I calciatori del Fasano rompono il silenzio e intervengono sulla delicata situazione societaria. In una nota congiunta, la squadra denuncia ritardi nei pagamenti, stipendi ancora non corrisposti e l'assenza di interlocutori da parte del club, ribadendo al tempo stesso il proprio senso di responsabilità e la disponibilità a trovare una soluzione che possa garantire il futuro della società biancazzurra. Di seguito, la lettera aperta dei calciatori:

Il messaggio si apre così: "Noi calciatori del U.S. Città di Fasano dopo aver seguito le vicende societarie desideriamo esporre il nostro punto di vista. Premesso che durante l’arco della stagione abbiamo subito diversi ritardi nei pagamenti, fino ad arrivare a gennaio 2026 in cui abbiamo firmato le liberatorie sulla fiducia senza aver percepito lo stipendio, con continue promesse e scadenze mai mantenute, siamo arrivati ad oggi 24/06/2026 che la situazione non è cambiata, anzi peggiorata".

In merito alle mensilità non ricevute: "Siamo infatti in attesa ancora tutti di diverse mensilità, siamo inoltre in balia degli eventi senza un interlocutore della società con cui confrontarci e apprendendo notizie tramite social , comunicati e conferenze. Teniamo inoltre a sottolineare di aver sempre onorato ogni giorno di allenamento e ogni partita con il massimo impegno e professionalità  inseguendo un obbiettivo tanto importante quanto comune sia per noi giocatori che per i tifosi, nonostante queste situazioni destabilizzanti, nonostante continue finte promesse e altre mille difficoltà.

Infine, sul gruppo squadra e sul futuro: "Senza mai far trapelare niente come solo un gruppo di uomini veri e persone serie fa e in quanto tali, affinché non siano solo i tifosi, i calciatori e tutti i lavoratori del us città di Fasano a perderci, è con grande senso di responsabilità che siamo disposti a trovare un accordo e una risoluzione dei nostri contratti pluriennali. Dando il nostro contributo anche fuori dal terreno di gioco e cercando di garantire così che il Fasano sopravviva per rispetto della piazza, della città e dei tifosi. Non può essere chi ha sempre amato e incitato questi colori o chi li ha difesi indossando la maglia con orgoglio e appartenenza a pagare per questa situazione".

Sezione: Primo piano / Data: Mer 24 giugno 2026 alle 14:01
Autore: Gianmarco Inguscio
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