Antonio Magrì, storico presidente della Virtus Francavilla, ha annunciato il proprio disimpegno a fine stagione. Lo ha fatto nel corso della trasmissione Passione Biancazzurra su Teleregione, confermando le voci che da tempo circolavano nell’ambiente.
"Io comunico il mio disimpegno da questo progetto. Siccome sono una persona seria, manterrò tutti gli impegni fino al termine della stagione, com’è giusto che sia. Già domani mi metterò all’opera per trovare nuovi acquirenti. Se ci sarà la possibilità di cedere la società nel corso della stagione, sarò pronto” – ha dichiarato Magrì.
Ha poi spiegato il motivo del lungo silenzio: “Non stavo comunicando mediaticamente solo per lasciare l’ambiente tranquillo. Visto che sono state sollecitate le mie responsabilità, che è un principio cardine della mia vita sia a livello lavorativo che sportivo, ho dovuto interrompere questo silenzio per rasserenare l’ambiente francavillese. Questo silenzio sarebbe stato interrotto sicuramente a fine anno, ma ho deciso di intervenire prima con la comunicazione di questa decisione”.
“Sinceramente, era già da alcuni mesi che ci pensavo. Credo si sia rotto qualcosa, quel patto di fiducia che c’era tra me e gran parte della tifoseria. Però, lo dico con molta franchezza, mi hanno dato molto fastidio alcune critiche, soprattutto durante il mese di dicembre. In quel periodo mi ero allontanato volutamente, avevo preso una pausa di riflessione. L’amore per questi colori mi ha portato a riprendere in mano la situazione. I risultati sportivi non stanno andando come ci aspettavamo. Mi prendo la mia responsabilità”.
Sulla contestazione della curva durante l’ultimo match contro il Gravina: “Mi ha dato molto fastidio questo striscione della curva dove si chiedeva una presa di responsabilità, verso una persona che ha fatto della responsabilità uno dei dogmi della sua vita, in tutti gli ambiti. Io comunico il mio disimpegno da questo progetto. Siccome sono una persona seria, manterrò tutto così com’è fino al termine della stagione. Già domani mi metterò all’opera per trovare nuovi acquirenti. Se ci sarà la possibilità di dare la società nel corso della stagione, sarò pronto”.
Sul futuro della società ha dichiarato: “Quando prendo una decisione difficilmente torno indietro. Magari ci metto del tempo a prenderla, ma è difficile che ci sia un ripensamento. Creerò tutte le condizioni affinché ci sia un passaggio di proprietà. È una gestione molto onerosa, perché ci sono pochi introiti. C’è anche la questione stadio, abbastanza pesante. Abbiamo preso l’impegno negli anni della Serie C in cui c’erano introiti diversi. Credo comunque che il progetto Virtus sia appetibile. Lo stadio diventerà da 5000 posti e penso che sarà un progetto interessante per eventuali acquirenti”.
Magrì ha poi fatto un bilancio del suo percorso:“Credo di aver fatto il mio e di essere a posto con la coscienza. Sicuramente sono stati fatti degli errori, da parte mia e di qualcun altro, da chi ha allestito la squadra. Bisogna capire che dietro tutto questo ci sono numeri importanti a livello economico e tanta gente che ci lavora. Ho un lavoro che mi impegna tanto, ho una famiglia. Negli ultimi 14 anni ho cambiato il mio stile di vita per il calcio. Ho investito tanti soldi e non vedersi un minimo di riconoscenza fa male. Qui non c’è nessun business da gestire, i ricavi sono minimi. Tutto quello che si fa, bisogna metterlo di tasca propria o con gli sponsor. Se questo non viene capito e non si ritrova il senso della dimensione, si rivelerà un problema per il futuro”.
Sui tifosi: “Io sono sempre stato disponibile a parlare con i tifosi. Se qualcuno voleva parlare con me, si poteva fare anche un incontro pubblico, in modo da avere un confronto. Si è rotto qualcosa e ancora non ho capito da chi si è generata questa frattura. Noi non siamo Taranto, Lecce, Bari. Siamo un ambiente piccolo, dove ci conosciamo un po’ tutti. Per quanto riguarda le offese sui social, quando scopri che chi lo fa è anche chi ti conosce personalmente, dà fastidio. Io accetto la critica, il bello del calcio è questo. Ma quando si critica sul personale e si scrivono cose cattive, fa male. Mi aspettavo un minimo di riconoscenza per tutto quello che ho fatto. Ci sta poi che 1 o 2 anni vadano male”.
Un pensiero particolare è andato al settore giovanile: “La cosa che mi dispiace di più è il settore giovanile. La prima squadra ha solo due giocatori con un biennale, il resto ha un annuale. Se non ci dovesse essere una nuova proprietà, lavorerò per dare continuità al settore giovanile. Domenica mi ha fatto piacere l’esordio di Albano, prodotto del settore giovanile. È entrato molto bene. Ne abbiamo tanti di giovani interessanti da valorizzare”.
Infine, ha espresso il suo disappunto verso le istituzioni calcistiche: “Sono molto deluso dalle istituzioni calcistiche. Quello che è successo in Serie C quest’anno non doveva succedere. Quello che sta avvenendo è a danno delle società serie, che hanno sempre investito e fatto le cose per bene”.
Guardando avanti, Magrì ha lanciato un monito alla tifoseria in ottica futura: “Dobbiamo programmare e ritrovare la dimensione, altrimenti non si uscirà più da questa categoria. Questo è un campionato tosto e sarà sempre molto difficile. Non significa che non si possa o debba tornare in C, ma bisogna azzerare e fare una sorta di progetto Martina, che io invidio. Stanno facendo delle cose eccezionali. Adesso preferirei non parlare più e stare tranquillo per i prossimi mesi. Credo che tutte le curiosità e le legittime domande siano state esaurite”.
Autore: Leonardo Custodero
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