Filippo Falco non dimentica Lecce. L’ex attaccante giallorosso, ospite di "Ora Lecce" su Teleregione, ha parlato della sconfitta contro il Bologna, dei ricordi legati alla promozione in Serie A e di un rapporto con la piazza salentina che continua a portare nel cuore.

Il momento del Lecce

Sulla gara contro il Bologna, Falco ritiene che i giallorossi avrebbero meritato qualcosa in più: "Col Bologna partita combattuta, meritava qualcosa in più. Ha avuto tante occasioni il Lecce per pareggiarla, forse c’era mezzo rigore. Sicuramente è stato sfortunato il Lecce". Guardando alla corsa salvezza, l’ex calciatore sottolinea il peso degli scontri diretti: "Perdere con Roma e Milan ci sta, per la salvezza è importante vincere gli scontri diretti e li ha fatto per due volte. Peccato per il Cagliari".

I ricordi della promozione in Serie A

Falco ha ripercorso anche l’esperienza vissuta con il Lecce dalla Serie B alla massima categoria, ricordando una squadra che aveva trovato rapidamente identità e consapevolezza. "Dopo sette anni di Lega Pro, il primo anno di Serie B doveva essere un anno di transizione. Ma avevamo capito di essere una squadra forte, nel girone di andata abbiamo subito capito le idee del mister e avevamo le caratteristiche perfette. La consapevolezza è arrivata alle prime giornate di ritorno, dove avevamo capito di poter andare in Serie A. Quell’anno nessuno giocava come noi, neanche il Brescia che quell’anno vinse il campionato".

L’ex giallorosso ha ricordato anche il rendimento della squadra nella stagione successiva, quando il Lecce si trovò a lottare per la salvezza: "Nel mio Lecce abbiamo fatto 55 gol se non erro, tantissimi per una neopromossa che doveva lottare per la salvezza. Senza il Covid ci saremmo salvati con 4-5 giornate d’anticipo". A incidere, secondo Falco, furono anche le conseguenze della lunga interruzione: "Dopo tre quattro mesi di inattività, come rosa eravamo corti e alla fine siamo arrivati peggio rispetto agli altri. Ad un certo punto si giocava quasi ogni tre giorni e lo abbiamo pagato".

Il Via del Mare e il ruolo del trequartista

Falco ha parlato anche dell’importanza del pubblico e della necessità di avere impianti moderni. "Oggi gli stadi devono essere tutti moderni per fare quel salto di qualità rispetto a tanti altri paesi. Il Via del Mare è uno stadio dove la gente ti carica e si sente. È una spinta che si sente". Da giocatore offensivo, ha poi analizzato l’evoluzione tattica del calcio italiano e il progressivo ridimensionamento del trequartista: "Nel calcio italiano sta sparendo il trequartista, forse per questione tattica e di bilanciamento della squadra. La giocata individuale risolve le partite".

"Lecce per me è casa"

Il legame con i colori giallorossi resta profondo, anche ripensando al percorso iniziato nel settore giovanile e culminato con l'arrivo in prima squadra. "Lecce per me è casa, è il sogno di tutti fare il settore giovanile, arrivare in prima squadra e in Serie A. Sicuramente poteva andare diversamente, ma sono contento di aver vissuto momenti importanti in giallorosso". Tra le reti che ricorda con maggiore emozione c’è quella su punizione contro il Sassuolo: "Quel gol su punizione contro il Sassuolo, emozione incredibile".

Falco è tornato anche sull’addio al Lecce, riconoscendo che la separazione avrebbe potuto avere un epilogo diverso: "Alcune cose potevano essere gestite diversamente da parte di tutti, ma fa parte del percorso e forse era la scelta giusta. C’erano pensieri diversi. A oggi dico che si poteva chiudere diversamente". Poi ha aggiunto: "Sono sempre stato sulle mie, mai una dichiarazione fuori posto. Mi è dispiaciuto ricevere critiche gratuite, ma fa parte del percorso. Posso solo ringraziare la gente di Lecce, porterò tutto sempre con me".

Il rapporto con Liverani e il futuro

I contatti con alcuni ex compagni e con Fabio Liverani sono rimasti vivi. Falco ha citato Mancosu e Lucioni, con cui ha condiviso diverse esperienze, soffermandosi soprattutto sul ruolo avuto dal tecnico nella sua crescita: "Liverani è stato l’allenatore che mi ha dato di più dal punto di vista della sicurezza. Ho avuto anche Baroni e Delio Rossi allenatori molto bravi. Ma Liverani è stato fondamentale".

Guardando al futuro, l’ex attaccante ha rivelato di essere stato vicino al Fasano, grazie anche all’interessamento del direttore sportivo Montervino: "Ero scettico per la categoria, ma l’importante è tornare a divertirmi". In chiusura, il pensiero è tornato ai sostenitori giallorossi: "Auguro ai tifosi di seguire la squadra come hanno sempre fatto, li porto nel cuore".

Sezione: Serie A / Data: Mer 14 ottobre 2026 alle 08:27
Autore: Giovanni Scialpi
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