Trentasei chilometri possono sembrare pochi. Per Daniele Viola, invece, rappresentano molto di più. Per la prima volta nella sua carriera da direttore sportivo ha deciso di lasciare Galatina, la sua città, quella in cui è nato e dove ha costruito un progetto capace di portare il club dalla Prima Categoria fino ai vertici dell'Eccellenza pugliese. Dopo un anno lontano dai campi, vissuto tra riflessioni e attese, ha scelto di rimettersi in gioco accettando la chiamata del Novoli. Una nuova sfida, una nuova piazza e un nuovo progetto, ma con la stessa idea di calcio: partire dalle persone prima ancora che dai calciatori. Ai nostri microfoni di tuttocalciopuglia.com ha raccontato il passato, il presente e le ambizioni della sua nuova avventura. 

Dalla Prima Categoria all'Eccellenza con il Galatina

Il primo ricordo non può che essere il Galatina, la squadra della sua città. Un percorso iniziato dalla Prima Categoria con un obiettivo preciso e rispettato quasi alla lettera. "Siamo partiti dalla Prima Categoria con un progetto ben stabilito. Doveva portarci in Eccellenza in tre anni. In Prima Categoria abbiamo vinto tutto, in Promozione abbiamo conquistato il campionato con mister Graziano Tartaglia. In Eccellenza, sempre con lui, eravamo la cenerentola e siamo arrivati secondi dietro al Barletta. Siamo arrivati anche in finale di Coppa Italia, persa sempre contro il Barletta. È stata una stagione da 9, non da 10. Non mi aspettavo che da neopromossi potessimo fare un campionato del genere, considerando anche il girone unico".

Essere protagonista con la squadra della propria città, però, ha avuto un sapore diverso. "Io sono originario di Galatina. Qualsiasi risultato raggiunto è valso doppio". Tra i tanti ricordi, alcuni gli sono rimasti impressi più di altri. "Il 3-0 contro il Canosa a inizio del campionato di Eccellenza mi ha fatto capire che avremmo potuto fare tanta strada. Poi il gol su punizione di Jacopo Mancarella contro il Gallipoli in Coppa Italia resta una delle immagini più belle. In Promozione, invece, porto con me il 5-0 al Grottaglie che ci ha consegnato il campionato". Ci sono anche trattative che non dimentica. "La prima che porto nel cuore è quella di Daniele Fruci, il primo acquisto fatto per affrontare l'Eccellenza. Poi Simone Passaseo e Jacopo Mancarella".

Più dei risultati, Viola rivendica il rapporto costruito con il gruppo. "È rimasto ottimo con tutti. Per me viene prima il rapporto umano e poi il resto. Con alcuni è nata anche una grande amicizia". Per lui è proprio quello il segreto. "Il gruppo è sempre fondamentale. Quando riesci a crearlo, sei già a metà dell'opera". E ripensa anche ad alcuni giocatori scoperti e valorizzati. "In quella stagione abbiamo avuto Molina e Aguilera, che ho portato io in Italia. In quel gruppo c'era anche Oltremarini".

L'anno sabbatico e la scelta Novoli

Dopo tre stagioni intense è arrivata una pausa. "È stato un anno vissuto un po' per scelta e un po' perché ho preferito aspettare qualcosa. Dopo gli anni di Galatina ho deciso di rimanere tranquillo. Ho avuto a che fare con il Brindisi prima della stagione 2025/26, poi ci sono state altre scelte. Nonostante qualche situazione disponibile, ho preferito aspettare per ripartire con il giusto entusiasmo".

L'entusiasmo lo ha ritrovato a Novoli. "Mi hanno corteggiato tantissimo. Sono state due settimane importanti per convincermi. Sarei potuto rimanere a casa, anche per la mia situazione lavorativa, ma ho conosciuto il presidente e tutta la dirigenza. Mi hanno convinto a rimettermi in discussione". Per lui è soprattutto una sfida. "Novoli è una sfida. Se non c'è mordente perdi entusiasmo. Dobbiamo salvarci e sarà un campionato di idee".

Il Novoli prende forma: giovani, esperienza e idee

Il mercato, però, non è semplice. "È una sessione strana. Ci sono quotazioni troppo alte. Ognuno fa i propri interessi, ma non è semplice fare mercato. Per società medio-piccole diventa fondamentale avere capacità e fantasia per costruire una squadra intelligente. Fare il passo più lungo della gamba è un attimo. Io preferisco mantenere sempre la parola data".

Intanto il Novoli continua a costruire la propria rosa. "Una delle idee è stata l'ufficializzazione di Pierpaolo Cirio. Lo conosco dai tempi del Galatina e per me era uno dei migliori 2005 in circolazione. Ha fatto esperienze importanti tra Matera, Brindisi e Nardò e abbiamo deciso di metterlo al centro del progetto". Non tutte le trattative, però, vanno a buon fine. "Eravamo anche su Alex Scialpi, ma ha fatto una scelta di cuore e la capisco". Intanto sono arrivate anche le conferme. "Abbiamo confermato De Blasi e Valzano, siamo in via di definizione con Suma e stiamo limando gli ultimi dettagli per Carrozzo e Gabriel Tarantino". L'obiettivo resta chiaro. "Puntiamo alla salvezza. Vogliamo costruire una squadra fatta di giovani di qualità, qualche straniero interessante e giocatori esperti". Grande fiducia anche nell'allenatore. "Mister Luperto è un professionista e una grande persona. Ce ne fossero come lui nel calcio. È un professore nell'insegnare questo sport e rappresenta un valore aggiunto per tutti i giovani che arrivano qui. Da lui c'è sempre da imparare. Non ci si salva per tre anni consecutivi per caso. L'anno scorso, inoltre, il Novoli ha vinto anche il premio valorizzazione giovani".

Per Daniele Viola cambiano i colori e cambia la città, ma non il modo di vivere il calcio. Dopo aver costruito qualcosa di importante nella sua Galatina, ha scelto di ricominciare mettendosi nuovamente in discussione. A Novoli porta idee, entusiasmo e una filosofia che negli anni gli ha permesso di ottenere risultati importanti. Adesso inizia un nuovo capitolo: con la consapevolezza di chi sa da dove parte e la voglia di scoprire fin dove potrà arrivare.
 

Sezione: Eccellenza / Data: Gio 09 luglio 2026 alle 16:32
Autore: Giovanni Scialpi
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