Si torna a casa dopo l’ottima prova offerta in trasferta contro l’Udinese: un netto 0-3, frutto di una prestazione di grande personalità, con un dominio tale da far sembrare persino stretto il risultato finale. Oggi, contro la Juventus, non si chiede al Lecce di dominare in lungo e in largo, ma di scendere in campo con la consapevolezza di avere le qualità per mettere in difficoltà chiunque. Le assenze sono numerose e, purtroppo, tutte pesanti. Mister Di Francesco sceglie di dare fiducia a Kaba e Ngom in mezzo al campo, confermando invece gli uomini sulle corsie esterne.

I primi dieci minuti sono di marca bianconera, con la Juventus che allarga il gioco da una fascia all’altra e mette spesso in difficoltà i giallorossi. L’intesa tra McKennie e Kalulu crea più di qualche problema a Gallo. Nella prima parte di gara, tuttavia, non succede granché: con il passare dei minuti, il Lecce prende coraggio, prova a palleggiare con maggiore continuità e riesce a sviluppare la manovra in maniera più fluida.

Il primo tentativo giallorosso arriva al 26’ con Fatah, che prova una conclusione pretenziosa ma poco pericolosa. Al 29’, però, la Juventus passa in vantaggio grazie a uno schema su punizione eseguito alla perfezione. Douglas Luiz pennella un pallone in verticale, McKennie si inserisce completamente indisturbato e, da pochi passi, non ha difficoltà a indirizzare la sfera in rete.

Al 37’ i bianconeri tornano a farsi vedere con Koopmeiners, bravissimo a controllare il pallone e a servire in profondità Kolo Muani, che non riesce a trovare la conclusione vincente. Pochi secondi più tardi, l’attaccante francese riceve ancora in verticale, controlla splendidamente e calcia a incrociare, mandando il pallone di poco a lato. Il raddoppio è soltanto rimandato: al 41’ Gatti serve Douglas Luiz, che lascia partire una rasoiata precisa e potente, sulla quale Falcone non può nulla. Il Lecce prova a reagire al 43’ con Tiago Gabriel, che tenta la conclusione dalla distanza, da circa 35 metri, sfiorando il bersaglio. Dopo due minuti di recupero, l’arbitro manda tutti negli spogliatoi sullo 0-2.

Nell’intervallo, mister Di Francesco prova a cambiare l’inerzia della partita, inserendo Monteiro e Siebert al posto di Fatah e Kaba. La ripresa si apre con una conclusione debole di Ngom, che non impensierisce la difesa bianconera. Il Lecce prova comunque a farsi vedere con maggiore convinzione e alza il ritmo: Maleh calcia con più determinazione, ma la sua conclusione viene deviata in calcio d’angolo.

Al 18’ è ancora Maleh a trovare lo spazio per la conclusione, senza però riuscire a inquadrare la porta. Sei minuti più tardi, al 24’, N’Dri si rende protagonista di un buon spunto sulla fascia e pennella con il sinistro un pallone sul secondo palo. Monteiro arriva all’appuntamento di testa, ma non riesce a imprimere la giusta forza alla sfera.

Al 30’ si mette in mostra Esteban, autore di un bel gesto tecnico: con un colpo di tacco addomestica un ottimo cross di Danilo Veiga. Al 33’ torna a farsi vedere la Juventus con una bella combinazione che porta Woltemade alla conclusione, ma l’azione viene fermata per fuorigioco.

Nel finale, al 44’, è il neoentrato Kabal a tentare la conclusione, senza però trovare lo specchio della porta: il pallone termina alto sopra la traversa. L’arbitro concede quattro minuti di recupero, con il Lecce chiamato a chiudere una gara complicata contro una Juventus cinica e capace di sfruttare al meglio le occasioni create. La gara finisce con l'espulsione di Gaspar per proteste. Un buon Lecce nel secondo tempo non basta, i bianconeri riescono ad imporsi giocando solo un tempo.

Sezione: Primo piano / Data: Dom 25 ottobre 2026 alle 19:57
Autore: Stefano Sozzo / Twitter: @stesozzo
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