Quando YIber Ramadani arriva nel Salento nella stagione 2023-24 per indossare la divisa a strisce giallorosse del Lecce, deve raccogliere un’eredità di assoluto rilievo come quella di Morten Hjlmand. Il danese, nelle tre stagioni disputate dal 2020-21 al 2022-23, aveva deliziato il “Via Del Mare”, e non solo, con le sue giocate di pura qualità. Poi, dopo la sua prima e ultima stagione in Serie A, lascia il Lecce per coltivare il sogno europeo con lo Sporting.
Ma torniamo a Ramadani. Il calciatore albanese, reduce dall’esperienza in Scozia con l’Aberdeen, diventa immediatamente il punto di riferimento nello scacchiere tattico dell’allora tecnico Roberto D’Aversa. Il classe ’96 dimostra subito di avere caratteristiche differenti rispetto al suo predecessore, tanto che a Lecce iniziano inevitabilmente i paragoni tra i due. Ma Ramadani, da professionista qual è, comprende bene il valore tecnico e tattico di Hjulmand, e forte delle sue caratteristiche, continua a duellare in mezzo al campo, dimostrando uno spirito di sacrificio non indifferente al servizio dei compagni.
YIber Ramadani: fattori diversi, ma con denominatore comune: sacrificio e attaccamento alla maglia
La sua prima stagione si conclude positivamente - così come tutte le altre -. Colleziona 34 presenze e realizza anche un gol nella sfida casalinga contro il Frosinone: una rete pesante, che regala tre punti chiave in ottica salvezza ai salentini. La stagione successiva si conferma ancora una volta padrone del gioco con Luca Gotti, subentrato già nella stagione precedente a Roberto D’Aversa, mentre i primi segnali di difficoltà, arrivano con Marco Giampaolo. Nonostante questo, Ramadani realizza un’altra rete fondamentale contro il Torino. Anche in quest’occasione regala il bottino pieno ai giallorossi.
Il “maestro” preferisce un gioco più dinamico e spesso lancia in mediana il suo connazionale Medon Berisha. YIber sembra essere finito al margine del progetto, ma dopo la terza salvezza di fila, smentisce tutti e torna protagonista nella sua miglior stagione: quella appena conclusa con la quarta salvezza consecutiva.
Stagione 2025-26: una stagione storica per il Lecce e per il centrocampista
Per il Lecce si tratta di una delle pagine più belle della sua storia: ottenere la quarta salvezza consecutiva e avere la possibilità di giocare il quinto campionato di Serie A, diventa un motivo d’orgoglio enorme per la dirigenza, i calciatori e soprattutto, per tutti i tifosi. Un record condiviso anche con il centrocampista ex Aberdeen e MTK Budapest, tra le altre, che oltre al record di squadra, colleziona anche 100 presenze nella massima serie italiana. Un traguardo significativo, che giustifica la sua importanza in campo.
L’albanese, infatti, eccelle anche per i numerosi recuperi del pallone nella propria metà campo, imponendosi come un calciatore fisico e di riferimento nel pulire palloni pericolosi prima che arrivino in area di rigore. Ma non è ancora tutto: al termine della stagione si piazza in prima posizione nella classifica dei calciatori che hanno percorso più chilometri durante la stagione. Lui ne ha totalizzati 400,53; mentre Bryan Cristante della Roma e Johan Vasquez del Genoa, rispettivamente secondo e terzo, si fermano a 390,19 Km e 388,30 Km.
Si tratta di un primato singolare per il giocatore del Lecce, perché in Serie A nessuno aveva mai corso così tanto come lui. Con 400,53 Km si consacra dunque come il “maratoneta” del campionato, oltre che a essere diventato un elemento capace di trasmettere valori e passione a tutta la città. Il Lecce ha bisogno di giocatori così.
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