Dal sogno all'incubo sono passati quasi sei mesi. È giusto guardare in faccia la realtà: il Bari è precipitato in un vortice preoccupante. Come uscirne? Difficile dirlo così, su due piedi. Ma qualcosa bisognerà pur fare. Non prima di individuare le cause ai propri mali e che certamente non potranno andar via con un singolo ritiro.
Un anno fa, di questi tempi, si applaudiva ad un Bari straripante contro il Modena, mentre in Qatar c'era un Cheddira formato mondiale e che rendeva orgogliosi i tifosi biancorossi, adesso invece ci si approccio alla sfida contro il Sudtirol senza attaccanti: squalificato Nasti, ma soprattutto indisponibile Diaw. Curioso, il destino. Proprio l'ex Modena avrebbe dovuto rimpiazzare il marocchino per caratteristiche fisiche e tecniche. Ma al netto dei tanti (troppi) infortuni, sotto porta sta rendendo pochissimo e dimostrandosi poco efficace anche dagli undici metri. Una delle tante fotografie di una squadra da qualcuno ritenuta più forte dello scorso anno ma che si sta rivelando un grande bluff. Col Lecco è maturata una sconfitta sconcertante: al netto dei soliti e prevedibili sfottò (Lepore e Caporale con il Lecce nel cuore e nel passato, per loro un piccolo derby), la gara del Rigamonti-Ceppi ha consegnato una squadra incapace di fare un solo tiro in porta, una tifoseria sul piede di guerra contro una società che per migliorare il rendimento della passata stagione ha fatto ben poco. Nessun reale ritocco, rivoluzioni inutili e controproducenti con un budget ridotto. I risultati sono solo una naturale conseguenza: non è sempre guadagno, il risparmio senza criterio. Anzi quasi mai.
Sono passati due mesi dal suo arrivo in panchina, ma dopo un avvio moderatamente confortante (più nell'atteggiamento che nelle idee di gioco) la cura Pasquale Marino sembra sciogliersi come neve al sole. Squadra meno solida dietro ma soprattutto più fragile caratterialmente e arrendevole: dalla sfida contro la Feralpisalò un calo progressivo e preoccupante. E squadra che allo stesso tempo non riesce a produrre nulla in avanti (contro Venezia e Lecco). Per ora il tecnico siciliano rimane al suo posto, ma la sensazione è che quella nei suoi riguardi possa essere una fiducia a tempo. Col Sudtirol un crocevia importante: senza risultato convincente (leggi possibilmente vittoria) il suo percorso potrebbe anche complicarsi. Vincere, ora come ora, per salvarsi: non è una squadra che può autorizzare a fare altri discorsi. Con buona pace di qualche avventuroso proclamo estivo. La realtà è sotto gli occhi di tutti, perché il progetto tecnico non è all'altezza delle aspettative ed a gennaio servirà cambiare i connotati di questo organico.
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