La vittoria per 3-1 contro il Sorrento rilancia le ambizioni di un Nardò sempre più sorpresa del girone H di Serie D. Ventotto punti conquistati, uno in meno del terzetto attualmente in vetta alla classifica: numeri da capogiro per una squadra che lo scorso anno era stabilmente in zona retrocessione. E per capire da dove sia passata la svolta, TUTTOcalcioPUGLIA.com ha intervistato in esclusiva il presidente dei granata Salvatore Donadei.

Si aspettava questo campionato dal suo Nardò?
“Noi, come società, abbiamo costruito le basi per fare questo tipo di campionato. A partire dalla scelta del mister, che sapevamo avrebbe dato questo tipo di impronta tattica; non a caso abbiamo sempre parlato di un tecnico a immagine e somiglianza del nostro club. E, grazie ai nostri direttori, abbiamo scelto i calciatori ideali per questo progetto tecnico-tattico, stando attenti anche al profilo umano di chi sarebbe arrivato. Alla fine il giudice supremo è comunque sempre il campo e le variabili sono tantissime, ma questo risultato è coerente con quella che è stata la semina e la programmazione della società”.

Cosa è cambiato rispetto alla scorsa stagione?
“Rispetto allo scorso anno abbiamo una rosa diversa e uno staff differente, ma anche noi come società siamo cresciuti tantissimo. Io stesso ero alla prima esperienza da presidente. Ho fatto tesoro degli errori, abbiamo creato un’importante alchimia. Ma non abbiamo fatto ancora nulla, restiamo con i piedi ben piantati a terra”.

La vittoria contro il Sorrento, oltre ai tre punti, vi regala ulteriore fiducia e autostima?
“Soprattutto per come è arrivata, perché secondo me è stata una delle partite più belle da quando sono presidente, aumenta ancor di più l’entusiasmo e la voglia di fare. È un premio meritatissimo, per i ragazzi e lo staff tecnico”.

Ricorda le incertezze iniziali su Danucci da parte degli addetti ai lavori? Ora si sta rivelando un grande tecnico, forse tra i più intelligenti del girone H.
“Se perplessità ci sono state all’inizio, di sicuro non sono state le nostre. Ricordo l’intuizione del nostro amministratore unico, Alessio Antico, di affidare la panchina a Danucci ed ebbe una condivisione totale della società. Nardò ha una sua storia, una sua tradizione e non comune per la categoria. Questo quarantesimo campionato di D con Danucci in panchina credo sia un segnale importante. E che ci sta al momento anche ripagando di tutte le amarezze della scorsa stagione, del lavoro fatto per essere ripescati con le aberranti vicende con il contenzioso giudiziario che seguì alla retrocessione per Covid”.

Mercoledì c’è il Picerno. Si aspetta uno step in più, per capire fin dove può spingersi la sua squadra?
“Dobbiamo andare a Picerno, e sono sicuro che lo faremo, con la nostra solita spensieratezza ma anche con la nostra consueta umiltà e determinazione. Consapevoli di dover affrontare una delle favoritissime per la vittoria finale del campionato. Ricordo il match di andata, quando perdemmo in casa 3-0 in un modo anche discutibile con due calci piazzati anche loro rivedibili. Ma ricordo soprattutto il nostro momento in quel periodo…”.

Prego.
“Avevamo una rosa veramente striminzita. C’è, quindi, tutta la voglia di ben figurare contro una corazzata ben allenata, anche per riscattare il ko dell’andata”.

Sezione: NARDÒ / Data: Lun 22 febbraio 2021 alle 14:19
Autore: Dennis Magrì / Twitter: @magriden
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