Dopo due stagioni intense e ricche di emozioni, Titti d’Alesio saluta la Polimnia. Il notaio, che ha ricoperto il ruolo di presidente onorario, ha affidato il suo commiato a una lunga e sentita lettera, con cui ha spiegato le ragioni della sua separazione dal club rossoverde.
Un addio che arriva dopo un biennio straordinario per la storia del calcio polignanese. Due anni vissuti con passione e professionalità, culminati con l’accesso ai playoff di Eccellenza e la storica qualificazione alla finale. Traguardi che testimoniano la crescita della società, a cui d’Alesio ha dato un contributo fondamentale.
Nel suo messaggio, l’ex presidente onorario ripercorre l’inizio della sua avventura a Polignano, l’accoglienza ricevuta, l’armonia con la dirigenza locale e le emozioni condivise:
“Dicono che quando arrivi al Sud piangi due volte: quando arrivi e quando vai via. La mia esperienza a Polignano è cominciata con un pugno allo stomaco. E chi se la scorda quella cena nell'estate del 2023? Poche parole, tanti sguardi d'intesa, la sensazione di essere in completa sintonia. La chiacchierata con Vito Lo Franco fu un piccolo terremoto emotivo. Ci misi un attimo a innamorarmi di Polignano e a sposare il progetto Polimnia, complicato e anche emozionante. L'accoglienza, fantastica. Mi sono sentito subito uno di famiglia. A Tommaso, Mario e Peppino, storici dirigenti polignanesi, oggi non posso che urlare "grazie". Due anni esaltanti, sono volati via lasciandomi sensazioni bellissime. Tutti insieme, come una vera squadra, siamo riusciti a trasformare una "famiglia" in una società forte e strutturata, come quelle del mondo professionistico. Gli obiettivi, tutti centrati. Prima una salvezza senza affanni, poi la grande cavalcata fino ai playoff che nemmeno la grande delusione nella finale contro il Canosa potrà mai cancellare dal mio cuore.Ci sono momenti, però, in cui la vita ti chiama a prendere decisioni importanti. E difficilissime. Lasciare Polignano è più complicato di quanto potessi immaginare. Le cose belle, le emozioni che ti fanno volare. Tutto vero. Ma è stata anche la stagione delle grandi problematiche. Lo stadio, in primis. Una corsa a ostacoli, tra difficoltà economiche e anche logistiche. I tifosi, poi. Contro il Canosa, una serata che non dimenticherò mai, ce n'erano duemila sugli spalti. Ma durante l'anno chi c'era a spingere la Polimnia? Pochissimi, in casa. Nessuno, in trasferta. Il calcio, per me, è fondamentalmente una grande storia di passione. Ma anche di investimenti. A volte, però, ti passa la voglia di fare sacrifici. A maggior ragione quando, in coda a una stagione coinvolgente, scopri che qualche amico di Polignano…s'è rimangiato la parola, mettendo la societa in grande difficoltà. Un grande dispiacere. Il "Madonna d'Altomare", dicono, sarà pronto non prima del 30 settembre. E, onestamente, cominciare un altro anno senza stadio... è una sfida troppo complicata. Anche per un sognatore come me. Per ringraziare tutti ci vorrebbe un'intera pagina di giornale. Ma una cosa posso dirla... vivere Polignano è stato un privilegio. Nel cuore e nella testa scorrono tante immagini. Non ne cancellerei nemmeno una, lo giuro sul bene che voglio ai miei figli. Polignano resterà per sempre magia e non solo per la sua storia e la sua bellezza. Uno stato d'animo, davvero. Dedico un pensiero particolare al mio grande compagno d’avventura Vito Lo Franco. Buona fortuna, amici miei. Vado via. A testa alta e con il cuore a pezzi. Forza Polimnia. Sempre!”.
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