Ed ora è il momento della resa dei conti: 180’ decisivi, dentro o fuori. Ed una penultima spiaggia in particolare che sa di ultima spiaggia: non vincere e, ancora peggio, non fare punti, può portare a scenari non solo pericolosi ma anche irreversibili. Per il Bari è il momento verità dopo il triste ko di Avellino: il numero 18 del campionato, tremendo per come è maturato. Senza reagire, spalancando le porta all’umiliazione. Una sconfitta preventivabile certo, ma si sperava in modo migliore. Tutto purtroppo normale quando si gestisce una squadra che personalità quasi mai l’ha mostrata nel corso di un campionato intero e che fa fatica ad esprimere gioco, oltre ad un briciolo di dignità. 

Già, la matematica. Solo quella tiene realmente in vita il Bari. E la cosa più paradossale sapete qual è? Che in fondo può bastare uno schiocco di dita, una soffiata di vento, per riportare più calma e sperare nella permanenza: una giocata indovinata, una vittoria sofferta, un qualcosa che possa ridare fiducia ad un gruppo piatto e smarrito. Vincere contro l’Entella al San Nicola vorrebbe dire rilanciarsi, al netto di un calendario che presenta troppi scontri diretti. 

Ci sarebbe perfino una possibilità di poter già retrocedere con un turno d’anticipo: un ko contro l’Entella ed una conseguente vittoria del Pescara, rendendo anche il quartultimo posto una chimera. Ma gli abruzzesi ricevono il Padova, l’Empoli di Caserta l’Avellino, la Reggiana il Modena in un derby sentitissimo. Tranne i canarini, tutte in corsa per la salvezza ed a caccia di punti decisivi. Il Bari, sia pure sul filo di lana, deve cogliere questa ultima possibilità. Al termine dei prossimi 90’ si avrà un’idea più chiara di quello che potrà essere l’epilogo di questa sgangherata stagione. Speriamo non drammatica. Ma comunque vada a finire qualcosa deve succedere: la piazza barese è stanca ed esasperata da una gestione fortemente discutibile.

Sezione: Primo piano / Data: Lun 27 aprile 2026 alle 08:10
Autore: Domenico Brandonisio
vedi letture