Il Taranto non riesce a rialzare la testa. Nella dodicesima giornata di Eccellenza pugliese, i rossoblù incappano nella seconda sconfitta consecutiva, cedendo di misura (0-1) allo Squinzano. A gelare lo stadio Iacovone ci ha pensato Bonicelli al 58', acuendo una crisi di risultati già culminata nei giorni scorsi con l'esonero di mister Luca Tiozzo. Il triplice fischio ha lasciato in eredità un clima inevitabilmente teso, sfociato in un aspro confronto tra la squadra e la tifoseria. Una situazione delicatissima a cui lo spogliatoio ha voluto rispondere con un segnale forte: niente silenzi, l'intera rosa si è presentata compatta in sala stampa per assumersi le proprie responsabilità davanti ai microfoni.

A guidare il gruppo è stato capitan Guastamacchia, che non ha cercato alibi: "Ci mettiamo la faccia noi, insieme. Sappiamo di attraversare una fase di grande tensione, ma l'obiettivo è uscirne uniti. I tifosi? È giusto che pretendano di più, il confronto c'è stato e ora dobbiamo solo lavorare per svoltare". Nessuna disamina tattica, invece, da parte di Montervino, che ha preferito dribblare l'argomento: "Non è il momento di fare analisi tecnico-tattiche, gli errori verranno valutati nelle sedi e dalle persone opportune".

Lo sfogo più accorato è arrivato da Falzerano, che ha difeso a spada tratta l'impegno dei compagni senza nascondere l'amarezza per l'atteggiamento di parte del pubblico: "Abbiamo tenuto in mano il pallino del gioco, non si può ridurre tutto ai tiri in porta. I problemi ci sono, lo sappiamo, ma ci serve un ambiente alleato. Ho girato piazze importanti, ma prendere fischi all'85' in occasione di un rigore a nostro favore è una cosa che non mi era mai successa". Il centrocampista ha poi ribadito un concetto chiave: "La maglia oggi è stata sudata da tutti. Nel calcio 2+2 non fa 4, non basta essere la squadra più forte o la più ricca per vincere in automatico".

A chiudere il cerchio ci ha pensato Lanzolla, facendo leva sul peso specifico dell'organico: "Usciremo da questa situazione, perché siamo una rosa composta da giocatori di livello". La presa di posizione collettiva lancia un messaggio chiaro all'ambiente: lo spogliatoio è unito e chiede compattezza a tutta la piazza. Ora, però, toccherà al campo trasformare le parole e gli intenti nei punti necessari per invertire la rotta.

Sezione: Primo piano / Data: Dom 08 novembre 2026 alle 18:51
Autore: Giovanni Scialpi
vedi letture