Tra i nomi che stanno circolando con maggiore insistenza per il ruolo di direttore sportivo del Taranto, rimasto vacante dopo l'esonero di Danilo Pagni, figura anche quello di Savino Daleno. Il dirigente è intervenuto in diretta durante GOL - SPECIALE ECCELLENZA PUGLIESE, trasmissione in onda ogni lunedì alle 17.30 sui canali Facebook e YouTube di Blunote, affrontando il tema del possibile approdo in rossoblù e analizzando il momento della squadra ionica.
"Ho ricevuto una chiamata dal Taranto? Ancora no, però, diciamo che se ne parla qualcosa di vero ci può essere" - ha dichiarato - "aspettiamo eventuali notizie, perché immagino che ci sarà un mondo di gente che vorrà venire a Taranto, tra direttori e allenatori. Siamo alla finestra e attendiamo qualcosa di buono.
Come valuto il Taranto? Ognuno ha il suo modo di operare. È normale che, per dire che uno ha operato bene, servano i risultati. Puoi prendere gente che supera i 30 anni e ti porta i risultati, perché qualcuno opera per squadre esperte per ottenere risultati immediati, mentre c'è chi vuole programmare e sceglie gente sui 26-27 anni per dare continuità, qualora si dovesse vincere un campionato e avere una squadra propria. Dipende dai pensieri di chi viene chiamato a gestire e ad allestire una squadra e dalle idee della società".
Nel corso dell’intervista, Daleno ha espresso anche una valutazione sull’attuale rosa del Taranto, soffermandosi sia sulla qualità complessiva dell’organico sia sulle dimensioni del gruppo a disposizione dello staff tecnico.
"Io sono dell'idea che l'organico del Taranto di quest'anno sia un po' troppo numeroso" - ha aggiunto - "se escludiamo la questione dei due portieri infortunati, si arriva a 30 giocatori in rosa: sono un po' troppi per quello che è il campionato di Eccellenza pugliese, anche per creare un certo legame e una certa unione tra i ragazzi. Però, ripeto, se il Taranto avesse vinto queste prime partite, stavamo parlando di altro. Così non è stato e adesso si va a cercare il pelo nell'uovo per capire dove c'è stato l'errore nel costruire questa squadra.
Quello del Taranto è un organico di primo ordine, secondo me il più importante della categoria. Se andiamo a vedere settore per settore, ruolo per ruolo, non c'è una squadra più forte del Taranto. Però, con i se, con i ma e con i nomi soltanto non si vincono i campionati, soprattutto non si vince l'Eccellenza pugliese, dove bisogna correre ed essere disposti a fare di tutto pur di arrivare alla vittoria della singola partita e, di conseguenza, alla fine del campionato".
Il direttore sportivo ha poi evidenziato l’importanza dell’aspetto mentale all’interno dello spogliatoio, sottolineando il valore dell’esperienza maturata da diversi elementi della rosa e spiegando quale sarebbe il suo approccio qualora fosse chiamato a operare nel club rossoblù.
"Conosco molti dei ragazzi che fanno parte di questa rosa e che hanno già vinto dei campionati" - commenta ancora Daleno - "se ci sono giocatori che hanno già vinto, significa che hanno anche una mentalità vincente. Questa va riportata nei ragazzi che hanno meno esperienza, per trascinarli tutti sullo stesso carro e cercare di trovare la squadra giusta.
Cosa farei io da ds? A me piace innanzitutto entrare in uno spogliatoio, conoscere molto bene le dinamiche, viverlo quotidianamente e poi iniziare a capire cosa c'è e cosa non c'è. Di sicuro, se il Taranto non ha vinto il campionato l'anno scorso, qualche errore è stato commesso.
Io di Danilo Pagni ho una grandissima stima, lo conosco da sempre e, se non ha trovato lui la medicina giusta per questa situazione, vuol dire che è una situazione che va presa davvero con le pinze. Bisogna entrare in punta di piedi, avere l'umiltà giusta per confrontarsi con determinati giocatori importanti e poi, insieme, trovare la medicina giusta".
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