L’Ostuni riparte dal carattere mostrato contro il Bitonto, dalla consapevolezza del lavoro svolto e dalla voglia di continuare a crescere. Mister Andrea Solidoro, intervenuto nel corso della trasmissione GOL - SPECIALE ECCELLENZA PUGLIESE, in onda ogni lunedì alle ore 17.30 sui canali Facebook e YouTube di Blunote, ha affrontato diversi temi: dalla reazione della squadra al pareggio contro il Bitonto al bilancio della prima parte di stagione, passando per il valore dei giovani e le ambizioni del club.

La reazione contro il Bitonto: «Sono orgoglioso dei ragazzi»

Il pareggio per 1-1 contro il Bitonto ha rappresentato una risposta importante per l’Ostuni, chiamato a reagire dopo la sconfitta di Squinzano. Solidoro ha sottolineato soprattutto l’atteggiamento della squadra, capace di non arrendersi anche nei momenti più complicati.

«Era chiaramente la partita che avevamo preparato. Avevamo bisogno di reagire dopo i trenta minuti giocati male a Squinzano, perché anche nel primo tempo la squadra non aveva espresso tutto il proprio gioco. Poi, dopo il 2-0, siamo crollati e sicuramente i cinque gol subiti non testimoniano realmente la prestazione che avevamo offerto».

Il tecnico ha poi evidenziato le difficoltà affrontate dai suoi ragazzi, tra un calcio di rigore sbagliato e un’espulsione ritenuta forse ingiusta.

«Non era facile reagire, ma i ragazzi lo hanno fatto con coraggio e determinazione. Dopo aver sbagliato un calcio di rigore e aver subito un’espulsione che forse è stata anche ingiusta, giocare per sessanta minuti in inferiorità numerica, arrivando da una sconfitta come quella di Squinzano, non è facile per nessuno.

I ragazzi, invece, sono stati veramente bravi, maturi e molto coraggiosi, perché non abbiamo mai abbassato la guardia. Abbiamo subito gol, ma abbiamo reagito e, anche in dieci, siamo riusciti a pareggiarla. Sono veramente orgoglioso di loro. Penso che la risposta più importante sia stata proprio questa».

Il bilancio della prima parte di stagione: «Non ho nulla da recriminare»

Solidoro si è detto soddisfatto del percorso compiuto dalla squadra, pur riconoscendo che alcuni episodi hanno inciso sul bottino di punti raccolto finora.

«Se dovessi valutare la prima parte di stagione, sono veramente contento di quello che hanno fatto i ragazzi. Al netto degli ultimi trenta minuti di Squinzano, credo di non avere nulla da recriminare.

Avremmo potuto conquistare qualche punto in più, così come avremmo potuto raccoglierne qualcuno in meno. Contro il Trani, per esempio, abbiamo disputato una partita in cui siamo stati molto in difficoltà, ma alla fine siamo riusciti a portare a casa un punto. È successo il contrario contro l’Unione Calcio Bisceglie, dove, secondo me, avremmo meritato la vittoria e invece siamo tornati a casa a mani vuote.

Nel calcio, però, una domenica ti dà e un’altra ti toglie. Se non perdi mai la tua consapevolezza e la tua identità, alla lunga il lavoro paga sempre».

Le ambizioni dell’Ostuni: «Ci piace stare lassù»

L’allenatore ha ribadito anche il valore della piazza ostunese, sottolineando come il calore del pubblico e la storia del club rappresentino uno stimolo importante per la squadra.

«Per quanto riguarda la prima parte di stagione, ho sempre detto, anche il giorno della presentazione della squadra in piazza, che Ostuni non è una piazza come tutte le altre. Ha una storia importante, un seguito importante e il campo dalla propria parte, con almeno 1.500 spettatori.

È vero, siamo una matricola e l’obiettivo è naturalmente quello di confermare la categoria. Però sarei un ipocrita se non dicessi che, in qualche modo, ci piace stare lassù e faremo di tutto per cercare di rimanerci».

Un’ambizione che potrebbe essere accompagnata da qualche intervento sul mercato, sempre nel rispetto delle possibilità economiche del club.

«Con qualche ritocco alla rosa potrebbe esserci la possibilità, l’opportunità di fare qualcosa in più. La società non lo nega, ma naturalmente tutto dovrà avvenire in un contesto sostenibile, perché è una società che giustamente presta molta attenzione anche al budget».

Giovani protagonisti: «Quando un giocatore è forte, la categoria conta poco»

Uno dei punti centrali del progetto di Solidoro riguarda la valorizzazione dei giovani. Il tecnico ha evidenziato la qualità dei ragazzi a disposizione e la volontà di schierarli non per obbligo, ma per convinzione tecnica.

«Lo dico senza presunzione: abbiamo cinque ragazzi classe 2008, uno più forte dell’altro, così come abbiamo giovani del 2007 di grande valore.

Ogni domenica ho schierato in campo quattro Under, e non per necessità, ma per scelta. Ritenevo che, in quel contesto, fossero più importanti loro rispetto a un giocatore più esperto che restava fuori.

In vista del Taurisano: «Servono fame, umiltà ed entusiasmo»

Lo sguardo è ora rivolto alla prossima gara contro il Taurisano. Solidoro ha indicato gli ingredienti che, a suo avviso, non possono mancare per affrontare il resto della stagione: determinazione, equilibrio e fiducia nelle proprie possibilità.

«L’atteggiamento mostrato contro il Bitonto rappresenta ciò di cui ha bisogno una squadra: la fame e l’umiltà di un gruppo che vuole salvarsi, ma anche l’ambizione, la spensieratezza e l’entusiasmo di una squadra giovane che vuole emergere, sia individualmente sia collettivamente.

È questo il messaggio che cerco sempre di trasmettere ai ragazzi».

Sezione: Eccellenza / Data: Mar 27 ottobre 2026 alle 09:45
Autore: Anthony Carrano
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