Non è escluso un appello alla mobilitazione popolare in casa Fasano ma intanto il club è al lavoro per trovare strade percorribili. Questo è quanto si evince dalla lettera aperta rivolta ai tifosi diramata dalla società biancazzurra. Una nota che si apre con un excursus storico degli ultimi anni della compagine: “Quando questa storia ha preso vita, quando questo progetto era ancora soltanto un sogno, avevamo un solo, immenso obiettivo. Non ci interessava vincere campionati o inseguire la Champions League. Volevamo qualcosa di molto più grande: volevamo essere gli assoluti padroni del nostro destino”.

Una società in cui l’aggregazione ha rappresentato un perno fondamentale, come si legge nella lettera: “Per anni l’aggregazione è stata la nostra linfa. Le collaborazioni, le collette, la solidarietà della strada. Abbiamo dato vita a eventi con migliaia di persone, abbattendo barriere e raggiungendo traguardi che sembravano impossibili. Il mondo intero ha parlato di noi”.

Un legame indissolubile che ha attraversato e superato diversi ostacoli: “Abbiamo affrontato e superato ostacoli che sembravano insormontabili. Dalla bomba carta di Gravina, quando eravamo ancora neonati, al buio del Covid, alla tragedia della pandemia e degli stadi chiusi. Abbiamo camminato tra i Daspo e la repressione, ma niente — assolutamente niente — ha mai scalfito la nostra corazza”.

Successivamente, però, qualcosa è cambiato: “L’associazionismo, che era stato la nostra forza più grande, ha perso centralità. Le decisioni collettive hanno lasciato spazio a scelte sempre più ristrette e sempre meno condivise. La partecipazione popolare, che aveva reso il Fasano un esempio riconosciuto anche fuori dai nostri confini, è stata messa ai margini. Ciò che era nato come patrimonio comune ha iniziato a perdere il suo legame diretto con la comunità”. “Esattamente in questo contesto che, fortunatamente, avevamo previsto”, prosegue il messaggio: “siamo stati costretti a scendere in campo in prima persona ed attivare l’ultimo meccanismo di protezione dell’azionariato popolare ovvero il nostro posizionamento attivo all’interno dei quadri societari. Per dieci stagioni consecutive, ogni estate, non abbiamo mai tremato. Iscrizione garantita, budget dignitoso, progetti sani, giovani promesse pronte a lottare. Abbiamo portato l’orgoglio fasanese a ruggire su tutti i campi del Sud Italia e non solo. Abbiamo cresciuto un settore giovanile straordinario e, pietra dopo pietra, abbiamo curato e migliorato la nostra vera casa: lo stadio Vito Curlo”.

Il club si è poi rivolto alla piazza: “Adesso, però, non c’è tempo per le polemiche. In queste ore decisive stiamo lavorando senza sosta, su ogni fronte, per trovare soluzioni immediate e difendere il nostro futuro. Ogni minuto conta. Ogni strada percorribile va valutata. Ogni possibilità utile a salvare il Fasano deve essere inseguita con lucidità, serietà e senso di responsabilità. Sappiamo bene che chiedere un ulteriore sforzo alla nostra gente non sarebbe giusto. Conosciamo i sacrifici che questa città ha già fatto. Conosciamo la generosità di chi, negli anni, non si è mai tirato indietro. Proprio per questo, prima di tornare a bussare al cuore del popolo fasanese, stiamo cercando ogni altra soluzione possibile. Ma se non dovessimo avere altre strade percorribili, potremmo trovarci costretti a tornare alla mobilitazione popolare. Nelle prossime ore valuteremo la situazione con la massima attenzione e, se sarà necessario, lanceremo una grande campagna di sostegno collettivo. Potrebbe essere questo lo strumento per permettere a chiunque ami questa maglia di dare un contributo concreto, unendosi a noi per salvare la nostra storia”.

Sezione: Serie D / Data: Mer 24 giugno 2026 alle 12:20
Autore: Lorenzo Ruggieri
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