(Di Anthony Carrano) Durante la trasmissione “GOL – SPECIALE ECCELLENZA PUGLIESE”, in onda ogni lunedì alle ore 17.30 sui canali Facebook e YouTube di Blunote, è intervenuto l’allenatore dell’Apice Calcio, Renato Cioffi, che ha ripercorso stagione, filosofia, ricordi di carriera e la sfida playoff contro il Taranto.
“Conosco Taranto, ma Apice è una storia diversa”
«Innanzitutto, come ho già dichiarato, non sono parole di circostanza: conosco l’ambiente Taranto perché sono 25 anni che alleno, ho fatto Serie C, Serie B e diversi anni in Serie D. Conosco come queste piazze fanno calcio.
Per quanto riguarda Apice, è come toccare il cielo con le mani. Anche se è una realtà storica del calcio minore campano, non aveva mai fatto più dell’Eccellenza. Questo è forse il terzo anno in questa categoria.
L’anno scorso, per una scelta personale legata a problemi familiari, ho deciso di scendere in Eccellenza e sono arrivato a stagione in corso, a fine novembre. La squadra era in difficoltà, ma siamo riusciti a salvarci all’ultima giornata senza play-out.
Poi abbiamo confermato otto undicesimi della squadra, inserendo pedine giuste in base al budget e dando continuità al lavoro. Il campo ci ha premiato: abbiamo perso il campionato per un punto all’ultima giornata, facendo una stagione molto superiore alle aspettative.»
“Siamo migliorati anno dopo anno”
«Tre anni fa Apice vinse la Promozione e salì in Eccellenza, salvandosi poi ai play-out. L’anno successivo, con il mio arrivo, ci siamo salvati senza play-out sistemando una situazione complicata.
Quest’anno l’obiettivo era chiaro: migliorare tutto quello fatto nei due anni precedenti, fare un campionato dignitoso senza arrivare alle ultime giornate con l’assillo della classifica.
Dal 28 luglio, quando abbiamo iniziato la preparazione con il direttore sportivo Angelo Cioffi, abbiamo capito che si stava creando qualcosa di importante. Prima abbiamo scelto gli uomini, poi i calciatori, e si sono integrati alla grande.»
“Non siamo solo difesa: siamo anche attacco”
«Mi dà fastidio quando qualcuno ci definisce una squadra che difende soltanto. Bisogna capire cosa significa.
Noi siamo stati il miglior attacco del campionato con 70 gol. A questi si aggiungono le cinque vittorie di Coppa Italia: 14 gol fatti e uno subito. Siamo usciti con la Battipagliese per una negligenza burocratica, non sul campo.
Le 22 reti subite, che ci hanno reso anche la miglior difesa, non dipendono solo dalla difesa ma dal lavoro collettivo. Noi attacchiamo per difendere: questo è il nostro motto.
Quando abbiamo la palla cerchiamo di servire gli attaccanti nel modo migliore. Quando non ce l’abbiamo, difendiamo tutti insieme. Se non facciamo questo, diventiamo vulnerabili.»
“Quaranta partite e solo tre sconfitte”
«Domenica abbiamo giocato la quarantesima partita stagionale tra campionato, Coppa Italia e playoff: ne abbiamo perse solo tre.
Sono numeri che fanno riflettere.»
“Taranto? Una squadra forte, ma noi giochiamo senza paura”
«Del Taranto non devo dire nulla di negativo. È una squadra forte, con giocatori importanti per la categoria, un pubblico numeroso e caldo.
Se la squadra non riesce a giocare, può sempre esserci il singolo che fa la differenza.
Conosco anche l’allenatore Ciro Danucci: l’ho affrontato quando era al Fasano. Le sue squadre cercano ampiezza e uno contro uno sugli esterni, quindi sarà una partita difficile.
Ma noi non veniamo a Massafra per perdere. Cercheremo di fare la nostra partita, come sempre. Non siamo però assillati dal dover vincere a tutti i costi.
Dobbiamo fare bella figura e provare a vincere, ma senza pressione eccessiva. I miei giocatori sono forti, ma nessuno ha vinto un campionato: certe pressioni possono diventare un problema.»
“Vogliamo provarci, ma senza assilli”
«Sarebbe ipocrita dire che non vogliamo arrivare in Serie D. Io sono uno che non vuole perdere nemmeno le partitelle in allenamento.
Cercheremo di imporre il nostro gioco e provare a vincere. Ma se non dovesse arrivare la qualificazione, ci resteremmo male ma la accetteremmo.»
“La nostra forza è la spensieratezza”
«Dobbiamo mantenere la spensieratezza che ci ha sempre accompagnato. Se ci carichiamo troppo diventiamo una squadra normale. Dobbiamo giocare sereni, cercare di fare bella figura e dare tutto.
Se avessimo avuto più spinta dal pubblico durante la stagione forse parleremmo di altro, ma non è una colpa: il paese è piccolo, circa 5.000 abitanti, e siamo al terzo anno in Eccellenza.
La nostra vera vittoria è stata portare il 20% della popolazione allo stadio. Ho visto persone che non avevo mai visto prima, famiglie, bambini, mamme. Anche con i tifosi della Battipagliese ci sono stati applausi reciproci. Questo è calcio vero.»
“Vivere il calcio senza compromessi”
«Ho il master per allenare in Serie A dal 2006. Ma non mi sono mai legato a nessuno perché non mi piacciono i compromessi. Non voglio imposizioni sulla formazione. Ho scelto anche queste categorie perché preferisco la libertà.
Chi dice la verità spesso non è visto bene, ma io dormo tranquillo. Nelle categorie superiori devi stare attento a tante cose. Io invece vivo la squadra 24 ore su 24: divento prima tifoso e poi allenatore.
Durante la settimana l’allenatore lavora tanto, ma poi la domenica spesso le partite le decidono i giocatori, e questo non sempre è bello.»
“Per me far crescere un ragazzo è come vincere”
«Sono entrato nell’ottica di prendermi soddisfazioni diverse.
Vedere un giocatore crescere e arrivare in alto per me vale come vincere un campionato.
Nel 2007 ho fatto esordire Ciro Immobile a 17 anni contro il parere della società. Giocava negli Allievi, ma io lo ho voluto in prima squadra.
L’anno dopo è stato ceduto alla Juventus»
“Taranto, Renato Cioffi ricorda l'estate del 2007”
Nel 2007 ci furono anche interessamenti del Taranto. Poi non si fece più nulla e sono andato alla Cavese»
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