La sconfitta di Terni - sommata ai risultati nettamente sfavorevoli dell'ultimo turno - non ci voleva. Ma la sosta, fortunatamente, si. Il Bari si ferma e lo fa nel modo più indesiderato, ma anche nel momento più opportuno. In terra umbra la formazione biancorossa ha disputato una delle peggiori partite della stagione: il che è emblematico e sicuramente rende l'idea dell'ottimo lavoro sin qui svolto. Quello di una squadra che era partita come una neopromossa e con l'obiettivo iniziale della salvezza. Obiettivo minimo che strada facendo si è persino rivelato troppo poco per le potenzialità del gruppo guidato da Mignani. Non se lo sarebbe aspettato nessuno: società, dirigenza, gli stessi giocatori. I tifosi. In casi del genere l'appetito viene mangiando.
MANCANZE. Una sconfitta che fa male, quella del Liberati. Non solo perché il secondo posto si allontana a -6 (comunque molto meno miraggio di come poteva essere ad inizio stagione), ma anche perché il Sudtirol - altra neo-promossa - ha scavalcato i pugliesi di un punto. Di buono in questo caso c'è uno scontro diretto che è tutto da giocarsi ed in terra bolzanina, al Druso. Quanto al grifone, l'accelerata nelle ultime giornate - anche per via di un calendario migliore - ha messo e non poco in difficoltà lo stesso Bari. Sempre per una questione di oggettività: l'impressione è che la condizione fisica della squadra sia leggermente calata nell'ultimo mese, riuscendo a sopperire a questa mancanza con la bravura dei singoli, la tenuta difensiva, la capacità di soffrire ed anche alcuni episodi giusti si ma allo stesso tempo favorevoli, visto che siamo in epoca VAR. Una squadra che si ferma dopo aver raccolto sette risultati utili consecutivi e diversi successi in serie, dovendo fare a meno di Folorunsho e nell'ultima domenica di Maiello e Di Cesare: tutte assenze pesanti, la prima per infortunio. Lo stesso Cheddira, decisivo ad Ascoli, è rimasto nel giro della nazionale ed è capocannoniere assieme a Lapadula, ma ha vissuto un periodo di appannamento. Sempre a Terni, le scelte di Mignani - spesso determinanti per i punti raccolti - stavolta gli han detto male.
NUMERI. Al netto di queste considerazioni, ci sono dei tanti che non possono essere trascurati. Il primo è legato ai numeri fuori casa: i biancorossi malgrado il ko del Liberati mantengono il miglior rendimento esterno con 28 punti, anche se tallonati da Genoa e Frosinone a 27. Il rendimento casalingo è da metà classifica, ma con una classifica cortissima: 22 punti, a due dal quinto ed a tre dal quarto. Nel girone di ritorno i biancorossi hanno poi raccolto un punto in più rispetto all'andata, riconfermandosi al quarto posto. Il Genoa di Gilardino ed il Frosinone di Grosso ne hanno raccolto giusto tre in più. Morale della favola? Sebbene sembri il contrario, non tutto forse è da buttare.
PRIMAVERA: DENTRO O FUORI. Ieri, com'è noto, è cominciata la primavera. Un discorso tranquillamente estendibile anche in B: è adesso che comincia davvero quel famoso rush finale dove si decidono destini e campionati delle venti formazioni in gara. Il calendario è intenso per tutti: chiunque può vincere o perdere contro chiunque. Il Bari, dal canto suo, dovrà concentrarsi prima di tutto su se stesso e contare unicamente sulle proprie forze, senza guardare le altre. Se le altre viaggeranno ancora a mille tutto sarà più complicato, ma i primi a dover ritrovare lo sprint necessario sono i ragazzi di Mignani. Sosta che è un ultimo treno, sul piano delle motivazioni per smaltire le ultime delusioni, prima di tutto. Quindi degli uomini: rienteranno dalle squalifiche Maiello e Di Cesare, si spera fortemente (come suggerito dallo stesso allenatore) nel recupero di Folorunsho che può essere un valore aggiunto. E come suggerito da Vicari, ragionare sugli errori commessi. Servirà un Bari tosto per non disperdere l'entusiasmo e le speranze di una piazza che teme di svegliarsi dal sogno da un momento all'altro. Che proprio non vuole rivivere amari film del passato. E questo va assolutamente evitato. 'Only together', appunto, come da ultimo post apparso sui social. E' l'ultima possibilità concreta per ripartire di slancio. E va sfruttata.
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