiamo seminato e raccolto tutto."
I pareggi in alcuni momenti potevano rallentare l’entusiasmo. E la sconfitta in Coppa contro il Taranto è stato un passaggio delicato…
"La sconfitta in Coppa contro il Taranto è stata particolare. I tre pareggi consecutivi con Polimnia, UC Bisceglie e Taranto potevano cambiare il volto della stagione. Il pareggio proprio contro i rossoblù, che in quel momento era poco dietro di noi, è stato molto importante: lì ho capito che eravamo forti e potevamo vincere il campionato. È stata una gara di grande sacrificio. Un altro passaggio chiave sono state le vittorie contro Canosa e Bisceglie: abbiamo dimostrato di essere più forti di tutti. Da lì siamo partiti fino alla vittoria finale."
Una squadra che non si è mai arresa, anche nei momenti più difficili.
"La maturità, la gestione della gara, il non arrendersi mai. Anche quando non riuscivamo a sbloccarla e sembrava finita al 90’, siamo riusciti a portarla a casa. Ricordo il gol di Lanzolla a Ugento al 92’, o quello di Sanchez a Novoli. La squadra ha dimostrato equilibrio: ha saputo soffrire e aspettare senza perdere la testa. Questo ci ha portato ai risultati. Anche nella seconda parte, con assenze importanti a centrocampo, i ragazzi hanno fatto la differenza. Lì si vede la maturità: siamo stati forti anche nelle difficoltà."
Cosa lascia questa stagione al Brindisi?
"Oltre la promozione, aver ritrovato i nostri tifosi. È la cosa più importante. Rivedere tutta quella gente allo stadio, anche a Mola con il risultato già acquisito, significa tanto. Dopo due delusioni importanti, riportare entusiasmo era fondamentale. La società deve essere contenta anche di questo."
Se dovesse riassumere questa stagione in una parola?
"Difficile sceglierne una. Ho detto ai ragazzi: ‘Grazie, miei invincibili’. È stata una stagione magnifica. Abbiamo lasciato qualcosa di importante nel club e nel cuore dei tifosi."
E cosa le ha insegnato, personalmente, questo percorso?
"Tornare in Eccellenza dopo vent’anni non era semplice. Devo dare merito al direttore Righi che mi ha convinto. Abbiamo lavorato in grande sintonia, costruendo bene la squadra, anche con gli innesti di dicembre. Quando c’è sinergia, arrivano risultati importanti. Anche quando non eravamo d’accordo, siamo stati sempre costruttivi. Questo fa la differenza."
E da lì nasce un gruppo vincente.
"Un gruppo magnifico, dal capitano Lanzolla a tutti gli altri. Meritano tutti gli applausi, perché sono loro che scendono in campo. Non finirò mai di ringraziarli per la disponibilità e per quello che hanno fatto."
Il futuro è ancora da definire: c’è la volontà di continuare questo percorso?
"Nell’estate scorsa ho firmato un biennale. Se ho accettato di tornare in Eccellenza per riportare il Brindisi in D, è perché c’era tanta voglia. In D sarebbe ancora meglio, ma nel calcio può succedere di tutto. Al momento non ho ancora parlato con la società: siamo in pausa, poi ci sarà modo di confrontarci."
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