Il tecnico piemontese Davide Nicola si dice in linea con il direttore sportivo Simone Giacchetta e analizza con lucidità la sconfitta della US Cremonese contro il US Lecce.
«Sono d’accordo con il direttore. Non è la prima volta che succede, era già accaduto dopo Torino e Pisa, ma mi fermo qui. A mio avviso meritavamo almeno un punto, anche se non voglio concentrarmi sull’episodio». Nicola sottolinea però la convinzione nella squadra: «Io ci credo ciecamente. Oggi abbiamo sentito la partita in modo diverso».
Nei primi venti minuti i grigiorossi avevano creato qualche situazione interessante, con due ripartenze e un colpo di testa di Morten Thorsby. «Il Lecce era prudente e forse lo eravamo anche noi. Avremmo dovuto alzare il ritmo, essere più aggressivi e tenere la squadra più alta». Dopo il doppio svantaggio, la reazione è arrivata grazie ai cambi e al nuovo assetto tattico: «Con tre sostituzioni e modificando l’assetto abbiamo messo più garra e disputato una grande ripresa».
Per Nicola, più che i singoli episodi, conta la mentalità: «Dobbiamo mantenere sempre entusiasmo e guardare all’atteggiamento necessario per raggiungere il nostro obiettivo. Non voglio fare l’elenco dei torti subiti, ma alcune situazioni sono evidenti: l’arbitro deve intervenire, poi il Var decide».
Due tempi diversi
Il tecnico riconosce il netto cambio di passo nella ripresa: «Oggi abbiamo sentito il peso della partita. Quando non c’erano aspettative la squadra si esprimeva meglio. Ora si percepiscono ansia e pressione perché vogliamo raggiungere un risultato importantissimo».
Secondo Nicola, però, non è il momento di gestire: «Non possiamo permetterci prudenza eccessiva. Dobbiamo andare oltre questa mentalità. L’atteggiamento visto nella ripresa è quello che ci serve».
I problemi sui calci piazzati
La US Cremonese ha incassato il quarto gol da calcio d’angolo in tre partite, un dato che preoccupa. «Se subisci quattro gol così ravvicinati dopo due mesi e mezzo senza prenderne, significa che qualcosa non ha funzionato tra passività e prese di posizione».
Nicola però non pensa a rivoluzioni difensive: «Dopo uno o due errori non cambi il modo di difendere. Servono soluzioni diverse ma tutto parte da rabbia e fame. In partita non hai la memoria degli allenamenti: devi reagire d’istinto, fregartene di tutto e fare le cose più velocemente degli altri. Possiamo migliorare».
La gestione delle partite
Il tecnico torna poi sul momento della squadra: «Le stesse cose che dico qui le dico anche ai ragazzi. Arrivavamo da una buona gara con il Milan e da altre prestazioni positive. Ma quando le partite pesano per quello che rappresentano diventa più difficile».
«Nessuno vuole sbagliare una partita importante, ma per non sbagliare bisogna fare qualcosa in più. Se sei troppo prudente crei problemi a te stesso: devi avere coraggio, anche con umiltà. La vera Cremonese è quella del secondo tempo».
La mentalità per salvarsi
In chiusura Nicola insiste sull’aspetto mentale: «Voglio più rabbia. Non è che non ci sia, ma adesso le partite sono decisive e devi passare da qui per salvarti. I rischi fanno parte del percorso quando punti all’obiettivo».
Infine una riflessione sugli assetti tattici: «Abbiamo dimostrato di saper giocare con il nostro sistema, con aggressività e qualità. Ogni squadra ha il suo modo di stare in campo, conta la velocità con cui vai in pressione. Nel secondo tempo avevamo più coraggio perché non avevamo nulla da perdere. Continueremo a sperimentare soluzioni e attitudini diverse per ottenere il meglio».
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