COPPA ITALIA DILETTANTI DI ECCELLENZA, ANDATA DELLA SEMIFINALE
BISCEGLIE, STADIO GUSTAVO VENTURA
BISCEGLIE-BOREALE ROMA 0-0
BISCEGLIE - Baietti; Taccogna, Di Fulvio, Gonzalez, Visani; Cifarelli (42′ st Maffei), Martino (47′ pt Nacci), Lavopa; Dammacco (47′ st Ricchiuti); Sene (12′ st Amoroso), Lopez. A disp. Lonoce, De Luca, Ioio, Citro, Mbodji. All. Di Meo.
BOREALE - Semprini; Casavecchia, Celli, Francucci; Ottaviani, Stornelli, Massimiani, Rendine (24′ st Merico), Cupperi; Perroni, De Vincenzi (14′ st Ruggiero). A disp. Petrella, Manzari, Maccauro, Badulescu, Tondi, Petrini, Brugia. All. Palma.
ARBITRO - Lelli di Cesena.
BISCEGLIE – Senza reti. Capita poche volte al Bisceglie. Ma capita. Ed è accaduto nel giorno sbagliato, nella partita che poteva valere una bella fetta di stagione. E tuttavia è solo il primo tempo della sfida con la Boreale. Il 15 aprile si tornerà in campo per la “ripresa”: alla Camilluccia, a Roma, i nerazzurri dovranno giocarsi il tutto per tutto per andare a sfidare l’Alessandria (successo per 2-1 dei piemontesi) o gli umbri del Montecchio nella finalissima che assegna la Coppa Italia Dilettanti di Eccellenza.
La Boreale edifica la grande muraglia davanti a un Semprini straordinario in almeno tre circostanze, costruendo molto senza raccogliere il frutto di tanta semina.
Eppure, nonostante una partita votata alla fase offensiva, nonostante una predominanza pressoché totale nel gioco, nonostante un possesso palla da Barcellona dei tempi del tiki-taka, la formazione adriatica pecca in alcuni fondamentali: la precisione, intanto; poi, il cinismo sotto porta; infine, la continuità, comunque difficile da pretendere a questo punto della stagione e con la continua esigenza di dover sempre vincere, sia che si tratti del Brindisi, in regione, sia che si tratti dell’avversario di turno in coppa.
Romani ordinati, ben schierati da Pierluigi Palma, con molti giovani ben disposti per la corsa, sostanzialmente corretti, a parte un (sano) ostruzionismo: colgono un pareggio che dal loro punto di vista è meritato per l’applicazione, la determinazione e la caparbietà con cui si sono difesi contro un avversario in linea di massima più forte; e, quando tutto pareva perduto, si sono affidati al portiere scuola Roma Semprini.
Davanti al quale, i viola presentano, tre centrali (Celli, Casavecchia e Francucci), per quasi tutta la gara coadiuvati sulle fasce da Ottaviani e Cùpperi; il regista è Masssimiani, i mediani Stornelli e Rendine (un 18enne di buona tecnica, anche se calcisticamente timido); gli attaccanti Perroni e De Vincenzi, 8 gol a testa in campionato, dove la Boreale e all’ottavo posto, a cui i sudamericani oppongono una difesa pressoché perfetta. Capaci di creare un solo grattacapo dalle parti di Baietti. Lo spauracchio Ruggiero (6 gol in coppa) parte dalla panchina. Quando entrerà non cambierà affatto gli equilibri in campo.
Che Pino Di Meo prova a spezzare con Baietti tra i pali, Gonzalez, Di Fulvio, Visani e molto spesso anche Taccogna compongono la retroguardia; Martino è il metronomo, Cifarelli il mediano; l’attacco a quattro è composto da Lavopa e Dammacco dietro Lopez e Senè. Citro è in panchina.
Per tutto il primo tempo, nonostante alcune (troppe per una squadra come quella stellata) imperfezioni nel dosaggio delle traiettorie dei passaggi, il Bisceglie dà netta l’impressione di poter passare da un momento all’altro. La Boreale proprio non riesce a far danni dalle parti di Baietti e Dammacco diventa imprendibile, anche se le sue conclusioni non hanno mai la ferocia necessaria. È il 13’ quando Semprini fa le prove di un pomeriggio a caratteri cubitali parando su Taccogna. Si vede la Boreale, prima di sparire nei sedici metri nerazzurri (pugliesi in total white), Perroni prova a impensierire Baietti senza risultato. Prima del quarto d’ora Dammacco calcia poco fuori e qualche secondo dopo da destra serve Sené la cui volée esce di qualche spanna. È il momento della grande pressione biscegliese che, seppure senza i crismi della perfezione, riesce a fruttare due ottime chance, con Dammacco che prima, da ottima posizione, trova l’ingombro di Semprini e poi sfiora il montante con una botta su servizio direttamente da corner.
Bisceglie rifiata, la pressione s’allenta, la Boreale non riesce a raccontare storie nella trequarti avversaria, ma accade un episodio che è presagio di mala ventura: si fa male (da solo) Gianvincenzo Martino. Il playmaker esce in barella con le lacrime e tra gli applausi. Con le assenze di Traoré (squalificato) e soprattutto Martinez (infortunato) non poteva infortunarsi pedina peggiore. Nacci entra e per qualche secondo si piazza in cabina di regia. In avvio di ripresa sarà Cifarelli ad assumere il compito del 29enne foggiano ex Terracina.
Di Meo prova a dare peso alla linea del fuoco: Amoroso al 20’, su sponda di Taccogna, ha la palla del vantaggio, para Semprini. L’estremo difensore viola si salva con l’aiuto della fortuna al 26’ e al 29’ è bravissimo su Dammacco.
Il Bisceglie accusa la stanchezza, il tecnico tranese inserisce anche Maffei, finendo con tre attaccanti puri e due di fatto. Ma il Bisceglie non riesce a scardinare la difesa della Boreale (neppure l’ingresso di Mattia Ruggiero cambia in meglio l’efficacia offensiva dei laziali). L’ultima chance è rappresentata da un cross basso di Lopez da sinistra (sul versante mancino il bomber barese, non nella sua migliore giornata, si trasferisce nel segmento finale del match).
Bisceglie tenta fino all’ultimo secondo di spedire palle “in the box”, la Boreale si difende con ordine.
Per gli antichi greci il Borea era il vento del nord. Che oggi ha soffiato impetuoso in senso ostinato e contrario alle vele nerazzurre.
Il 15 aprile, ogni decisione al don Orione.
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