Il calcio anche in tempi di covid sa emozionare. Anzi, succede proprio a causa del covid e di tutti gli effetti che ne derivano. Inevitabile pensare al calcio in queste circostanze, e non  ci riferiamo agli stadi che ormai da tempo sono desolatamente vuoti. Ma ad una partita di calcio che ha visto molto da vicino il Monopoli di mister Giuseppe Scienza. Ovvero quella vinta, quando ormai nessuno ci credeva, contro il Palermo. Succede quando esci da 20 giorni frustranti di pandemia, non hai allenamenti sulle gambe e perdi ad un minuto dalla fine. Quindi succede che la tua squadra ribalti la partita e che lo faccia con due gol, uno più bello dell'altro.  Quella contro i siciliani è una vittoria figlia del mercato di gennaio ma anche di uno spirito di squadra eccezionale. Un girone dopo, il gabbiano è cambiato tantissimo: la squadra che perdeva senza mostrare una reazione convincente vista al Barbera è solo un lontano ricordo. Quella squadra che peccava spesso e volentieri in termini di convinzione, cattiveria, cinismo. Ora invece ci ritroviamo il Monopoli che abbiamo apprezzato e stimato negli ultimi campionati. Finalmente. 

Commovente Scienza, ma se lo meritava. Le sue lacrime ci riconciliano con tutto quello che il calcio sa ancora trasmettere di puro e genuino. Perché dietro un pallone ci sono storie, sacrifici, battaglie. Che il pubblico non sempre percepisce. Ed è per questo che se il gabbiano centrasse i playoff quest'anno sarebbe come vincere lo scudetto. Sarà dura perché la concorrenza non manca. Ma, intanto, oggi al Veneziani è stata scritta una bella pagina di calcio. E si, forse questo per il tecnico di Domodossola è davvero uno dei punti più alti di carriera: rispetto al blitz di Reggio Calabria, alla storica trasferta di Trapani nel 2018 o ai pareggi contro il Bari, qui c'è una grande umanità. Che nel calcio vorremmo vedere di più. 

Sezione: MONOPOLI / Data: Mer 07 aprile 2021 alle 22:31
Autore: Domenico Brandonisio
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