Durante la puntata di Forcing, andata in onda su Antenna Sud è intervenuto il DS del Cerignola Di Toro. Queste le sue parole:
Sul campionato
«Le squadre che hanno investito di più stanno rispettando le aspettative e occupano le posizioni di vertice, Cosenza compreso. Subito dietro ci sono realtà consolidate come la nostra. È un campionato molto complicato: sapevamo che sarebbe stato difficile trovare continuità di risultati, perché vincere non è semplice nemmeno contro chi lotta per non retrocedere.
La questione delle eventuali penalizzazioni potrebbe incidere ulteriormente sulla classifica. Per quanto mi riguarda, il Benevento resta la squadra favorita per la promozione in Serie B.
Non mi sorprende la posizione della Salernitana: conosco bene le difficoltà di chi affronta due retrocessioni consecutive e deve ritrovare equilibrio, soprattutto a livello ambientale. Per soddisfare le richieste di un allenatore servono tempo e giocatori con caratteristiche precise.
Contro il Monopoli, dopo essere andati sotto nel punteggio, sono emersi i limiti della Salernitana, soprattutto nella ricerca di un’identità chiara. L’arrivo di Cosmi mi ha colto di sorpresa, ma conoscendo l’ambiente ho pensato che servisse una figura forte, capace di assorbire le pressioni. Saranno i risultati a dire se la scelta è stata corretta».
Penalizzazioni in arrivo nel girone C
Il tema delle penalizzazioni è particolarmente delicato per noi, anche perché in passato abbiamo già pagato un prezzo alto per situazioni simili. Mi auguro che i regolamenti vengano rispettati e che si faccia chiarezza al più presto.
La scelta di Maiuri
La squadra ha sempre espresso un buon gioco, ma talvolta l’idea di “giocare bene” ha finito per mettere in secondo piano la necessaria cattiveria agonistica. Maiuri ha sempre dimostrato grande onestà intellettuale.
La società si è confrontata con squadra e staff, premiando atteggiamenti positivi e responsabilità condivise. Con compattezza e buone intenzioni siamo riusciti a risalire la classifica.
Quando Raffaele andò via, ho individuato in Maiuri la figura di cui avevo bisogno quest’anno: un allenatore esperto, conoscitore dell’ambiente e capace di valorizzare l’organico. Nella valutazione complessiva abbiamo considerato ciò che la squadra esprimeva e gli aspetti eventualmente da correggere. Anche il presidente ha compreso che mantenere unità nelle decisioni ha permesso di trovare un equilibrio che oggi ci consente di vivere un momento positivo.
L’operazione di cui va più fiero
«L’operazione di cui vado più fiero è quella di D’Ausilio. Non tanto per la cessione, quanto per l’acquisto. È stata una scelta in cui pochi credevano, ma alla fine il campo ha dimostrato il suo valore. Veniva da una retrocessione, ma è cresciuto tantissimo e sono davvero soddisfatto del percorso che ha fatto».
Un campionato partito in salita
«I numeri sono migliorati con il tempo. Abbiamo attraversato un periodo molto difficile, con cinque sconfitte consecutive, ma proprio da quella fase — e anche dalla sconfitta contro il Benevento — è nata una nuova consapevolezza. Abbiamo ringiovanito l’organico e oggi i dati ci rendono orgogliosi. I meriti vanno al mister, allo staff e ai ragazzi, che rappresentano l’anima di questa squadra. Non mi sorprende il rendimento di Cuppone: è un ragazzo straordinario, dentro e fuori dal campo. In Serie B ha trovato stimoli diversi e sta facendo molto bene».
Investimenti effettuati quest’anno
Il presidente, lo scorso anno, non si è tirato indietro nel tentativo di inseguire un sogno. Dopo Pescara sono state fatte delle riflessioni e si è deciso di ridurre gli investimenti: in dodici anni ha sempre sostenuto il progetto sotto ogni aspetto. Quando chiamavo i giocatori per portarli a Cerignola ricevevo risposte prudenti, ma una volta arrivati si sono trovati benissimo. Oggi rispettano e conoscono l’ambiente. Sono arrivati ragazzi da Juventus, Cagliari, Lazio e Napoli: questo significa tanto». Nel finale di stagione il presidente ha scelto di ridimensionare gli investimenti e abbiamo lasciato andare chi aveva opportunità economiche migliori. Non è stato semplice ritrovare entusiasmo. Durante il mercato abbiamo dovuto cambiare strategia: molti si aspettavano investimenti importanti, invece abbiamo dovuto adattarci. Con il presidente c’è sempre stata sintonia e un rapporto forte. Mi ha spiegato le sue intenzioni e insieme abbiamo trovato un equilibrio. Ho sentito un grande senso di responsabilità verso la proprietà e verso la città. In alcuni momenti ho percepito anche poca fiducia, ma ho affrontato tutto a testa alta e oggi sono soddisfatto del rendimento della squadra. Siamo diventati una realtà consolidata, ma non basta: dobbiamo continuare su questa strada. Per me è un momento delicato, in cui devo valutare attentamente il futuro. Sento la responsabilità che mi ha dato la città. Oggi c’è la possibilità che il presidente possa fare un passo indietro e che altri imprenditori subentrino per consolidare ulteriormente il progetto. Non so ancora quale sarà la mia decisione. Alcune situazioni interne non mi lasciano tranquillo. Fino a qualche mese fa avevo le idee più chiare, oggi meno. Conosco bene la dirigenza del Foggia, ma devo essere onesto soprattutto con la gente che mi vuole bene a Cerignola».
Giocatori di cui va più fiero
«Iliev sta facendo bene e voglio fare i complimenti pubblicamente a Martinelli, così come a Gasbarro e Todisco. Abbiamo puntato anche su giocatori provenienti dalla Serie D che stanno dimostrando il loro valore: abbiamo aspettato Paolucci, D’Orazio oggi è tra i più incisivi, Russo sta disputando un ottimo campionato. La trattativa con il Cosenza tra Ruggiero e Contiliano è saltata perchè la scelta aziendale era quella di non aumentare gli investimenti: sarebbe stata un’operazione molto onerosa, anche considerando l’eventuale cambio di proprietà».
Un campionato di Lega Pro dal livello altissimo
«Il campionato è di livello altissimo e molte squadre attrezzate stanno incontrando difficoltà, come Foggia, Trapani e Atalanta. Le penalizzazioni cambieranno inevitabilmente la classifica: quella attuale non rispecchia la realtà e subirà modifiche. Il Foggia paga un cambio societario arrivato tardi, che ha rallentato la programmazione e portato a un mercato costruito in extremis. Mettere insieme un gruppo in venti giorni non è semplice, perché entrano in gioco tanti fattori. La classifica, come ho detto, è destinata a cambiare
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