Un sorriso, una vittoria 83 giorni dopo l’ultima volta, fuori casa la soddisfazione mancava da 336 giorni. Quasi un anno dopo l’ultimo exploit di Mantova. Che sia un nuovo inizio? La speranza è questa. Almeno nello spirito, nella determinazione e nel carattere a Cesena si è visto finalmente un Bari dignitoso. Non  è ovviamente tutto oro quel che luccica: la fortuna ha decisamente assistito i biancorossi, sul legno dei bianconeri e sul salvataggio sulla linea di Cistana (che vale quasi quanto un gol). Ma ci sono anche un rigore non dato e che ci poteva stare, le prodezze ed i movimenti di Rao e Moncini: per il primo una gioia meritata e che già inseguiva da un po’, per il secondo un gol ritrovato dopo due mesi e momenti davvero difficili. Chi dimentica i due rigori clamorosamente sbagliati col Catanzaro? Se non è liberazione questa…

Liberazione lo è stata anche per i tifosi. Erano in poco più di 800 al Manuzzi: in Romagna ci sono stati esodi più consistenti, ma al netto del momento attuale il numero rimane lusinghiero. Bello è stato l’abbraccio a fine gara con la squadra, così come il gesto di esultanza e liberazione di mister Longo. Belle scene che però dovranno avere un valido seguito. 

C’è però anche il mercato. Gli arrivi di Esteves e Cuni: più sostanza a centrocampo, ma questi ultimi giorni - come sempre - saranno movimentati. In attesa di Odenthal, di un possibile ritorno di Mantovani, registrando anche l’addio di Vicari il cui ciclo sembra ormai terminato.  Per una squadra che va ugualmente ritoccata e semirifondata. Una rondine non fa primavera ma è da questo spirito che col Palermo bisognerà ripartire.

Sezione: Primo piano / Data: Mar 27 gennaio 2026 alle 09:23
Autore: Domenico Brandonisio
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